Per i giovani l’aperitivo è un momento per staccare dai social: lo studio Sanbittèr

L’indagine Sanbittèr racconta come cambia l’aperitivo dei giovani: contano atmosfera, dialogo e libertà di vivere una serata senza condividerla sui social.

2 Ottobre 2026 - 09:02
Per i giovani l’aperitivo è un momento per staccare dai social: lo studio Sanbittèr

INDAGINI E RICERCHE - L’atmosfera di un locale conta più della sua resa sui social per il 74% dei giovani, mentre il 72% cerca negli incontri dal vivo soprattutto connessione reale e dialogo. Sono due dei risultati dell’indagine Sanbittèr, condotta con metodologia SWOA (Social Web Opinion Analysis) su 1.200 utenti tra i 18 e i 35 anni, che analizza il modo in cui Gen Z e Millennial vivono la socialità nel 2026.

La ricerca descrive una «Social Renaissance»: un ritorno agli incontri vissuti per il piacere della conversazione e della relazione, il cui valore dipende meno dai like e dalle visualizzazioni. Nella sintesi dell’indagine, per 1 giovane su 2 l’aperitivo è uno spazio di autenticità e “disconnessione reale”, un’occasione per alleggerire la pressione della performance digitale.

Non soltanto un rito conviviale, dunque, ma un momento per rallentare e dedicare tempo alle persone care. Per molti giovani italiani è in questo contesto che trova espressione il proprio “Ci Sta”: la possibilità di stare insieme in modo spontaneo, senza dover rispondere ad aspettative o raccontare online ciò che si sta vivendo.

Il locale si sceglie per l’atmosfera

La preferenza per l’esperienza dal vivo emerge anzitutto nella scelta dei luoghi. Il 74% di Gen Z e Millennial indica l’atmosfera come criterio di scelta di un locale, anteponendola all’“estetica social” e alla sua instagrammabilità.

Anche le aspettative verso un incontro seguono questo orientamento. Il 72% cerca esclusivamente connessione reale e dialogo, mentre la creazione di contenuti viene citata soltanto dal 12% del campione. Per il 65%, incontrarsi è invece un modo per staccare dallo stress quotidiano.

A queste preferenze corrispondono comportamenti concreti: il 75% dei giovani mette via il telefono per rispetto dell’interlocutore e il 68% associa il “tempo di qualità” alla presenza fisica senza distrazioni digitali. Nell’interpretazione proposta dalla ricerca, attenzione e ascolto acquistano così un ruolo centrale nelle relazioni.

Una serata può restare fuori dai social

Circa l’80% dei giovani associa lo stare insieme al piacere di una conversazione, di una risata o di una serata tra amici, senza l’obbligo di documentare ogni istante o di essere costantemente connessi. Il desiderio è vivere questi momenti con maggiore leggerezza e senza aspettative.

L’indagine legge questo passaggio come un avanzamento della JOMO (Joy of Missing Out) rispetto alla FOMO (Fear of Missing Out): alla paura di essere esclusi subentra il piacere di vivere il presente senza la necessità di condividerlo. La mancata pubblicazione diventa quindi una scelta consapevole, più che una rinuncia.

È in questa prospettiva che si inserisce il concetto di “Ci Sta”, con cui la ricerca descrive il diritto di non dover dare prova di sé, documentare ogni esperienza o restare sempre connessi. Il 74% dei giovani afferma che “Ci Sta” non postare nulla di una serata speciale, dando priorità all’esperienza vissuta rispetto al suo racconto.

L’aperitivo riunisce queste esigenze: viene associato all’ascolto attivo dal 72%, alla condivisione dal 68% e alla spensieratezza dal 60%. Dedicare tempo a una conversazione senza interruzioni assume così il significato di una scelta per riappropriarsi della propria vita sociale.

Il tempo di qualità oltre l’Italia

Il quadro descritto da Sanbittèr trova riscontro anche nelle tendenze internazionali richiamate dalla ricerca. Secondo il rapporto “Euromonitor International”, quasi un consumatore su due (46%) a livello globale sceglie sempre più spesso di dedicare il tempo libero a esperienze considerate significative per il proprio benessere e la propria qualità della vita.

L’orientamento è verso attività e relazioni capaci di generare soddisfazione e coinvolgimento, alle quali viene attribuito più valore rispetto alla semplice esposizione online. Anche le analisi di “GlobalData” indicano che, per le nuove generazioni, i momenti dedicati allo stare bene e alla cura di sé assumono un’importanza crescente nella quotidianità, diventando sempre più “preziosi”.

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