Turismo europeo: gli alloggi brevi crescono più degli hotel

Il turismo europeo cresce, ma hotel e alloggi brevi seguono ritmi diversi. I dati Eurostat e Istat spiegano come cambia l'ospitalità e cosa emerge in Italia.

2 Nov 2026 - 12:54
Turismo europeo: gli alloggi brevi crescono più degli hotel

INDAGINI E RICERCHE - Gli hotel continuano a concentrare la maggioranza dei pernottamenti turistici in Europa, ma crescono a un ritmo inferiore rispetto alle altre tipologie ricettive. Nel 2025 le presenze negli alberghi dell'Unione europea sono aumentate dell'1,7%, mentre gli alloggi per vacanze e soggiorni brevi hanno registrato un incremento del 9,2% e i campeggi del 5,8%. È quanto emerge dai dati annuali diffusi da Eurostat nell'ottobre 2026, che restituiscono un quadro dell'ospitalità europea più articolato rispetto a quello suggerito dalla crescita complessiva del turismo. I risultati evidenziano differenze importanti nella distribuzione dei flussi, anche se una parte dell'aumento registrato risente di modifiche intervenute nelle rilevazioni statistiche nazionali.

Nel complesso, il 2025 si è chiuso con 3,14 miliardi di pernottamenti nelle strutture ricettive dell'UE, il 4,1% in più rispetto all'anno precedente. L'incremento corrisponde a 123 milioni di notti aggiuntive e conferma il percorso di crescita del settore, che già nel 2023 aveva superato i livelli precedenti alla pandemia.

La componente alberghiera mantiene un ruolo predominante, raccogliendo il 61,4% dei pernottamenti europei. Agli alloggi per vacanze e soggiorni brevi è riconducibile il 24,8% delle presenze, mentre campeggi e aree attrezzate rappresentano il restante 13,8%.

Le proporzioni cambiano sensibilmente secondo la destinazione. In Bulgaria, Cipro e Malta oltre il 90% dei pernottamenti si concentra negli hotel, mentre in Croazia, Belgio e Lituania gli alloggi per soggiorni brevi superano il 40%. Francia e Lussemburgo si distinguono per il peso dei campeggi, che raccolgono oltre il 30% delle presenze.

Anche la provenienza dei visitatori contribuisce a definire l'andamento del mercato. Nel 2025 i pernottamenti dei turisti internazionali sono aumentati del 6%, contro il 2,3% della componente domestica. Le presenze straniere rappresentano ormai il 48,9% del totale europeo, avvicinandosi alla quota dei turisti nazionali, pari al 51,1%.

Il mercato italiano e la crescita degli alloggi alternativi

L'Italia guida la classifica europea dei pernottamenti nel 2025, con circa 535 milioni di presenze, seguita dalla Spagna con 513 milioni, dalla Francia con 472 milioni e dalla Germania con 440 milioni. Questi quattro Paesi concentrano complessivamente oltre il 60% delle presenze registrate nell'Unione.

Il dato italiano richiede però un'importante precisazione. Come chiarisce Istat nell'approfondimento Dal Grand tour al turismo di massa, pubblicato il 17 luglio 2026, il totale relativo al 2025 comprende per la prima volta anche le presenze negli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale.

L'ampliamento della rilevazione è stato reso possibile dall'introduzione dell'obbligo di iscrizione alla Banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche del Ministero del Turismo.

Escludendo questa nuova componente, le presenze italiane del 2025 scendono a circa 481 milioni. Gli alberghi hanno registrato nello stesso anno circa 288 milioni di pernottamenti.

La differenza è determinante per interpretare i risultati. Una parte dell'incremento rilevato nel 2025 deriva infatti dall'estensione della copertura statistica e non può essere attribuita automaticamente a una maggiore domanda turistica. Eurostat segnala una discontinuità metodologica anche per la Lituania.

Il cambiamento nella composizione dell'ospitalità italiana emerge comunque dalle serie storiche confrontabili. Secondo Istat, considerando esclusivamente le tipologie ricettive rilevate in modo omogeneo, dal 2015 al 2025 il peso degli esercizi alberghieri è diminuito di sette punti percentuali, attestandosi intorno al 60%. Nello stesso periodo, gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale hanno aumentato la propria incidenza fino al 16,7%.

Si tratta di un'evoluzione che mostra come l'offerta turistica italiana si sia progressivamente diversificata, con un peso crescente degli alloggi alternativi rispetto alle strutture alberghiere tradizionali.

Il ruolo delle piattaforme e i primi dati del 2026

La crescita degli alloggi brevi trova riscontro anche nelle prenotazioni effettuate attraverso le piattaforme digitali. Secondo Eurostat, nel 2025 i soggiorni prenotati tramite Airbnb, Booking ed Expedia hanno generato circa 952 milioni di pernottamenti nell'UE, con un aumento dell'11,4% rispetto al 2024. La Francia è il primo mercato con 213 milioni di presenze, seguita dalla Spagna con 189 milioni e dall'Italia con 139 milioni.

Il fenomeno prosegue anche nel 2026: nel secondo trimestre i pernottamenti prenotati sulle tre piattaforme sono aumentati del 5,3%, raggiungendo 258,8 milioni. Nello stesso periodo, il turismo europeo nel suo complesso ha mantenuto un andamento positivo: nel primo semestre le strutture ricettive dell'UE hanno registrato 1,321 miliardi di pernottamenti, in crescita dell'1,7% rispetto al 2025.

Le statistiche sulle piattaforme, riferite specificamente alle prenotazioni online, completano il quadro generale del mercato ricettivo e vanno considerate separatamente dai dati complessivi sulle presenze, con i quali presentano delle sovrapposizioni.

Cosa cambia per gli operatori Horeca

I risultati Eurostat descrivono un mercato turistico europeo in crescita, nel quale la domanda si distribuisce su forme di ospitalità differenti. Gli hotel conservano un ruolo centrale, accogliendo oltre sei pernottamenti su dieci, mentre gli alloggi brevi aumentano più rapidamente il proprio peso. Non si tratta necessariamente di una perdita di clienti per gli alberghi, quanto del segnale di un'offerta ricettiva sempre più diversificata, con dinamiche che cambiano secondo le destinazioni.

Per le imprese alberghiere, questa evoluzione rende importante osservare non soltanto il numero complessivo dei visitatori, ma anche la tipologia di soggiorno, la provenienza dei turisti e l'andamento della domanda nel corso dell'anno. A completare il quadro contribuiscono gli indicatori di occupazione: nel 2025, ad esempio, il tasso medio europeo di occupazione netta dei posti letto negli hotel si è attestato al 49,9%, con valori che raggiungono il 78% a Cipro, il 67,3% a Malta e il 63,6% in Spagna.

Anche per ristoranti, bar e altri servizi Horeca la composizione dei flussi turistici rappresenta un elemento da considerare. Chi soggiorna in hotel, in appartamento o in campeggio può avere esigenze e abitudini di consumo differenti, dalla prima colazione ai pasti fuori casa, fino all'utilizzo dei servizi disponibili nella destinazione. Conoscere le caratteristiche dei visitatori può quindi aiutare le attività a interpretare meglio la domanda locale e ad adeguare la propria offerta.

La crescita dei pernottamenti europei offre così un'indicazione importante, soprattutto se letta insieme all'evoluzione delle diverse forme di ospitalità e ai dati sui consumi. Per gli operatori, comprendere non soltanto quanti turisti arrivano, ma anche dove soggiornano e come vivono la destinazione diventa sempre più utile per valutare le opportunità offerte dal mercato.

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