Amarcord celebra 30 anni di piadina artigianale e ricerca gastronomica

Amarcord compie 30 anni: impasti fatti a mano, quattro ingredienti e dodici ricette Limited Edition all'anno raccontano la ricerca gastronomica della piadineria

2 Nov 2026 - 12:25
Amarcord celebra 30 anni di piadina artigianale e ricerca gastronomica

CRONACA PER L'IMPRESA - Trent'anni di attività, 14 riconoscimenti internazionali e una produzione che continua a essere realizzata interamente a mano. Amarcord – Premiata Piadineria Artigianale celebra nel 2026 l'anniversario della propria fondazione, ripercorrendo un'esperienza imprenditoriale iniziata a Brescia nel 1996 per iniziativa di Enrico Massenza. Un percorso che ha portato la piadina romagnola oltre il territorio d'origine, mantenendo la lavorazione artigianale e sviluppando una proposta gastronomica legata alle specialità regionali italiane.

L'idea nacque dopo un periodo di formazione a Rimini, dove Massenza aveva appreso il mestiere nel locale di Gabriella Magnani, conosciuta come “la Lella”, figura storica della tradizione riminese. All'epoca la piadina, lontano dalla Riviera, era ancora associata soprattutto alle vacanze estive. La scelta fu quella di proporla a Brescia come alimento adatto anche al consumo quotidiano.

Oggi l'attività coinvolge anche i fratelli Giorgio e Simone Massenza. Quest'ultimo, conosciuto come the TASTE Hunter, è degustatore professionista, giudice gastronomico e consulente, oltre a occuparsi della ricerca gastronomica del marchio.

Impasti freschi e quattro ingredienti per la piadina Amarcord

La preparazione delle piade segue ancora il metodo adottato all'apertura: gli impasti vengono realizzati quotidianamente, mentre stesura e cottura avvengono a mano e al momento del consumo.

La ricetta prevede esclusivamente farina, acqua minerale, strutto raffinato oppure olio extravergine d'oliva italiano e sale marino integrale di Cervia. Non vengono utilizzati lievito, bicarbonato, latte o uova, secondo una preparazione riconducibile al pane azzimo.

Nel corso degli anni l'azienda ha lavorato sull'equilibrio degli impasti, riducendo progressivamente la componente grassa e perfezionando le ricette per conservarne elasticità, morbidezza, friabilità e fragranza.

Accanto alla lavorazione tradizionale, Amarcord ha sviluppato una proposta che utilizza la piada come base per valorizzare prodotti provenienti da diverse regioni italiane. La selezione comprende, fra gli altri, il prosciutto contadino dell'Alto Adige, il prosciutto cotto lombardo, la pancetta emiliana, il paté di olive del Piceno, i carciofi pugliesi e la salsa di peperoncino calabrese, con attenzione alle specialità DOP, IGP, PAT e De.Co.

La ricerca gastronomica si traduce anche nelle Limited Edition, dodici ricette ideate ogni anno da Simone Massenza, una per ciascun mese. Ogni proposta nasce dalla selezione di specialità territoriali italiane, rimane disponibile soltanto nel mese assegnato e non viene successivamente riproposta.

Dai World Bread Awards ai riconoscimenti internazionali

Una tappa importante del percorso aziendale risale al 2015, quando Amarcord ottenne la medaglia d'oro ai World Bread Awards di Londra, competizione internazionale dedicata alla panificazione. Secondo quanto riportato dall'azienda, si tratta dell'unica piadina premiata nella storia del concorso.

Il riconoscimento londinese fa parte dei 14 premi internazionali conquistati nel tempo in competizioni gastronomiche organizzate in diverse città, fra cui Dubai, Parigi e Francoforte.

A questi si aggiungono i riconoscimenti istituzionali ricevuti sul territorio: Qualità Artigiana da Regione Lombardia, Made in Brescia dalla Provincia di Brescia e l'ammissione a East Lombardy, rete dedicata alle eccellenze enogastronomiche promossa dai Comuni e dalle Camere di Commercio della Lombardia orientale.

Ripercorrendo le origini dell'attività, Enrico Massenza, fondatore di Amarcord, ricorda:

«Nel 1996 abbiamo pensato che la piada potesse trovare una sua dimensione anche lontano dalla Riviera, adattandosi ai ritmi della vita e del lavoro in città».

Sul ruolo della ricerca gastronomica interviene Simone Massenza, degustatore professionista e responsabile di quest'area:

«Noi l’abbiamo sempre pensata come una sorta di piatto commestibile, capace di accogliere il meglio della gastronomia italiana. Perché il nostro Paese avrà anche tanti problemi, ma una cosa è certa: di cose buone, da Bolzano a Palermo, non siamo mai stati a corto».

A chiudere il bilancio dei trent'anni è ancora il fondatore:

«Non abbiamo mai voluto fare qualcosa di diverso da una piadina. Volevamo semplicemente farla meglio. Trent’anni dopo abbiamo mantenuto la stessa filosofia e lo stesso metodo di lavorazione, perfezionandoli nel tempo. E vedere che i clienti continuano a sceglierci è il riconoscimento più importante».

La produzione prosegue oggi a Brescia, dove Amarcord mantiene la preparazione quotidiana degli impasti freschi e la lavorazione manuale che caratterizzano l'attività fin dal 1996.

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