Food, Wine & Co. 2026 al centro il valore della reputazione dei brand enogastronomici
Food, Wine & Co. a Roma approfondisce il valore della reputazione dei brand enogastronomici con Campari Group, Gruppo Rana, Kimbo e McCann Worldgroup Italy.
EVENTI - La reputazione dei marchi e la capacità delle imprese di trasformare la qualità dei prodotti in fiducia e valore nel tempo saranno al centro della XV edizione di Food, Wine & Co., dedicata al rapporto tra identità, comunicazione e competitività della filiera enogastronomica italiana. Un tema che assume particolare rilevanza in un mercato segnato dall'evoluzione delle abitudini alimentari, dalla trasformazione delle occasioni di consumo e dal crescente ruolo delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale.
L'appuntamento, intitolato “Reputazione e brand. Costruire valore nella filiera enogastronomica”, è in programma lunedì 26 ottobre 2026, dalle ore 16.00 alle 17.00, al Centro Congressi La Nuvola di Roma nell'ambito delle celebrazioni per i 40 anni di Gambero Rosso e in collaborazione con Comin & Partners.
Promosso dal Master in Economia e Management della Comunicazione e dei Media dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e curato dalla Prof.ssa Simonetta Pattuglia, l'incontro riunirà rappresentanti di Campari Group, Gruppo Rana, Kimbo e McCann Worldgroup Italy per approfondire, attraverso esperienze aziendali differenti, il rapporto tra prodotto, identità di marca e consumatori.
Il valore della reputazione per l'agroalimentare italiano
A evidenziare il peso economico dell'identità e della riconoscibilità delle produzioni italiane sono anche i dati del Rapporto ISMEA-Qualivita 2025. Nel 2024 il valore alla produzione dell'economia italiana delle indicazioni geografiche DOP e IGP ha raggiunto 20,7 miliardi di euro, registrando una crescita del 25% rispetto al 2020.
Le esportazioni dei prodotti certificati sono arrivate a 12,3 miliardi di euro, con un incremento dell'8,2% sull'anno precedente. Per la prima volta, il comparto alimentare ha superato i 5 miliardi di euro, mentre quello vitivinicolo ha oltrepassato i 7 miliardi.
In un sistema produttivo nel quale origine, tradizione, qualità e legame con il territorio rappresentano importanti elementi distintivi, la reputazione contribuisce alla competitività delle imprese. La riconoscibilità di un marchio, tuttavia, non coincide necessariamente con la fiducia dei consumatori, che dipende anche dalla coerenza tra la comunicazione, le scelte aziendali e l'esperienza concreta del prodotto.
La questione sarà affrontata considerando le strategie di marketing, la tutela dell'identità di marca e l'utilizzo delle piattaforme digitali, insieme alle opportunità e ai rischi legati all'intelligenza artificiale. Nel confronto troveranno spazio anche gli effetti della globalizzazione e delle crisi internazionali, oltre alla crescente attenzione dei consumatori verso sostenibilità e benessere.
Simonetta Pattuglia, curatrice di Food, Wine & Co. e Direttrice del Master in Economia e Management della Comunicazione e dei Media dell'Università di Roma Tor Vergata, sottolinea: “Il Made in Italy agroalimentare ha costruito nel tempo un patrimonio straordinario di qualità, tradizioni e riconoscibilità. Ma oggi essere conosciuti non significa necessariamente essere credibili. La vera sfida per le imprese non è soltanto conquistare l'attenzione dei consumatori ma meritare e mantenere la loro fiducia. Un marchio può raccontare una storia bellissima ma quella storia deve trovare conferma ogni giorno nella qualità del prodotto, nelle scelte aziendali e nell'esperienza delle persone. In un mercato in cui cambiano le abitudini di consumo, si moltiplicano i canali di comunicazione e l'intelligenza artificiale ridefinisce il rapporto tra brand e pubblico, la reputazione non può essere considerata un semplice risultato del marketing: è un patrimonio strategico da costruire e proteggere. Con questa anteprima dell’edizione di Food, Wine & Co. che si terrà in primavera vogliamo riflettere proprio su come trasformare l'identità e l'eccellenza delle nostre imprese in un valore competitivo duraturo soprattutto in epoca di crisi permanenti dalla bellica alla climatica e alla conseguente economica”.
