Blocco dei trasporti, AIGRIM-FIPE: ristoranti chiusi e centinaia di locali in difficoltà
Ristorazione organizzata in difficoltà per il blocco dei trasporti. AIGRIM-FIPE segnala centinaia di locali coinvolti e chiede soluzioni urgenti.
NOTIZIE HORECA - La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a creare difficoltà nella distribuzione delle merci, con conseguenze che si estendono ben oltre il settore dei trasporti. Nel Mezzogiorno, dove si concentrano le maggiori criticità, le interruzioni dei collegamenti stanno compromettendo gli approvvigionamenti di numerose attività commerciali e produttive. Nonostante il confronto avviato con il Governo e l'annuncio di nuove misure di sostegno, la situazione resta complessa. Tra i comparti coinvolti figura anche la ristorazione organizzata, che dipende dalla regolarità delle forniture.
A richiamare l'attenzione sulle difficoltà delle imprese della ristorazione in catena è AIGRIM-FIPE, l'Associazione delle Imprese di Grande Ristorazione e Servizi Multilocalizzate, che in una nota stampa segnala le ripercussioni del blocco sulla rete dei locali e sulla continuità del servizio.
"Il perdurare del fermo dell’autotrasporto nel Mezzogiorno sta determinando una difficoltà oggettiva lungo l’intera dorsale logistica nazionale. A evidenziare la criticità è Aigrim-FIPE (Associazione delle Imprese di Grande Ristorazione e Servizi Multilocalizzate), segnalando come il blocco della circolazione delle merci tra il Sud e il resto d'Italia stia lasciando numerosi locali privi dei rifornimenti necessari per garantire il servizio e abbia portato alla chiusura di diversi ristoranti nel Sud Italia.
Le ripercussioni operative ed economiche sono già evidenti: secondo le prime rilevazioni di Aigrim-FIPE, le situazioni di maggiore sofferenza si registrano in Sicilia, Calabria e Campania che, secondo le rilevazioni ad ora disponibili, riguarda diverse centinaia di stores. In diverse catene si rilevano già le prime flessioni di fatturato causate proprio dall'indisponibilità delle merci, con ripercussioni che investono anche i punti vendita situati nei nodi strategici di viaggio, come stazioni ferroviarie e aeroporti."
Le criticità negli approvvigionamenti e la richiesta di una soluzione
L'associazione richiama inoltre l'attenzione sulla tipologia delle merci coinvolte e sui rischi derivanti dal prolungamento delle interruzioni logistiche, ribadendo la necessità di ripristinare regolarmente i collegamenti tra le diverse aree del Paese.
"A mancare sono soprattutto le materie prime a ciclo rapido e a temperatura controllata: l’ortofrutta fresca proveniente dai bacini agricoli del Sud, che rischia il deterioramento prima di arrivare a destinazione, e i prodotti surgelati, la cui catena logistica non ammette interruzioni prolungate.
Aigrim-FIPE, nel ribadire il proprio apprezzamento per l’attenzione e le risorse messe in campo dall’Esecutivo – a partire dal fondo da 1 miliardo di euro destinato all’autotrasporto – evidenzia la necessità di individuare con urgenza una soluzione operativa che consenta la ripresa regolare dei transiti. L'obiettivo comune deve essere quello di ripristinare i collegamenti tra le aree produttive del Mezzogiorno e la rete distributiva nazionale, tutelando il lavoro, i livelli di servizio ai consumatori e scongiurando pesanti sprechi alimentari."
Il confronto tra Governo e rappresentanze dell'autotrasporto ha prodotto i primi segnali di distensione, ma non ha ancora determinato la cessazione delle proteste in tutte le regioni coinvolte. Dopo la revoca del fermo in Sicilia, restano situazioni di criticità in altre aree del Mezzogiorno. Per le imprese della ristorazione, il ritorno alla regolarità dei flussi logistici rappresenta dunque una condizione essenziale per superare le difficoltà operative segnalate dall'associazione.






