Quasi un bambino su due fa merenda durante gli spostamenti

L’indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food fotografa la merenda dei 6-14enni fuori casa: il 47% la consuma in viaggio tra scuola e attività

16 Ottobre 2026 - 15:19
Quasi un bambino su due fa merenda durante gli spostamenti

INDAGINI E RICERCHE - La merenda dei bambini e dei ragazzi italiani si adatta sempre più spesso agli impegni del pomeriggio, tra sport, corsi e attività extrascolastiche. Il 47% dei 6-14enni che fanno merenda fuori casa quando praticano attività la consuma durante gli spostamenti, mentre praticità e facilità di consumo diventano criteri importanti nella scelta degli alimenti.

È quanto emerge dall'indagine "Merenda on the go", realizzata da AstraRicerche per Unione Italiana Food, l'associazione di categoria aderente a Confindustria, attraverso un questionario rivolto a 1.000 genitori italiani.¹ La ricerca analizza le abitudini alimentari dei più giovani nei pomeriggi trascorsi fuori casa, spesso scanditi da numerosi appuntamenti.

Quasi due bambini e ragazzi su tre (64%) hanno impegni extrascolastici due o tre volte alla settimana. La merenda trova quindi spazio tra la fine delle lezioni e l'inizio delle attività, con modalità diverse a seconda degli spostamenti.

Il 27% dei genitori riferisce che i figli fanno merenda appena fuori dalla scuola, prima di raggiungere la destinazione successiva, mentre il 49% consuma lo spuntino direttamente nel luogo in cui si svolge l'attività. Per il 37%, invece, la merenda avviene durante il tragitto di andata e per il 14% sulla strada del ritorno.

La frequenza degli impegni incide sulle abitudini: tra chi pratica sport o frequenta corsi quattro o più volte alla settimana, il 60% fa merenda durante il viaggio, contro il 37% di chi ha un solo appuntamento settimanale.

Merendine e crackers tra gli alimenti più scelti fuori casa

Consumare uno spuntino in automobile, camminando o aspettando l'inizio di un'attività richiede alimenti facili da trasportare e da mangiare. Formato e porzione assumono quindi un peso particolare nelle scelte delle famiglie.

Secondo l'indagine, le merendine sono indicate dal 46,5% dei genitori, una percentuale praticamente identica a quella degli snack salati, come i crackers, scelti dal 46,4%. Seguono il pane o il panino preparato in casa, dolce o salato (41%), e la frutta fresca (36%).

Quest'ultima, che occupa il primo posto tra gli alimenti consumati durante la merenda domestica, risulta meno presente fuori casa, anche per la necessità di essere sbucciata. Completano le preferenze le barrette (35%), i biscotti (32%), lo yogurt (25%) e la pizza (21%).

Tra le merendine, le versioni farcite risultano particolarmente apprezzate: il 54% preferisce quelle con creme e il 51% quelle con confetture, mentre il 28% sceglie prodotti non farciti. Quanto alle tipologie, le crostatine raccolgono il 47,5% delle preferenze, seguite da croissant (44%), plumcake (41,5%) e muffin (39%).

La praticità guida le scelte delle famiglie

La possibilità di consumare facilmente lo spuntino durante gli spostamenti rappresenta il principale criterio di scelta. La praticità viene indicata dall'84% dei genitori, mentre il 56% considera importante che la merenda garantisca il giusto apporto energetico.

Per il 44,5% degli intervistati conta anche la facilità di consumo mentre si svolgono altre attività, come camminare o salire sui mezzi pubblici. Il 40% attribuisce importanza alla porzionatura, mentre il 33% segnala la digeribilità.

Tra gli altri aspetti considerati figurano il piacere del gusto (32%), la velocità di consumo (29%) e la possibilità di mangiare senza produrre briciole o sporcare (24%).

Le differenze rispetto alla merenda consumata nei pomeriggi senza attività sono evidenti anche nelle quantità. Quasi nove genitori su dieci (88%) dichiarano che lo spuntino cambia nei giorni in cui i figli hanno impegni extrascolastici. Nel 59% dei casi il cambiamento riguarda una maggiore quantità di cibo consumato.

Equilibrio nutrizionale e praticità nella merenda fuori casa

A commentare i risultati è Michelangelo Giampietro, medico specialista in Scienza dell'alimentazione, che sottolinea la necessità di conciliare le esigenze organizzative delle famiglie con una corretta alimentazione.

«La gestione dello spuntino fuori casa, che avvenga fuori scuola dopo la fine delle lezioni pomeridiane o in movimento durante il tragitto verso le attività extrascolastiche, anche sportive, richiede di coniugare l’equilibrio nutrizionale, che resta il caposaldo principale, con la praticità e la facilità di consumo e di digestione», afferma Giampietro.

«Se quando si è a casa si può fare affidamento su tutta una serie di alimenti, tra cui anche frutta fresca, secca o essiccata e yogurt, fuori casa la praticità e la porzionatura giocano un ruolo determinante. Per questo motivo, prodotti confezionati come le merendine possono rappresentare, nell’ambito di una merenda settimanale all’insegna della varietà, un'ottima soluzione: sono già porzionate e facili da consumare, senza il rischio di sporcarsi o di deteriorarsi nello zaino. Ricordo infine l’importanza fondamentale di curare sempre con molta attenzione l’idratazione, soprattutto per chi nel pomeriggio si dedica a una attività fisica o sportiva».

¹ Indagine condotta con metodologia CAWI a metà settembre 2026 su 1.001 genitori italiani di bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni che praticano almeno una volta alla settimana attività extrascolastiche organizzate fuori casa.

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