Torna lo spettro del caro energia: bar, ristoranti e hotel devono prepararsi?

Bruxelles torna a parlare di riduzione della domanda energetica: per i locali significa prepararsi a un inverno in cui costi e consumi saranno ancora centrali.

29 Sett 2026 - 12:22
Torna lo spettro del caro energia: bar, ristoranti e hotel devono prepararsi?

NOTIZIE HORECA - Il caro energia torna al centro dell’agenda europea e Bruxelles rispolvera alcune delle misure già utilizzate durante la crisi del 2022. Ridurre i consumi elettrici nelle ore di maggiore domanda, abbassare il riscaldamento negli edifici pubblici, evitare di riscaldare gli spazi esterni e spegnere durante la notte le luci non necessarie sono alcune delle indicazioni inviate ai governi dei 27 Stati membri.
A sollecitare un intervento è il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, che in una lettera indirizzata ai ministri dell’Energia ha invitato i Paesi a prendere in considerazione nuove misure per contenere la domanda di gas ed elettricità. L’obiettivo è attenuare gli effetti della forte volatilità che sta interessando i mercati energetici internazionali e preparare l’Europa all’inverno.
Per ora Bruxelles non sta imponendo nuovi obblighi a ristoranti, bar e hotel. Ma sarebbe un errore considerare la questione lontana dal settore: il ritorno della riduzione dei consumi nell’agenda europea può incidere sulle politiche nazionali, sulle bollette e sulla gestione delle fasce orarie più energivore. Per le imprese Horeca, quindi, il tema non è soltanto se arriveranno nuove regole, ma quanto costerà continuare a consumare energia nei momenti di maggiore domanda.

Dalle luci al riscaldamento, cosa suggerisce Bruxelles

La Commissione guarda nuovamente alla gestione della domanda come a uno degli strumenti disponibili per contenere la pressione sui prezzi. Accanto alla riduzione del consumo di energia elettrica nei momenti di picco, tra gli interventi indicati figurano temperature più basse negli edifici pubblici, limitazioni al riscaldamento degli spazi esterni e spegnimento dell’illuminazione non indispensabile durante la notte.
La lettera richiama inoltre strumenti economici destinati a famiglie e imprese: voucher energetici e tariffe sociali per i consumatori più vulnerabili e sostegni alle aziende che possono essere collegati a interventi di efficienza energetica e maggiore flessibilità dei consumi.
È un’impostazione che riporta in primo piano una questione già emersa durante la precedente crisi energetica: non conta soltanto quanto si consuma, ma anche quando viene utilizzata l’energia. La stessa Commissione indica la cosiddetta “demand response”, cioè la possibilità per i consumatori di modificare i propri consumi nei periodi di maggiore domanda, tra gli strumenti in grado di contribuire a ridurre la pressione sul mercato elettrico.

Perché l’energia torna a preoccupare l’Europa

Alla base dell’intervento ci sono le nuove tensioni sui mercati internazionali di petrolio e gas. Secondo la lettera di Jørgensen, circa l’80% del gas utilizzato nell’Unione europea viene importato e gli stoccaggi si trovano intorno al 70% della capacità, circa 12 punti percentuali in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La situazione, tuttavia, non è quella del 2022. La Commissione europea ha chiarito il 3 settembre che, nonostante livelli di stoccaggio inferiori agli anni precedenti, non esiste al momento un rischio immediato per la sicurezza delle forniture di gas. L’UE dispone oggi di una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti, di una capacità più elevata di importazione di GNL e di una domanda di gas inferiore. Rimane però elevata la volatilità dei prezzi, alimentata dall’incertezza geopolitica.
Una valutazione analoga riguarda il petrolio. L’8 settembre l’Oil Coordination Group ha rilevato che non risultano attualmente problemi di approvvigionamento nell’Unione, ma le tensioni internazionali stanno incidendo sulla volatilità dei prezzi dei prodotti petroliferi, in particolare diesel e carburante per aviazione.