Sul rapporto tra identità e sviluppo dei marchi interviene anche Lorenzo Cresci, Caporedattore centrale di Gambero Rosso: “Ci sono brand che raccontano un’identità e un valore: quello dei prodotti italiani. Hanno avuto la forza di affermarsi senza mai snaturarsi ma cogliendo dal passato le esperienze e le risorse per il futuro. Come il Gambero Rosso, da 40 anni dalla parte del Gusto. Con gli interlocutori si affronterà il tema dell’affermazione, della conferma, della valorizzazione e dell’espansione del marchio. Tra strategie di brand management, reputazione e comunicazione”.
Le esperienze di Campari Group, Gruppo Rana, Kimbo e McCann Worldgroup Italy
Il confronto entrerà nel merito delle strategie di marca attraverso quattro interventi che prenderanno in esame le trasformazioni dei consumi, il rapporto tra qualità e comunicazione e il ruolo dell'identità territoriale.
Alberto Ponchio, Senior Marketing Director Italian Market di Campari Group, affronterà il tema “L'aperitivo va oltre. Aperol Spritz e il nuovo gusto della socialità”. Al centro del suo contributo ci sarà l'evoluzione dell'aperitivo, sempre meno legato a una fascia oraria specifica e più presente anche durante il pranzo, la cena e altre occasioni di condivisione. Un cambiamento che coinvolge gli abbinamenti con pizza, piadina e piccoli piatti, mentre Aperol Spritz accompagna le nuove abitudini sociali mantenendo la propria identità.
La prospettiva del settore alimentare sarà rappresentata da Antonella Paternò Rana, Responsabile Globale Marketing, Comunicazione e Ristorazione del Gruppo Rana, che parteciperà alla discussione sulla costruzione dell'identità di marca e sulla sua valorizzazione.
Per Kimbo interverrà Mario Rubino, Chairman dell'azienda, con un approfondimento intitolato “La reputazione si gioca in una tazzina. Qualità e carattere nella storia di Kimbo”. Il suo contributo ripercorrerà il rapporto tra prodotto e comunicazione, dai primi spot televisivi degli anni Ottanta alla nuova campagna integrata “Intensamente Napoli”. Il tema centrale sarà la coerenza tra ciò che un marchio comunica e la qualità che il consumatore ritrova nella propria esperienza quotidiana.
Alessandro Sciortino, Chief Creative Officer di McCann Worldgroup Italy, proporrà invece l'intervento “Isole comprese”, dedicato al rapporto tra comunicazione e identità territoriale. L'analisi riguarderà la capacità della comunicazione dei brand di raccontare, oltre ai prodotti e ai servizi, anche le caratteristiche culturali e sociali dei territori, contribuendo a rappresentare e valorizzare le comunità.
La tavola rotonda sarà moderata da Lorenzo Cresci e introdotta dalla Prof.ssa Simonetta Pattuglia.
Un percorso che proseguirà nella primavera 2027
L'incontro del 26 ottobre rappresenta un'anteprima tematica della due-giorni di Food, Wine & Co. prevista nella primavera 2027. L'iniziativa prosegue così il dialogo avviato negli anni tra formazione universitaria, imprese e professionisti del marketing e della comunicazione, affrontando i cambiamenti che interessano l'intera filiera enogastronomica.
Nelle 14 edizioni precedenti, Food, Wine & Co. ha coinvolto oltre 380 relatori, più di 90 aziende, 87 masterclass e oltre 5.000 iscritti. Gli argomenti affrontati hanno riguardato le diverse fasi della filiera, dalla produzione alla distribuzione, dalla promozione dei territori all'evoluzione degli stili di consumo.
In occasione del quarantennale di Gambero Rosso, l'attenzione si sposta dunque sulla capacità delle imprese di mantenere riconoscibile la propria identità anche quando cambiano mercati, tecnologie e comportamenti dei consumatori. Al centro del confronto sarà il rapporto tra tradizione e innovazione, con particolare attenzione alla credibilità dei marchi e alla costruzione di un valore duraturo.
Per maggiori informazioni e per accreditarsi:
Daria Pignedoli – pignedoli@economia.uniroma2.it
Lorenza Book – lorenza.book@uniroma2.it
Federica Genoese – federica.genoese@uniroma2.it






