World Buffalo Congress 2026 a Sorrento con 283 contributi scientifici da oltre venti Paesi

Il World Buffalo Congress 2026 si svolge a Sorrento dal 28 al 30 ottobre: 283 abstract da oltre venti Paesi e focus su genetica, innovazione e sostenibilità

22 Ottobre 2026 - 11:01
World Buffalo Congress 2026 a Sorrento con 283 contributi scientifici da oltre venti Paesi

EVENTI - Il World Buffalo Congress 2026 riunirà a Sorrento, dal 28 al 30 ottobre, ricercatori, veterinari, allevatori, tecnici, imprese e rappresentanti delle istituzioni provenienti da oltre venti Paesi. L'appuntamento, che si svolge nuovamente in Italia dopo quasi vent'anni, registra 283 abstract scientifici e mette al centro del confronto internazionale le prospettive della filiera bufalina, dalla genetica alle nuove tecnologie per l'allevamento, fino alla sostenibilità delle produzioni.

L'organizzazione è affidata all'Università degli Studi di Napoli “Federico II”, attraverso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, al Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop e all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Tra gli invitati figura anche il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, atteso per la chiusura dei lavori nella mattinata del 30 ottobre.

La partecipazione scientifica e il ruolo dell'Italia

La partecipazione internazionale emerge dai numeri dei contributi presentati. Dei 283 abstract pervenuti da oltre venti Paesi, 82 provengono dall'Italia, che si colloca al primo posto con il 28,5% del totale. Seguono l'India con 40 contributi e il Pakistan con 32, mentre tra gli altri Paesi rappresentati figurano Thailandia, Brasile, Filippine e Cina.

Il dato italiano assume particolare rilievo considerando che il patrimonio bufalino nazionale costituisce soltanto una quota limitata della popolazione mondiale. La posizione raggiunta nella produzione scientifica riflette quindi soprattutto l'attività di ricerca e il trasferimento delle conoscenze al sistema produttivo.

Il Comitato Scientifico ha inoltre effettuato una selezione dei lavori destinati alle diverse sessioni. Delle 181 comunicazioni orali inizialmente considerate, 103 saranno presentate oralmente, mentre altri 163 contributi saranno esposti sotto forma di poster.

La genetica è l'ambito maggiormente rappresentato, con 50 abstract, seguita dalla riproduzione, con 48, e dalla salute e dal benessere animale, con 46. Complessivamente, 119 contributi, oltre il 40% dell'intero congresso, sono dedicati all'innovazione tecnologica, al miglioramento genetico e alla sostenibilità.

Dalla genetica alle tecnologie per l'allevamento

Il congresso si inserisce in una fase di trasformazione della filiera bufalina, che conta nel mondo oltre 220 milioni di capi, concentrati prevalentemente in Asia ma con una presenza crescente anche in Europa e nelle Americhe.

L'allevamento della bufala rappresenta una fonte di latte e carne e costituisce una risorsa economica e sociale per milioni di allevatori. Accanto alla valorizzazione delle produzioni di qualità, la ricerca sta assumendo un ruolo sempre più importante nell'evoluzione delle pratiche produttive e nella risposta alle esigenze ambientali.

Tra i principali ambiti di studio figurano la genetica e la genomica, utilizzate per individuare marcatori associati alla fertilità, alla qualità del latte, all'efficienza alimentare, alla resistenza alle malattie e alla capacità degli animali di adattarsi agli stress ambientali.

Un altro filone riguarda la Precision Livestock Farming, che introduce negli allevamenti tecnologie per il monitoraggio delle condizioni degli animali e il supporto alle decisioni degli operatori. Sensori indossabili, boli ruminali, sistemi di visione artificiale, algoritmi di intelligenza artificiale e strumenti predittivi consentono di raccogliere e analizzare informazioni in tempo reale.

La sostenibilità attraversa diversi ambiti della ricerca, dagli studi sull'efficienza alimentare e sulla riduzione dell'impatto ambientale alla valorizzazione dei sottoprodotti lattiero-caseari. Rientrano in questo percorso anche i modelli di economia circolare e le indagini sulle proprietà funzionali e nutraceutiche del latte di bufala.

Campanile: il confronto internazionale sul futuro della bufala

Giuseppe Campanile, professore di Zootecnia speciale al Dipartimento di medicina veterinaria e produzioni animali dell'università Federico II di Napoli e presidente dell'International Buffalo Federation, sottolinea il ruolo del congresso nel mettere in relazione ricerca, competenze tecniche e mondo imprenditoriale.

“Il World Buffalo Congress rappresenterà un momento di confronto tra la comunità scientifica, tecnica e imprenditoriale internazionale sui principali temi che riguarderanno lo sviluppo dell’allevamento della bufala nel mondo. La bufala non è soltanto una risorsa, ma è cultura, lavoro e identità di molte aree del nostro pianeta. Questo animale rappresenta una straordinaria opportunità per il futuro, anche in considerazione delle vicissitudini ambientali e climatiche che stanno affliggendo il nostro pianeta. Infatti, proprio i cambiamenti climatici, la crescente domanda di alimenti di elevata qualità, le nuove esigenze dei consumatori devono rappresentare il volano per la crescita di una specie che ha sempre garantito energia e proteine per i Paesi in via di sviluppo e che oggi garantisce, grazie alle sue peculiari caratteristiche fisiologiche, sostanze che intervengono nella prevenzione delle principali patologie che affliggono l’uomo, ci riferiamo alle patologie cronico-degenerative”.

Il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop e il rapporto con la ricerca

Per il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, la partecipazione all'organizzazione del congresso rappresenta un'occasione per rafforzare il rapporto tra il sistema produttivo e la ricerca scientifica, con particolare attenzione all'innovazione, alla sostenibilità e alla competitività della filiera.

Il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, evidenzia anche il valore del ritorno in Italia della manifestazione.

“Il ritorno del World Buffalo Congress in Italia rappresenta un riconoscimento importante per tutto il sistema bufalino nazionale. Siamo orgogliosi che il Consorzio sia protagonista di questo percorso insieme all’Università Federico II e all’Istituto Zooprofilattico. La forza della nostra filiera nasce dall’incontro tra territorio, competenze, ricerca e capacità produttiva. Oggi abbiamo la responsabilità di guardare al futuro con gli strumenti dell’innovazione, senza perdere il legame con una storia e con un patrimonio produttivo che rendono la Mozzarella di Bufala Campana DOP unica. Dobbiamo trasformare la conoscenza in maggiore competitività, sostenibilità e valore per tutta la filiera. Con questo Congresso il Consorzio ribadisce il ruolo della Mozzarella di Bufala Campana DOP come espressione di una filiera organizzata, controllata e fortemente legata al territorio, nella quale la tutela della denominazione deve procedere di pari passo con la capacità di innovare e di affrontare i mercati mondiali”.

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