Mais, derivati del latte e noci: i nuovi dati di Areté sui mercati delle materie prime
L'analisi di Areté fotografa l'andamento delle materie prime: tensioni sul mais europeo, derivati del latte in crescita e produzione di noci USA in calo.
BUSINESS & MERCATO - Le quotazioni del mais europeo registrano forti aumenti rispetto allo scorso anno, mentre i derivati del latte confermano la tendenza rialzista già osservata ad agosto, sostenuti soprattutto dalla domanda di proteine. Segnali differenti arrivano dal mercato delle noci, dove le nuove stime sulla produzione statunitense indicano una contrazione del raccolto.
È il quadro che emerge dall'analisi di Areté del 16 ottobre 2026, che esamina l'andamento di tre mercati agricoli alle prese con dinamiche produttive e commerciali differenti.
Mais europeo in rialzo con la produzione prevista ai minimi dal 1994
A settembre, le quotazioni del mais su Euronext hanno registrato un aumento del 46% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre sulla piazza di Bologna la crescita si è attestata al 15%. A sostenere i prezzi sono soprattutto il peggioramento delle prospettive produttive nell'Unione Europea e le difficoltà che continuano a interessare le esportazioni ucraine.
La Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni per la campagna 2026/27, stimando una produzione di 48,3 milioni di tonnellate, il livello più basso dal 1994. Particolarmente critica la situazione in Francia, dove a fine settembre soltanto il 23% delle colture risultava in condizioni buone o eccellenti.
Secondo le previsioni dell'USDA, il calo della produzione europea determinerà un fabbisogno di importazioni record, superiore del 17,5% rispetto alla campagna precedente. Le scorte sono invece attese in diminuzione del 18%, fino a raggiungere i livelli più bassi dal 2007/08.
Sul mercato pesano anche le difficoltà dell'Ucraina, dove le piogge stanno rallentando le operazioni di raccolta e gli attacchi russi continuano a ostacolare le esportazioni attraverso il Mar Nero.
Negli Stati Uniti, al contrario, una revisione al rialzo delle stime produttive ha favorito una correzione dei prezzi all'inizio di ottobre. La distanza tra i due mercati si è così ampliata: il mais europeo presenta un premio di circa 98 euro per tonnellata rispetto a quello statunitense, oltre il doppio della media registrata nelle ultime cinque campagne.
Derivati del latte in crescita, la domanda di proteine sostiene i prezzi
Anche il mercato europeo dei derivati del latte ha chiuso settembre con aumenti diffusi rispetto ad agosto, confermando la tendenza del mese precedente.
Sulla piazza tedesca di Kempten, il prezzo del burro è cresciuto del 2,5%, mentre la polvere di latte scremato (SMP) ha registrato un incremento del 9,5% e quella di latte intero (WMP) dell'11,6%. Rialzi anche per l'edamer, in aumento del 3,5%, e per la polvere di siero, cresciuta del 2,5%.
Secondo Areté, a trainare questa fase di crescita è soprattutto la componente proteica. Il premio del burro rispetto alla polvere si è ridotto di oltre il 15%, raggiungendo i minimi dal 2020.
Il confronto annuale mostra tuttavia un andamento meno uniforme. Rispetto a settembre 2025, il burro costa il 33,0% in meno, la polvere di latte intero il 4,3% in meno e l'edamer il 19,0% in meno.
La situazione è opposta per i prodotti maggiormente legati alla componente proteica: la polvere di latte scremato registra un aumento del 41,5% su base annua, mentre quella di siero raggiunge il +76,3%.
A sostenere questa domanda contribuiscono, secondo gli analisti, la diffusione delle diete sportive e l'utilizzo crescente dei farmaci antiobesità.
Noci statunitensi, produzione prevista in calo del 16%
Le prospettive produttive cambiano anche per il mercato delle noci. Le prime stime dell'USDA per la campagna 2026/27, iniziata a settembre e contenute nel California Walnut Objective Measurement Report, indicano una riduzione del 16% della produzione statunitense, che dovrebbe attestarsi intorno alle 617.000 tonnellate.
Il ridimensionamento arriva dopo una campagna 2025/26 particolarmente abbondante, seconda soltanto al raccolto record del 2023/24.
Le nuove previsioni risultano sensibilmente inferiori alle 689.500 tonnellate stimate da Nutfruit a luglio. Alla base della revisione ci sono soprattutto rese più basse del previsto, penalizzate da condizioni meteorologiche poco favorevoli, mentre le superfici produttive sono rimaste sostanzialmente stabili.
Il calo atteso negli Stati Uniti si inserisce in un contesto di minore disponibilità anche sul mercato cileno, dove la produzione 2026 risulta in flessione e il raccolto è già stato quasi interamente commercializzato.
Secondo Areté, queste condizioni stanno contribuendo a rallentare la tendenza al ribasso dei prezzi delle noci statunitensi che aveva caratterizzato la campagna 2025/26.

L'andamento dei mercati agricoli secondo Areté: prezzi del mais e dei derivati del latte a settembre 2026 e prospettive produttive per le noci statunitensi.
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