Si prepara un autunno di tagli alle spese: alimentazione e tempo libero sotto pressione
Carburanti, bollette e alimentari pesano sui bilanci familiari. Secondo Eumetra, il 71% prevede nuovi tagli alle spese: come si rifletterà sul fuori casa?
NOTIZIE HORECA - Le famiglie guardano ai prossimi mesi con maggiore prudenza e una parte consistente degli intervistati prevede di intervenire sulle proprie abitudini di spesa. Secondo una rilevazione Eumetra diffusa il 29 settembre 2026, il 71% dichiara di prevedere una riduzione di almeno alcune voci del bilancio familiare, mentre carburanti, energia e alimentari risultano tra le spese per le quali viene percepito più chiaramente un aumento dei costi.
Il quadro non riguarda soltanto le intenzioni future. Una quota degli intervistati afferma infatti di avere già modificato alcuni comportamenti, riducendo spostamenti, viaggi, utilizzo dell’energia e anche la spesa alimentare.
Carburanti, bollette e alimentari pesano di più
A guidare la percezione degli aumenti sono benzina e gasolio. Il 79% degli intervistati dichiara che la spesa familiare per i carburanti è aumentata o molto aumentata rispetto a circa sei mesi prima. Seguono le bollette, indicate dal 74%, e la spesa alimentare, segnalata dal 68%.
Si tratta di valutazioni espresse dagli intervistati e non di una misurazione diretta dell’andamento dei prezzi. La rilevazione mostra comunque come alla percezione degli aumenti si accompagnino cambiamenti dichiarati nelle abitudini e nelle scelte di spesa.
Il 43% afferma di avere ridotto l’uso dell’auto o gli spostamenti, mentre il 33% ha limitato riscaldamento o climatizzazione e il 32% viaggi e vacanze.
Anche l’alimentazione entra tra le voci interessate: il 28% degli intervistati dichiara di avere già ridotto la spesa alimentare. Il 24%, invece, afferma di avere contenuto l’utilizzo degli elettrodomestici.
Il 71% prevede ulteriori tagli nei prossimi mesi
La prudenza sembra destinata a proseguire durante l’autunno. Il 71% degli intervistati dichiara infatti di prevedere una riduzione di alcune spese nei mesi successivi.
È all’interno di questo gruppo che vanno letti i dati sulle categorie maggiormente interessate. Il 62% indica il tempo libero, seguito dall’energia con il 54%. Trasporti non necessari e abbigliamento vengono entrambi citati dal 53%, mentre il 52% pensa di intervenire su viaggi e vacanze.
Più contenute le percentuali relative alle spese considerate maggiormente essenziali: il 27% di chi prevede di ridurre i consumi indica anche la spesa alimentare, mentre il 19% cita le spese sanitarie.
Il dato del 27% non si riferisce quindi all’intero campione, ma esclusivamente agli intervistati che hanno dichiarato di prevedere una contrazione delle proprie spese.
Il confronto con la rilevazione di marzo
Il comunicato Eumetra richiama anche una precedente rilevazione realizzata a marzo, costruita però su uno scenario diverso: agli intervistati veniva chiesto come avrebbero reagito a un possibile aumento del 10-20% delle bollette di energia e gas.
Tra quanti prevedevano di ridurre altre spese, allora il 64% indicava i consumi energetici domestici. Nella rilevazione di settembre la quota relativa all’energia è del 54%.
È lo stesso istituto a mettere in relazione i due dati, ipotizzando che una parte delle famiglie possa avere già adottato strategie di contenimento dei consumi energetici.
Il confronto va comunque letto con cautela, perché le due rilevazioni partono da contesti e domande differenti e la scheda metodologica completa dell’indagine di settembre non risulta al momento disponibile pubblicamente.
Un segnale da osservare anche per la ristorazione
La ricerca Eumetra non misura direttamente la spesa nei ristoranti, nei bar o negli altri locali e non consente quindi di stimare un eventuale calo dei consumi Horeca.
Per il settore resta tuttavia interessante osservare quali siano le prime voci sulle quali gli intervistati dichiarano di voler intervenire: tempo libero, viaggi, trasporti non necessari, tutte categorie riconducibili alla parte più discrezionale del bilancio familiare.
Per gli operatori della ristorazione il dato può quindi essere letto come un segnale di maggiore attenzione alla spesa da monitorare nei prossimi mesi, non come una previsione sull’andamento del mercato.
Merita attenzione anche il dato sull’alimentazione: il 28% degli intervistati dichiara di averne già ridotto la spesa, mentre tra quanti prevedono ulteriori tagli il 27% indica anche questa voce.
Per capire quanto le intenzioni dichiarate si tradurranno effettivamente in cambiamenti dei consumi sarà necessario confrontarle con i dati reali sull’andamento della spesa delle famiglie e della ristorazione nei prossimi mesi.








