Formazione nel caffè, le nuove indicazioni di IIAC per i professionisti del settore
IIAC propone un nuovo approccio alla formazione nel caffè: percorsi adattivi, attenzione ai baristi e benefici concreti nella vita lavorativa
CRONACA PER L'IMPRESA - La formazione nel settore del caffè deve adattarsi alle esigenze dei professionisti, con percorsi più flessibili e risultati concreti in tempi brevi. È questa una delle principali indicazioni emerse dall’IIAC Meeting 2026, organizzato l’8 settembre presso il Lavazza Training Center di Torino. IIAC – International Institute of Coffee Tasters prosegue ora il lavoro di analisi dei contributi raccolti durante l’incontro, delineando una prima risposta alla necessità di rilanciare la formazione professionale.
Al centro della riflessione si colloca soprattutto la preparazione tecnica dei baristi, considerati un collegamento fondamentale con il consumatore finale. A evidenziare le difficoltà che interessano questo ambito è Carlo Odello:
“La formazione sul caffè in Italia ha rallentato il passo, in particolare quella che riguarda le competenze tecniche dei baristi, i professionisti a cui l’intero settore continua a guardare come anello di congiunzione essenziale con il cliente finale - ha commentato Carlo Odello - Negli ultimi mesi ci siamo quindi focalizzati sul come deve essere la formazione che funziona e la risposta è stata univoca: rispetto al passato ci sono meno tempo e meno risorse da investire e una necessità di avere un ritorno sull’investimento pressoché immediato, quasi istantaneo”.
Nuovi modelli formativi e centralità della persona
Le indicazioni sono il risultato dei tavoli di lavoro condotti da sei relatori, ciascuno chiamato ad affrontare il tema dell'efficacia della formazione da una prospettiva differente.
Al confronto hanno partecipato Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e presidente onorario IIAC, e Alessandro Cocco, responsabile Italia di Lavazza Training Center e vicepresidente di IIAC. Con loro Paolo Marco Tamborrini, presidente del corso di laurea in Design Sostenibile per il Sistema Alimentare dell’Università di Parma e Politecnico di Torino, e Davide Cavalieri, CEO di Cavalieri Retail.
Hanno contribuito ai lavori anche Massimo Giordani, vicepresidente dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (Aism) e professore a.c. all’Università di Torino, e Guido Bosticco, professore a contratto di Professioni dell’editoria presso l’Università di Pavia e presidente del Comitato Scientifico di IIAC. Marcello Arcangeli, direttore del Lavazza Training Center, ha inoltre aperto e concluso l'incontro insieme a Carlo Odello, portando la propria riflessione.
Dal confronto è emersa la necessità di superare i modelli formativi standardizzati, privilegiando approcci adattivi, immersivi ed emozionali, maggiormente rispondenti alle aspettative delle generazioni più giovani.
L'apprendimento dovrebbe inserirsi nella quotidianità lavorativa, favorendo relazioni, condivisione e scambio. L'obiettivo è rafforzare non soltanto le competenze, ma anche l'identità professionale, il senso di appartenenza e la fiducia, contribuendo a migliorare la qualità della vita lavorativa.
In questa prospettiva cambia anche il ruolo attribuito al formatore, come ha spiegato Carlo Odello:
“In particolare, la formazione deve rappresentare un’opportunità concreta di crescita, favorendo un avanzamento di carriera, un incremento del valore economico e un miglioramento reale della vita lavorativa - ha continuato Carlo Odello - In questo contesto diventa ancora più rilevante il ruolo del formatore, che agendo come un coach, guidato da un rigoroso codice deontologico ed etico, fa emergere le potenzialità del singolo”.
Il percorso avviato con IIAC Meeting proseguirà con la realizzazione di white paper tematici dedicati ai diversi aspetti della formazione, che saranno messi a disposizione nei prossimi mesi.
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