Meno sale a tavola: gli italiani riscoprono il succo di limone
Un'indagine AstraRicerche per Gruppo Polenghi rileva che il 56,8% degli italiani ha ridotto il sale o prova a farlo, anche usando il succo di limone
INDAGINI E RICERCHE - Più di un italiano su due ha già ridotto il consumo di sale o sta cercando di farlo. A orientare questa scelta è una crescente attenzione alle abitudini alimentari, che si riflette anche nel modo di insaporire i piatti. Tra chi limita il sale, il 25,8% utilizza il succo di limone, fresco o confezionato, mentre spezie ed erbe aromatiche rappresentano le alternative più diffuse.
È quanto emerge da “Che condimento sei? L’Italia che condisce”, l'indagine realizzata da AstraRicerche per Gruppo Polenghi sulle preferenze e sulle abitudini degli italiani in cucina. La ricerca, condotta a metà settembre 2026 attraverso 1.000 interviste online a un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni, analizza il ruolo dei condimenti nella preparazione dei piatti, l'attenzione agli ingredienti e la disponibilità a sperimentare nuovi abbinamenti.[1]
I condimenti più utilizzati dagli italiani
Per l'81% degli intervistati condire è un'abitudine quotidiana, mentre il 77,7% considera il condimento un elemento essenziale per la buona riuscita di un piatto. Più della metà del campione, il 52,4%, lo utilizza più volte al giorno, praticamente a ogni pasto.
L'olio extravergine d'oliva resta il più utilizzato, con il 78,7% delle preferenze, seguito dal sale (65,6%). Pepe e spezie raggiungono il 40,6%, mentre erbe aromatiche fresche e aglio si attestano al 33,6%. Seguono salse pronte (18,5%), aceto (18,3%) e succo di limone, fresco o già pronto (15,6%).
Nella scelta di un condimento gli italiani attribuiscono particolare importanza alla naturalità degli ingredienti (41,3%), seguita dal gusto intenso (38,5%) e dalla freschezza (35%).
Proprio quest'ultima caratteristica distingue il limone nell'immaginario dei consumatori. Il 47,5% lo considera il condimento che meglio rappresenta la freschezza, davanti all'olio extravergine d'oliva, indicato dal 39,6%. Per il 21,3% degli intervistati, inoltre, la freschezza è una qualità propria del limone e del suo succo, non paragonabile a quella di altri condimenti.
Meno sale nei piatti, più spazio a spezie ed erbe aromatiche
La ricerca evidenzia una particolare sensibilità nei confronti del consumo di sale. Il 56,8% degli intervistati dichiara di averlo già ridotto stabilmente o di essere impegnato a farlo, mentre un ulteriore 27,5% ha preso in considerazione questa possibilità. Complessivamente, l'84,3% degli italiani ha quindi già modificato le proprie abitudini, sta provando a farlo oppure ha valutato una riduzione.
Tra coloro che hanno diminuito il consumo di sale o stanno cercando di limitarlo, il 48,8% ricorre alle spezie e il 46,7% alle erbe aromatiche. Aglio, cipolla e peperoncino vengono utilizzati dal 39,5%, mentre il 25,8% sceglie il succo di limone. Altri condimenti o salse raccolgono il 14,5% delle preferenze e l'aceto l'11,6%.
La questione riguarda anche la salute. L'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di non superare i 5 grammi di sale al giorno, poiché un'assunzione eccessiva è associata all'aumento della pressione arteriosa e del rischio di patologie cardiovascolari correlate.
Sul rapporto tra riduzione del sale e alternative per insaporire gli alimenti interviene il professor Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, autore di un approfondimento scientifico dedicato al rapporto tra consumo di sale, limone e salute:
“Una parte del sale che assumiamo è già presente negli alimenti, pensiamo ai salumi o ai formaggi stagionati. Quello su cui possiamo intervenire più facilmente è il cosiddetto ‘sale discrezionale’, cioè quello che aggiungiamo mentre cuciniamo o direttamente nel piatto. Ridurlo non significa rassegnarsi a mangiare senza gusto: significa abituare gradualmente il palato ai sapori degli alimenti e imparare a esaltarli in altri modi. Il succo di limone, grazie al suo sapore acidulo, può dare carattere anche a un piatto semplice, dalle verdure alla carne o al pesce, e offre allo stesso tempo qualcosa in più sul piano nutrizionale. Pensiamo alla vitamina C: oltre alla sua azione antiossidante, favorisce l’assorbimento del ferro, ed è proprio per questo che aggiungere succo di limone alla carne o al pesce può avere un senso che va oltre il gusto. Ci sono poi l’acido citrico, i polifenoli e i flavonoidi, sostanze bioattive studiate per il loro ruolo nell’ambito della salute cardiovascolare e della protezione da alcune patologie cronico-degenerative. Ecco perché sostituire almeno una parte del sale che aggiungiamo a tavola con il succo di limone può essere un piccolo gesto quotidiano capace di tenere insieme gusto e salute”.
Dalla cucina tradizionale agli abbinamenti più insoliti
Accanto alle abitudini consolidate emerge una discreta propensione alla sperimentazione. Il 75,8% degli italiani dichiara di provare nuovi accostamenti con i condimenti e il 47,8% lo fa anche con i piatti della tradizione.
Tra le combinazioni a base di limone, il 73,3% degli intervistati ha già assaggiato o vorrebbe provare la frutta fresca con sale e limone. Il 70,5% mostra interesse per caviale o ostriche con succo di limone, mentre il 60,7% si dice disponibile a sperimentare il gelato al limone accompagnato da sale e olio extravergine d'oliva.