Per ristoranti e hotel torna il nodo dei consumi

Per l’Horeca il tema merita attenzione soprattutto per la particolare struttura dei consumi energetici. Cucine professionali, refrigerazione, climatizzazione, produzione di acqua calda, lavanderie, illuminazione e numerose attrezzature lavorano spesso contemporaneamente e, in molti casi, proprio nelle fasce della giornata caratterizzate da elevata domanda.
Se le politiche europee e nazionali dovessero puntare maggiormente sulla flessibilità, per le imprese diventerebbe quindi ancora più importante conoscere non soltanto il consumo complessivo del locale, ma anche la sua distribuzione nell’arco della giornata.
Monitoraggio dei carichi, regolazione degli impianti, apparecchiature più efficienti e possibilità di programmare alcune attività nelle fasce meno critiche possono diventare elementi sempre più rilevanti nella gestione dei costi. Non perché Bruxelles abbia introdotto nuovi adempimenti per il settore, ma perché la struttura stessa del mercato sta attribuendo crescente importanza alla capacità di modulare la domanda.

Nessun nuovo obbligo per i locali

È proprio questo il punto da distinguere dalle misure adottate durante le fasi più acute della precedente crisi energetica.
Al momento non esiste una disposizione europea che imponga a un ristorante di abbassare la temperatura, a un bar di spegnere l’insegna o a un albergo di modificare il funzionamento dei propri impianti. La Commissione sta indicando agli Stati membri possibili strumenti di intervento. Eventuali misure applicabili alle imprese dovrebbero quindi essere definite successivamente a livello europeo o nazionale.
Il tema è intanto sul tavolo dei ministri dell’Energia riuniti informalmente a Dublino il 28 e 29 settembre.

Bollette, Bruxelles punta anche sulla tassazione

Ridurre i consumi è solo una parte della strategia. Un altro fronte riguarda il divario di costo tra elettricità e combustibili fossili.
Con l’Electrification Action Plan presentato il 17 luglio 2026, la Commissione ha indicato l’obiettivo di ridurre entro il 2030 la differenza tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, intervenendo anche sul divario fiscale, sui costi delle reti, sulla flessibilità del sistema e sullo stoccaggio. Bruxelles rileva inoltre che i prezzi al dettaglio pagati da famiglie e imprese restano superiori ai livelli precedenti al 2021.
Per le attività Horeca, quindi, il segnale da osservare nei prossimi mesi non è soltanto l’eventuale introduzione di misure di contenimento dei consumi. A pesare potrebbe essere soprattutto l’evoluzione delle bollette durante l’inverno 2026-2027 e il modo in cui Italia ed Europa decideranno di intervenire sul costo dell’energia.
Per ora Bruxelles non sta chiedendo ai locali di spegnere le luci. Ma il ritorno della riduzione della domanda nell’agenda europea indica che consumi, fasce orarie ed efficienza energetica stanno tornando rapidamente tra le variabili da tenere sotto controllo nei conti delle imprese.

Le fonti utilizzate per l'approfondimento:

Commissione europea – Gas Coordination Group, 3 settembre 2026
https://energy.ec.europa.eu/news/gas-coordination-group-no-immediate-security-supply-risk-2026-09-03_en

Commissione europea – Oil Coordination Group, 8 settembre 2026
https://energy.ec.europa.eu/news/oil-coordination-group-no-immediate-security-oil-supply-concerns-eu-2026-09-08_en

Consiglio dell’Unione europea – Riunione informale dei ministri dell’Energia, 28-29 settembre 2026
https://www.consilium.europa.eu/en/meetings/tte/2026/09/28-29/

Commissione europea – Electricity prices / Electrification Action Plan
https://energy.ec.europa.eu/topics/markets-and-consumers/electricity-prices_en

Commissione europea – Energy taxation
https://energy.ec.europa.eu/topics/markets-and-consumers/energy-taxation_en

EUR-Lex – Documento collegato al piano europeo su elettrificazione e fiscalità energetica
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX%3A52026SC0600

Consiglio europeo – Riunione del 15-16 ottobre 2026
https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2026/10/15-16/

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