BuyFood Toscana 2026, a Firenze i dati della DOP economy da oltre 1,3 miliardi

BuyFood Toscana 2026 riunisce a Firenze istituzioni e Consorzi per presentare i dati ISMEA sulla DOP economy toscana, che supera 1,3 miliardi di euro

2 Nov 2026 - 12:42
BuyFood Toscana 2026, a Firenze i dati della DOP economy da oltre 1,3 miliardi

EVENTI - Il valore delle produzioni DOP e IGP della Toscana supera 1,32 miliardi di euro, con 1,14 miliardi generati dal comparto vitivinicolo e 187 milioni da quello alimentare. È uno dei principali risultati dell'analisi economica realizzata da ISMEA per BuyFood Toscana 2026, che restituisce il quadro di un sistema agroalimentare regionale da 5,5 miliardi di euro, nel quale le denominazioni di origine rappresentano una componente rilevante. La regione detiene il primato nazionale per numero di riconoscimenti, con 90 denominazioni protette, alle quali si aggiungono due bevande spiritose IG, e una filiera che coinvolge oltre 16.700 operatori.

I dati sono stati illustrati a Firenze, nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, durante il convegno "Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni DOP e IGP", organizzato nell'ambito dell'ottava edizione di BuyFood Toscana. La manifestazione è promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, organizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana in sinergia con la rete di Vetrina Toscana.

Ad aprire l'incontro sono stati i saluti dell'assessore regionale all'Agricoltura ed Economia Leonardo Marras, del consigliere delegato della Città Metropolitana di Firenze Carlo Boni e del presidente della Camera di commercio di Firenze Massimo Manetti. La sessione dedicata al network organizzativo ha coinvolto Gennaro Giliberti della Regione Toscana, Aldo Cursano di PromoFirenze e Francesco Palumbo della Fondazione Sistema Toscana, mentre Fabio Del Bravo, della Direzione Filiere e Analisi dei Mercati di ISMEA, ha approfondito i risultati del report predisposto dall'istituto per l'edizione 2026.

Il valore delle denominazioni e le principali filiere produttive

Il sistema regionale delle Indicazioni Geografiche comprende 32 denominazioni del comparto alimentare, suddivise equamente in 16 DOP e 16 IGP, e 58 denominazioni vitivinicole, oltre alle due bevande spiritose IG. Con un valore di 1,139 miliardi di euro, la Toscana occupa il terzo posto in Italia per impatto economico del vino IG. Per le produzioni alimentari certificate si colloca invece fra le prime dieci regioni, con 187 milioni di euro di valore alla produzione e 11.327 operatori coinvolti.

Nel comparto food, oltre il 70% del valore è concentrato in tre categorie: i prodotti a base di carne, che incidono per il 28% con 53 milioni di euro, i prodotti da forno e dolciari, al 25% con 47 milioni, e i formaggi, che rappresentano il 20% per un valore di 37 milioni. Un altro segmento significativo è quello dell'olio extravergine di oliva, al quale corrispondono 34 milioni di euro, pari al 18% del totale, con una crescita del 9,4% nell'ultimo anno.

Cinque denominazioni generano complessivamente l'84% del valore delle IG alimentari toscane. I Cantuccini Toscani IGP, secondo prodotto dolciario IG a livello nazionale, raggiungono 40 milioni di euro, seguiti dal Pecorino Toscano DOP con 35 milioni e dal Prosciutto Toscano DOP con 34 milioni. Completano il gruppo l'Olio Toscano IGP, che vale 32 milioni di euro e registra aumenti dell'8,9% in valore e del 9,5% in volume, e la Finocchiona IGP, con 15 milioni.

Export agroalimentare e mercati di destinazione

Le esportazioni costituiscono un altro elemento dell'economia agroalimentare regionale. Il loro valore raggiunge 3,6 miliardi di euro, pari al 5% dell'export agroalimentare italiano e al 4,7% delle esportazioni complessive di merci della Toscana.

Il 2025 si è tuttavia chiuso con una flessione del 7,8%, in controtendenza rispetto alla crescita del 4,9% registrata dall'agroalimentare nazionale e all'incremento del 21,3% dell'export toscano complessivo, sostenuto dalla manifattura. Sull'andamento hanno inciso le incertezze geopolitiche, le barriere tariffarie negli Stati Uniti, mercato che assorbe quasi un quarto delle vendite regionali, e il rientro dei prezzi dell'olio extravergine di oliva dopo i rincari record del 2024, determinati dalla scarsità di prodotto.

Il confronto sui valori medi all'esportazione evidenzia comunque prezzi superiori alla media nazionale in 7 categorie su 11, dai vini fermi in bottiglia ai formaggi stagionati, fino ai prodotti di panetteria e pasticceria.

Sul piano geografico, Stati Uniti, Germania e Francia concentrano il 44,8% dell'export agroalimentare toscano. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato, con il 23,2% delle esportazioni regionali e oltre l'11,2% del food&wine italiano diretto nel Paese. In questo mercato, l'olio extravergine italiano a forte componente toscana detiene il 36,9% delle quote d'importazione, con prezzi medi superiori del 15% rispetto ai concorrenti spagnoli e tunisini.

