Movimprese, alloggio e ristorazione con un saldo positivo di 3.389 imprese nel terzo trimestre 2026

Alloggio e ristorazione chiudono il terzo trimestre 2026 con un saldo di +3.389 imprese secondo Movimprese. In calo la componente artigiana.

23 Ottobre 2026 - 14:02
Movimprese, alloggio e ristorazione con un saldo positivo di 3.389 imprese nel terzo trimestre 2026

INDAGINI E RICERCHE - Alloggio e ristorazione sono tra i settori che contribuiscono maggiormente alla crescita del tessuto imprenditoriale italiano. Nel terzo trimestre 2026 il comparto ha registrato un saldo positivo di 3.389 imprese, secondo soltanto alle costruzioni per incremento in valore assoluto. È quanto emerge dai dati Movimprese, l'analisi trimestrale condotta da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Tra luglio e settembre, le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione hanno registrato una crescita dello 0,74%, superiore alla media nazionale dello 0,32%. Nel terzo trimestre 2025, il tasso di crescita del settore era stato dello 0,61%.

Il confronto con l'anno precedente richiede tuttavia cautela: a partire dal primo trimestre 2026, infatti, i dati settoriali Movimprese sono classificati secondo ATECO 2025, come segnalato dalla stessa InfoCamere.

Alla fine di settembre 2026 risultano registrate 460.236 imprese appartenenti al comparto. Il saldo positivo di 3.389 unità è calcolato secondo la metodologia Movimprese, che esclude le cancellazioni d'ufficio.

Alloggio e ristorazione tra i principali settori per crescita delle imprese

Il risultato dei servizi di alloggio e ristorazione assume particolare rilievo nel quadro della dinamica imprenditoriale nazionale. Nel terzo trimestre 2026, infatti, il saldo complessivo tra iscrizioni e cessazioni è stato positivo per 18.403 imprese, il valore più alto dal 2021 e superiore alle 16.920 unità registrate nello stesso periodo del 2025.

A contribuire maggiormente all'incremento sono state le costruzioni, con 3.435 imprese in più, seguite dall'alloggio e ristorazione con 3.389 e dalle attività professionali, scientifiche e tecniche con 2.863. Complessivamente, questi tre settori hanno generato un saldo positivo di 9.687 imprese, oltre la metà dell'incremento nazionale.

La crescita ha interessato diciotto dei diciannove principali settori economici. Sono tornati in territorio positivo anche il commercio, con 1.486 imprese in più, l'agricoltura (+798) e la manifattura (+123), che nello stesso trimestre dell'anno precedente avevano mostrato una situazione di sostanziale stallo.

I tassi di crescita più elevati si registrano nella fornitura di energia elettrica e gas (+2,33%) e nelle attività finanziarie e assicurative (+1,49%). L'unico comparto con saldo negativo è quello delle attività estrattive, che perde 17 imprese (-0,52%).

Il quadro nazionale: più iscrizioni e crescita delle società di capitali

Nel complesso, il Registro delle imprese conta 5.828.620 attività registrate alla fine di settembre 2026.

Il saldo positivo del trimestre deriva da 62.788 iscrizioni, in aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e da 44.385 cessazioni, calcolate al netto delle cancellazioni d'ufficio e rimaste sostanzialmente stabili.

A sostenere l'incremento sono soprattutto le società di capitali, che crescono di 14.529 unità (+0,73%) e rappresentano il 79% dell'aumento complessivo.

Le ditte individuali registrano un saldo positivo di 5.030 imprese, con un tasso di crescita dello 0,18%, superiore allo 0,12% del terzo trimestre 2025. Prosegue invece la contrazione delle società di persone, che perdono 1.342 unità (-0,17%).

Sul piano territoriale, tutte le macro-aree italiane chiudono il trimestre con un saldo positivo. Il Mezzogiorno registra l'incremento più consistente, con 6.521 imprese in più (+0,33%), seguito dal Nord-Ovest (+4.979), dal Centro (+4.114) e dal Nord-Est (+2.789). Si tratta di risultati riferiti all'intero sistema imprenditoriale, non al solo comparto dell'alloggio e della ristorazione.

Imprese artigiane in controtendenza nell'alloggio e nella ristorazione

Accanto al risultato positivo dell'intero comparto, le tabelle Movimprese evidenziano un andamento differente per la componente artigiana.

In questa categoria rientrano le imprese in possesso della qualifica artigiana, riconosciuta secondo la normativa vigente. Nel settore alimentare possono comprendere, ad esempio, gastronomie, gelaterie, pasticcerie e attività di preparazione di cibi da asporto, purché la produzione artigianale costituisca l'attività prevalente rispetto alla somministrazione al pubblico.

Nel terzo trimestre 2026, le imprese artigiane classificate nei servizi di alloggio e ristorazione registrano un saldo negativo di 95 unità, con una variazione del -0,23%. Nello stesso periodo del 2025, il dato era stato del -0,18%, un confronto da leggere con cautela alla luce delle modifiche alla classificazione delle attività economiche.

Al 30 settembre le imprese artigiane registrate nel settore sono 40.759. Il saldo negativo non indica necessariamente un corrispondente numero di chiusure, poiché l'uscita dal comparto artigiano può dipendere anche dalla perdita dei requisiti necessari a mantenere tale qualifica.

La dinamica si discosta dall'andamento nazionale dell'artigianato, che nel trimestre registra un saldo complessivo positivo di 1.401 imprese, raggiungendo quota 1.225.910. Il tasso di crescita si attesta allo 0,11%, contro lo 0,15% del terzo trimestre 2025.

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