Scopri la parola del giorno su WikiHoreca.com: Pastella
Usata per proteggere gli alimenti prima della frittura, la pastella vanta numerose varianti regionali, dagli Strauben altoatesini alle zeppoline napoletane.
WIKIHORECA - La pastella è un composto ottenuto mescolando farina e un liquido, in genere acqua, latte o birra, talvolta arricchito con uova, lievito o altri ingredienti. Si usa soprattutto per avvolgere gli alimenti prima della frittura, creando uno strato che in cottura diventa dorato e croccante e protegge l’interno dal contatto diretto con l’olio. Il termine deriva da «pasta» e indica, rispetto all’impasto vero e proprio, una consistenza più fluida, che cola dal cucchiaio. Va distinta dall’impanatura, che prevede il passaggio dell’alimento nell’uovo e nel pangrattato.
Una storia che sfrigola, da Artusi a Nagasaki
L’uso di rivestire gli alimenti con un velo di farina e acqua prima di friggerli è antico e diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. Qui la frittura ha sempre avuto un ruolo centrale nella cucina domestica e di strada. Nel 1891 Pellegrino Artusi dedica ai fritti un’intera sezione della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. In questo modo contribuisce a fissare in un quadro nazionale pratiche fino ad allora affidate alle tradizioni locali. Fuori dall’Europa il caso più noto è quello della tempura giapponese. Secondo una ricostruzione largamente condivisa, la tecnica sarebbe arrivata in Giappone nel Cinquecento con i missionari e i mercanti portoghesi. In seguito si sarebbe evoluta in una pastella leggerissima, diventata un simbolo di quella cucina.
Farina, acqua e fantasia...
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PASTELLA
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