La Germania assorbe il 13,4% dell'export toscano. Qui i prodotti regionali da forno e pasticceria occupano il secondo posto fra i fornitori esteri, con una quota del 16,3%, posizione condivisa dai salumi e insaccati, che raggiungono il 23,7% del mercato. I formaggi stagionati si collocano invece al terzo posto, con l'11,2%.

Considerando esclusivamente le IG alimentari, il valore delle esportazioni raggiunge 91 milioni di euro. Il 53% è destinato ai Paesi extra-UE, principalmente Stati Uniti, con 34 milioni di euro, Regno Unito, con 6 milioni, e Canada, con 4 milioni. Il restante 47% è assorbito dai mercati dell'Unione Europea, guidati dalla Germania con 31 milioni di euro, seguita dalla Francia con 3 milioni e dai Paesi Bassi con 2 milioni.

Nel paniere delle denominazioni esportate prevale l'olio extravergine certificato, al quale fa capo il 46% del valore, seguito dai prodotti a base di carne con il 25% e da quelli dolciari e di panetteria con il 24%. Si tratta di filiere che mantengono un andamento espansivo e prospettive di ulteriore presenza sui mercati internazionali.

Imprese agricole, biologico e agriturismo

L'agroalimentare toscano conta 41.500 imprese e 67.000 addetti, distribuiti nelle attività agricole e nella trasformazione industriale. La presenza femminile risulta superiore alla media italiana: il 30,4% delle aziende agricole è guidato da donne, contro il 27,8% registrato a livello nazionale.

La superficie agricola considerata nell'analisi si estende per 549 mila ettari, destinati per circa due terzi a cereali e foraggi e per un quarto a oliveti e vigneti. Il biologico interessa 238 mila ettari e rappresenta il 33,1% della superficie agricola utilizzata regionale, una quota superiore al 19,4% medio italiano e all'obiettivo fissato dall'Unione Europea per il 2030. Il sistema comprende 13 distretti biologici e la seconda filiera nazionale per numero di aziende che integrano coltivazione e trasformazione.

Un ruolo importante è svolto anche dall'accoglienza rurale. Con 5.859 strutture agrituristiche, pari a oltre il 22% dell'offerta nazionale, la Toscana si conferma la prima regione italiana per numero di agriturismi. La metà delle strutture produce direttamente alimenti DOP o IGP e oltre il 40% opera nel biologico. Il comparto registra 1,4 milioni di arrivi e più di 5 milioni di presenze, delle quali oltre il 70% internazionali, con un'offerta legata alle produzioni locali e alle esperienze a km zero.

Alimentazione, sostenibilità e territorio al centro del confronto

Momento centrale del confronto a Palazzo Medici Riccardi è stato il talk "Dal gusto alla destinazione: un viaggio nel viaggio", che ha visto la conduttrice Licia Colò a confronto con l'assessore Leonardo Marras sul principio del "fare bene fa bene": la visione in cui cura della terra, salute e tutela del paesaggio si traducono in identità e valore per chi vive e visita la Toscana, arricchita dalla testimonianza culinaria dello chef Simone Cipriani.

A dare una base scientifica al binomio tra salute e territorio è stato il professor Pier Luigi Rossi (medico specialista in Scienza dell'Alimentazione e docente dell'Università di Siena), invitando a superare il mero calcolo calorico per guardare alla "qualità molecolare" del cibo. Il nostro organismo non si nutre di calorie, ma di molecole bioattive – come polifenoli e antiossidanti – capaci di favorire longevità e prevenzione. Composti che nascono dalla vitalità del terreno e da pratiche agricole non intensive, trasformando il terroir delle DOP e IGP toscane in una precisa garanzia di benessere a tavola.

Sul fronte della sostenibilità, il professor Giovanni Belletti dell'Ateneo fiorentino ha illustrato il progetto SOFIG, sostenuto dalla Regione Toscana che ha coinvolto la Fondazione PIN di Prato e 14 Consorzi di tutela. Un percorso concreto per dotare le filiere DOP e IGP di parametri oggettivi e condivisi con cui certificare le buone pratiche ambientali e sociali, trasformando la rendicontazione richiesta dall'Europa in un vantaggio competitivo sui mercati globali.

A completare la sessione scientifica è stata l'analisi presentata da Sara Turchetti (IRPET) sul ruolo insostituibile delle Indicazioni Geografiche nelle aree interne e montane della Toscana: un presidio economico e identitario fondamentale per contrastare lo spopolamento e l'abbandono del territorio, la cui efficacia si moltiplica quando la tutela della denominazione si integra in reti di cooperazione locale, servizi diffusi e turismo enogastronomico.

La mattinata si è conclusa con la consegna degli attestati ai Consorzi di tutela per gli anniversari di fondazione e riconoscimento delle denominazioni. Il trentennale ha riguardato Pecorino Toscano DOP, Prosciutto Toscano DOP, Pecorino Romano DOP, Farro della Garfagnana IGP, Marrone del Mugello IGP e Fungo di Borgotaro IGP/DOP.

Per i venticinque anni è stato premiato il Consorzio dei Salamini Italiani alla Cacciatora DOP, mentre i quindici anni sono stati riconosciuti alla Farina di Castagne della Lunigiana DOP e all'Olio Extravergine di Oliva Seggiano DOP. Gli attestati per il primo decennio sono stati infine assegnati ai Cantuccini Toscani IGP, con AssoCantuccini, al Pane Toscano DOP e alla Mortadella di Prato IGP.

ph Ilaria Costanzo

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