Sugar Tax, Sibeg Coca-Cola chiede lo stop e critica la proroga di sei mesi
Sibeg Coca-Cola contesta la proroga di 6 mesi della Sugar Tax. Luca Busi chiede lo stop all'imposta e avverte: senza risposte, possibili proteste delle imprese.
NOTIZIE HORECA - Sibeg Coca-Cola Sicilia contesta l'ipotesi di un nuovo rinvio semestrale della Sugar Tax e chiede al Governo di cancellare definitivamente l'imposta o di posticiparne l'entrata in vigore di almeno dodici mesi. A intervenire è l'amministratore delegato Luca Busi, che denuncia le conseguenze dell'incertezza normativa sulla programmazione industriale e avverte della possibilità di una mobilitazione delle imprese.
L'imposta, la cui entrata in vigore è attualmente prevista per il 1° gennaio 2027, potrebbe essere ulteriormente rinviata di sei mesi. Una soluzione che Busi considera insufficiente, soprattutto per le aziende impegnate in investimenti produttivi e programmi di sviluppo.
Il manager critica il ricorso ripetuto alle proroghe, sostenendo che l'assenza di una decisione definitiva sulla Sugar Tax condizioni da anni le prospettive del settore delle bevande. Al centro della contestazione c'è anche il possibile impatto sui consumatori, in una fase già caratterizzata dal carovita, dall'aumento dei costi dei carburanti e dalle difficoltà delle famiglie nel difendere il proprio potere d'acquisto.
Sugar Tax, le stime su prezzi, vendite e occupazione
Secondo Busi, le conseguenze dell'imposta interesserebbero numerose categorie di prodotti di consumo quotidiano, con e senza zucchero, tra cui latte pastorizzato, succhi, bevande vegetali, tè freddi, energy drink, bevande sportive isotoniche, acque con vitamine e bevande gassate.
«Una tassa che si tradurrà in un aumento a scaffale del +25% dal 1° luglio 2027. Non si può dichiarare di voler sostenere le famiglie e contemporaneamente preparare una nuova stangata. È una contraddizione che il Governo deve spiegare agli italiani, prima ancora che alle imprese», sostiene l'amministratore delegato.
Le preoccupazioni riguardano anche la tenuta della filiera produttiva. Secondo le stime diffuse da Assobibe-Confindustria, la Sugar Tax potrebbe provocare una contrazione delle vendite del 16% e mettere a rischio oltre 5mila posti di lavoro.
«Dietro quei numeri ci sono lavoratori, famiglie, stabilimenti e un'intera filiera produttiva», osserva Busi, che richiama l'attenzione sulle difficoltà di pianificazione delle aziende.
«Le imprese non possono programmare investimenti, assunzioni e innovazione con un orizzonte di sei mesi. Non si può decidere come sviluppare uno stabilimento o quali tecnologie acquistare sperando in un'altra proroga. L'incertezza ha un costo. E lo stanno già pagando le imprese italiane».
Le difficoltà dell'industria nel Mezzogiorno
La questione assume un peso particolare per le attività produttive del Sud Italia, dove alle incertezze fiscali si aggiungono problemi infrastrutturali, costi operativi elevati e una crescente pressione competitiva.
«Fare industria al Sud significa affrontare ogni giorno difficoltà infrastrutturali, costi elevati e una competizione sempre più aggressiva. In Sicilia continuiamo a investire in innovazione, sostenibilità, tecnologia e occupazione. Abbiamo dimostrato che si può creare valore industriale, contribuendo alla crescita economica e sociale del territorio. Ma non possiamo essere lasciati soli. Mentre i mercati internazionali accelerano con condizioni favorevoli agli investimenti, l'Italia rischia di frenare proprio quelle imprese che sono lo zoccolo duro del Paese», afferma Busi.
La richiesta al Governo e l'ipotesi di una mobilitazione
Sibeg chiede quindi una decisione che consenta alle imprese di pianificare le proprie attività su un orizzonte temporale più ampio. La soluzione indicata come prioritaria è l'abolizione della Sugar Tax, mentre l'alternativa immediata è una proroga di almeno un anno.
Busi riferisce che il confronto con le istituzioni è già stato avviato attraverso le associazioni di categoria e i rappresentanti politici, con la presentazione di dati, analisi e proposte. In assenza di risposte, l'azienda non esclude iniziative di protesta.
«Chiediamo al Governo di cancellare definitivamente la Sugar Tax o, nell'immediato, di garantire almeno dodici mesi di proroga. Sei mesi non bastano e non risolvono nulla. Abbiamo cercato il confronto in tutte le sedi istituzionali, attraverso le associazioni di categoria e con i rappresentanti della politica. Abbiamo portato dati, analisi e proposte. Se il Governo continuerà a non ascoltarci, saremo pronti a scendere in piazza e a manifestare – conclude Busi – questa non è solo una battaglia del settore delle bevande: riguarda la credibilità delle politiche industriali del Paese e il rispetto verso chi contribuisce concretamente alla sua economia».






