Edenred: l'82% dei lavoratori italiani ha ridotto i pranzi fuori casa

Edenred fotografa le nuove abitudini alimentari: il 78% degli italiani chiede piatti più sani ai ristoranti e l'83% è preoccupato per lo spreco alimentare.

23 Ottobre 2026 - 14:34
Edenred: l'82% dei lavoratori italiani ha ridotto i pranzi fuori casa

INDAGINI E RICERCHE - L'aumento dei prezzi sta cambiando le abitudini alimentari dei lavoratori italiani, soprattutto durante la pausa pranzo. Nell'ultimo anno, l'82% ha ridotto la frequenza dei pasti fuori casa, pur continuando ad attribuire grande importanza alla qualità del cibo. Allo stesso tempo, cresce il ruolo dei buoni pasto nel sostenere il potere d'acquisto e la possibilità di scegliere dove mangiare.

È quanto emerge dal Barometro FOOD 2026 di Edenred, l'indagine annuale sulle abitudini alimentari e sulla pausa pranzo che ha coinvolto 55.468 lavoratori in 21 Paesi, di cui 3.186 in Italia. La ricerca prende in esame anche le aspettative dei consumatori nei confronti dei ristoranti e delle aziende, con particolare attenzione alla salute, alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi.

Prezzi in aumento e pausa pranzo: come cambiano le scelte

Il cibo continua a occupare una posizione prioritaria nelle spese dei lavoratori. Soltanto il 21% degli intervistati sarebbe disposto a ridurre il budget destinato all'alimentazione, mentre la percentuale sale al 73% per l'abbigliamento e al 72% per la tecnologia.

Il peso della spesa alimentare sul bilancio familiare resta però significativo. Per il 71% dei partecipanti all'indagine rappresenta oltre il 20% del budget mensile, mentre per il 43% supera il 30%.

Questa pressione economica si riflette sulle occasioni di consumo fuori casa. In Italia, l'82% dei lavoratori dichiara di aver diminuito nell'ultimo anno la frequenza dei pranzi al ristorante. La volontà di preservare la qualità dell'alimentazione si confronta quindi con la necessità di contenere le uscite quotidiane.

Nella scelta del locale, il criterio più importante è il rapporto qualità-prezzo, indicato dall'86% degli intervistati, una percentuale in linea con la media globale. Segue la qualità del cibo, considerata rilevante dall'81%.

Alimentazione sana e spreco alimentare: le aspettative degli italiani

Accanto alla questione economica, la ricerca rileva una particolare sensibilità degli italiani nei confronti della salute e della sostenibilità alimentare.

Il 78% si aspetta dai ristoranti un'offerta più sana, una quota superiore alla media globale del 76%. Anche le aziende sono chiamate a contribuire: per l'85% dei lavoratori italiani è importante che il proprio datore di lavoro promuova un'alimentazione equilibrata e sostenibile.

Risultano ancora più marcate le differenze rispetto alla media internazionale quando si considera lo spreco alimentare. In Italia, l'83% degli intervistati dichiara di esserne preoccupato, contro il 74% registrato a livello globale.

Inoltre, l'81% vorrebbe conoscere quali ristoranti si impegnano concretamente nella riduzione degli sprechi. Il dato supera di 11 punti percentuali la media globale, pari al 70%, indicando un interesse verso le pratiche adottate dagli esercizi di ristorazione.

Buoni pasto e potere d'acquisto: il ruolo nella ristorazione

Il Barometro FOOD 2026 approfondisce anche l'importanza dei buoni pasto nelle abitudini alimentari dei lavoratori.

Per il 91% degli intervistati italiani, questo strumento permette di aumentare le risorse disponibili per il cibo. La percentuale è superiore sia alla media globale dell'80%, sia all'87% registrato nel 2025.

L'83% afferma inoltre che, senza il buono pasto, perderebbe potere d'acquisto, un dato invariato rispetto all'anno precedente.

Anche l'importo del beneficio viene considerato determinante. Se il valore del buono pasto raddoppiasse, l'82% degli italiani dichiara che migliorerebbe la qualità dei propri pasti. Nel 2025 la stessa risposta era stata fornita dal 77% degli intervistati, mentre la media globale si attesta al 73%.

Il legame con la ristorazione emerge anche dalle conseguenze che avrebbe l'assenza di questo strumento. Il 49% dei lavoratori ridurrebbe ulteriormente la frequenza dei pasti fuori casa senza i buoni pasto, rispetto al 43% rilevato nel 2025.

Per il 70% degli intervistati, inoltre, l'accettazione dei buoni pasto rappresenta un elemento considerato nella scelta del locale in cui pranzare. La percentuale rimane stabile rispetto allo scorso anno.

Dal punto di vista degli esercenti, i risultati internazionali evidenziano un impatto sull'attività economica. Il 64% dei ristoratori intervistati a livello globale riconosce ai buoni pasto un effetto positivo sulla propria attività, mentre il 60% afferma che accettarli contribuisce ad aumentare il fatturato.

A commentare i risultati è Stefania Rausa, Chief Marketing & Product Officer di Edenred Italia:

«L'aumento dei prezzi non sta cambiando il valore che le persone attribuiscono al cibo, ma sta cambiando il modo in cui riescono ad accedervi», ha affermato. «È questo il messaggio più interessante che emerge dal Barometro: la qualità dell'alimentazione resta un punto fermo, mentre diventano sempre più necessarie soluzioni capaci di accompagnare le persone nelle loro scelte quotidiane e sostenerne il potere d'acquisto.»

Il programma FOOD e i numeri dell'indagine

Il Barometro FOOD è realizzato annualmente nell'ambito del programma FOOD – Fighting Obesity through Offer and Demand, coordinato da Edenred con l'obiettivo di promuovere un'alimentazione equilibrata durante la giornata lavorativa.

Il programma è stato avviato nel 2009 con il cofinanziamento della Commissione europea e coinvolge 19 enti pubblici, tra ministeri e università.

L'edizione 2026 ha raccolto le risposte di 55.468 lavoratori in 21 Paesi, compresi 3.186 partecipanti italiani, e di 1.035 ristoratori in 18 Paesi, consentendo di analizzare sia le abitudini di consumo sia il punto di vista degli operatori della ristorazione.

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