Baladin annuncia un nuovo investitore: finanziamento da 16,4 milioni
Un imprenditore olandese del fintech investe 16,4 milioni in Baladin. Il piano prevede il raddoppio della capacità produttiva e sei nuove aperture.
CRONACA PER L'IMPRESA - Baladin ha annunciato un nuovo round di finanziamento da 16,4 milioni di euro destinato a sostenere il piano di crescita della società, che prevede il raddoppio della capacità produttiva, il rafforzamento della presenza commerciale e l'ampliamento della rete di locali. L'operazione coinvolge un imprenditore olandese attivo nel settore fintech, che entrerà nel capitale con una partecipazione rilevante, seppur di minoranza, assumendo il ruolo di partner finanziario di lungo termine.
Il closing è previsto per novembre 2026, subordinatamente al completamento delle approvazioni da parte degli organi societari competenti e all'avveramento delle consuete condizioni sospensive.
Sei nuove aperture e investimenti nella produzione
Il finanziamento accompagnerà il percorso di crescita organica a doppia cifra previsto da Baladin, attraverso interventi sulla capacità industriale, un'accelerazione delle attività commerciali e il potenziamento dell'infrastruttura digitale.
Una parte degli investimenti sarà destinata allo sviluppo della rete retail, con sei nuove location programmate. Tra queste figurano due nuovi locali a Milano e Roma, la cui apertura è prevista nei prossimi mesi. Le nuove strutture si aggiungeranno a quelle già presenti a Piozzo, Torino, Torino Aeroporto, Roma e Cuneo.
Il progetto si inserisce in un percorso di espansione che ha visto Baladin raggiungere, nel 2025, una produzione di 27mila ettolitri di birra, con un tasso di crescita superiore alla media del comparto.
Attualmente il marchio è presente in 47 Paesi e opera attraverso diversi canali distributivi. La rete B2B conta circa 3.000 rivenditori, mentre l'e-commerce ha servito finora 24.000 clienti.
Ricavi attesi a 16 milioni nel 2026, obiettivo 45 milioni entro il 2029
Per il 2026 Baladin prevede di raggiungere 16 milioni di euro di ricavi, in crescita del 10% rispetto al 2025. Secondo la società, a contribuire al risultato è soprattutto l'andamento commerciale di Botanic, la birra analcolica del marchio.
Il nuovo finanziamento si accompagna anche a un progetto di semplificazione dell'assetto societario. In una fase successiva è infatti prevista l'integrazione delle attività di ristorazione Open Baladin, che generano attualmente un fatturato annuo di circa 5,5 milioni di euro, all'interno del perimetro del Gruppo.
L'operazione consentirà di riunire sotto un'unica struttura societaria la produzione di birra e la gestione delle attività retail, portando, secondo le previsioni aziendali, il fatturato complessivo a oltre 22 milioni di euro entro la fine del 2026.
Il business plan del Gruppo individua un ulteriore traguardo al 2029, quando Baladin punta a superare i 45 milioni di euro di ricavi netti. La crescita prevista si basa sull'aumento dei volumi produttivi, sulla diversificazione dei canali distributivi e sul progressivo ampliamento della rete Open Baladin.
Teo Musso: «Una visione di lungo periodo»
L'ingresso del nuovo investitore segue l'operazione di equity crowdfunding realizzata nel 2024, quando Baladin raccolse 5 milioni di euro in soli sei giorni, con la partecipazione di oltre 2.300 investitori.
“Nel 2024 scegliemmo di aprire il capitale dell’azienda per crescere insieme alla nostra community attraverso un’operazione di crowdfunding. Oggi siamo particolarmente orgogliosi di annunciare un nuovo step di crescita di Baladin e di accogliere nella nostra famiglia un importante family office cui ci accomuna una visione di lungo periodo, di sviluppo sostenibile e di creazione di valore nel tempo”, ha dichiarato Teo Musso, fondatore e CEO del Birrificio Agricolo Baladin.

Anche Isaac Musso, Presidente e Amministratore di Baladin SpA, ha sottolineato le prospettive legate all'operazione: “L’ingresso di un nuovo investitore rappresenta una grande opportunità per Baladin in quanto ci consentirà di compiere un importante salto dimensionale e di rafforzare significativamente il percorso di crescita che abbiamo delineato sia attraverso un incremento della produzione sia attraverso l’ampliamento della rete retail”.

Dalle origini a Piozzo allo sviluppo del Gruppo
La storia di Baladin comincia nel 1986 a Piozzo, in provincia di Cuneo, con l'apertura del pub Le Baladin, dove Teo Musso proponeva birre provenienti da diversi Paesi. Dieci anni dopo, nel 1996, il locale viene trasformato in un brewpub, avviando la produzione e la vendita diretta di birre artigianali.
Nel corso degli anni l'azienda ha sviluppato una filiera agricola nazionale integrata, dalla coltivazione delle materie prime alla produzione, fino alla distribuzione attraverso una rete di proprietà. Baladin rivendica il primato nella produzione di una birra 100% italiana e dichiara di autoprodurre oltre il 95% degli ingredienti utilizzati.
Accanto all'attività produttiva, il birrificio ha progressivamente sviluppato il rapporto con il mondo della ristorazione, promuovendo l'abbinamento tra birra e cibo e dedicando attenzione alla qualità e alla sostenibilità ambientale.
Per il nuovo round di finanziamento, Baladin SpA è stata assistita dall'advisor finanziario Euromerger e dall'advisor legale Giovannelli e Associati. Il nuovo investitore si è avvalso invece dell'assistenza legale di Ropes & Gray e JB Law.