Meno condiviso l'interesse per il caffè con limone, già provato o considerato un possibile abbinamento dal 37,2% del campione.
La disponibilità a sperimentare non coincide sempre con le esperienze effettive. Il 39% degli italiani ha provato al massimo uno degli accostamenti proposti, pur dichiarando di volerne sperimentare almeno altri due. L'apertura verso le combinazioni meno consuete è più marcata tra i giovani: riguarda il 48% dei 18-29enni, contro il 31% della fascia tra i 50 e i 65 anni.
Succo di limone confezionato: origine e ingredienti orientano la scelta
L'indagine prende in esame anche le preferenze relative al succo di limone confezionato. L'origine 100% italiana è una caratteristica importante per l'acquisto per l'85,9% degli intervistati, seguita dalla purezza del succo, senza aggiunta di acqua (82,9%), e dall'assenza di conservanti (82,3%).
Il 54,2% degli italiani alterna l'utilizzo del limone fresco a quello del succo confezionato. Tra gli acquirenti di quest'ultimo, il 46,1% apprezza soprattutto la maggiore possibilità di conservazione e la riduzione degli sprechi. Il 39,9% indica la praticità nel dosaggio e il risparmio di tempo, mentre il 37% considera importante averlo sempre disponibile in casa.
Restano tuttavia alcune convinzioni sulla composizione del prodotto. Il 54,3% degli intervistati ritiene che il succo confezionato contenga conservanti o additivi, il 39,3% pensa che non si tratti di vero succo e il 61,2% gli attribuisce un gusto diverso rispetto a quello appena spremuto.
Anche il succo fresco, comunque, subisce modificazioni durante la conservazione. Studi scientifici hanno esaminato gli effetti del tempo e della temperatura sul contenuto di vitamina C, evidenziando variazioni già nell'arco di 24 ore.[2]
Sul tema delle caratteristiche del prodotto confezionato interviene Filippo Scandellari, amministratore delegato di Gruppo Polenghi:
“Questi dati ci dicono soprattutto quanto sia importante raccontare cosa c’è davvero dentro una confezione. Nel nostro caso la risposta è semplice: le Caraffine contengono succhi 100% puri, naturali e senza conservanti. Spinagallo ne è l’espressione più alta: un succo biologico e biodinamico ottenuto esclusivamente da limoni Femminello Siracusano IGP. Purezza, origine e assenza di conservanti sono proprio le caratteristiche che la ricerca indica tra quelle a cui gli italiani prestano maggiore attenzione al momento dell’acquisto”.
Gruppo Polenghi tra mercato internazionale e innovazione di prodotto
La ricerca si inserisce nelle attività di Gruppo Polenghi, azienda che da 50 anni opera nel settore del limone e dei suoi derivati, sviluppando prodotti destinati anche ai mercati internazionali.
Scandellari collega i risultati dell'indagine alle prospettive di crescita della categoria e all'evoluzione dell'azienda:
“Da 50 anni il limone è al centro della nostra storia. In questo tempo sono cambiate le abitudini alimentari, le esigenze dei consumatori e il modo di utilizzare un ingrediente profondamente radicato nella tradizione italiana. La ricerca ci restituisce un quadro interessante: cresce l’attenzione alla naturalità, alla provenienza delle materie prime e alla praticità, mentre si aprono nuove occasioni di consumo. Per noi questi risultati sono un punto di partenza per sviluppare prodotti che rispondano alle aspettative del mercato e, soprattutto, per dare al succo di limone il valore che merita. In Europa, secondo le nostre stime, il prodotto confezionato raggiunge una penetrazione media del 25%, contro oltre il 70% del frutto fresco: un divario che racconta quanto ci sia ancora da fare per far crescere la categoria. È su questa prospettiva che abbiamo costruito il nostro sviluppo, investendo in innovazione, filiera e mercati internazionali. Nel 2025 Gruppo Polenghi ha raggiunto 110 milioni di euro di fatturato, in crescita del 12% sull’anno precedente e del 50% negli ultimi cinque anni, con il 90% dei ricavi realizzato all’estero e un volume di succo commercializzato equivalente a 950 milioni di limoni.Numeri che riflettono un percorso di espansione commerciale e acquisizioni e che ci spingono a continuare a investire nella qualità del prodotto e nella valorizzazione del limone italiano”.
Tra le referenze dell'azienda figura Spinagallo, succo biologico e biodinamico ottenuto esclusivamente da limoni Femminello siracusano IGP provenienti dal Fondo Spinagallo di Siracusa. La materia prima viene spremuta a freddo attraverso metodi tradizionali, con l'obiettivo di preservarne le caratteristiche organolettiche.
Sul versante dell'innovazione, Gruppo Polenghi ha ampliato Acti Lemon, la linea funzionale monodose a base di succo di limone biologico e zenzero, introducendo una variante al limone e mirtillo con collagene.
Il prodotto è confezionato in flowpack 100% carta FSC e rientra in un progetto plastic circular realizzato in collaborazione con Ogyre, che prevede la raccolta dai fondali marini di una quantità di plastica equivalente a quella utilizzata per il prodotto.
[1] La ricerca è stata realizzata da AstraRicerche a metà settembre 2026 attraverso 1.000 interviste online a un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni.
[2] Feszterová M., Mišiaková M., Kowalska M., “Bioactive Vitamin C Content from Natural Selected Fruit Juices”, Applied Sciences, 2023; Tapikap W.A.G., Devianti V.A., “Kinetic Effects of Temperature and Storage Time on Vitamin C Levels in Lemon Juice”, Journal Pharmasci, 2023.






