Chiara Lungarotti è Vignaiola dell’anno per la guida del Corriere della Sera

Un riconoscimento al suo lavoro per il vino e la cultura dell'Umbria: Chiara Lungarotti è la Vignaiola dell'anno nella guida del Corriere della Sera.

3 Nov 2026 - 12:31
Chiara Lungarotti è Vignaiola dell’anno per la guida del Corriere della Sera

PREMI E RICONOSCIMENTI - La guida ai 100 migliori vini e vignaioli d’Italia 2027 premia l’impegno dell’imprenditrice nella tutela del paesaggio e nella valorizzazione del patrimonio vitivinicolo e culturale dell’Umbria.

La valorizzazione del territorio umbro, la tutela del paesaggio e l’impegno nella promozione della cultura del vino sono alla base del riconoscimento assegnato a Chiara Lungarotti, amministratore delegato della storica azienda vitivinicola di Torgiano, nominata “Vignaiola dell’anno” dalla Guida ai 100 migliori vini e vignaioli d’Italia 2027 del Corriere della Sera.

Il premio è stato consegnato durante la presentazione del volume da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera e curatore della guida insieme a James Suckling, critico enologico di fama internazionale. Ferraro ha definito Lungarotti “la guardiana dell’Umbria per il suo impegno preservare il paesaggio e valorizzare le potenzialità di questa Regione”.

Il legame della famiglia Lungarotti con il territorio umbro

Il riconoscimento valorizza anche il percorso della famiglia Lungarotti, che ha contribuito alla diffusione della conoscenza del patrimonio vitivinicolo e culturale dell’Umbria. Una storia iniziata con il fondatore Giorgio Lungarotti e la moglie Maria Grazia Marchetti, ideatrice del Museo del Vino di Torgiano e del Museo dell’Olivo e dell’Olio.

Fin dagli anni Settanta, l'azienda ha sviluppato un'identità fondata sul rapporto fra vino e cultura, contribuendo a far conoscere il territorio anche attraverso etichette come Rubesco e Torre di Giano, entrambe nate nel 1962.

Un percorso che Chiara Lungarotti prosegue oggi alla guida delle tenute di Torgiano e Montefalco, portando avanti un progetto imprenditoriale e culturale che coinvolge tre generazioni e mantiene un legame con le origini della famiglia.

Chiara Lungarotti: «Dentro ogni calice c’è la storia di un territorio»

Commentando il riconoscimento, Chiara Lungarotti ha sottolineato il valore del lavoro collettivo e il ruolo dell'attività culturale nella promozione dell'Umbria.

“Sono onorata di ricevere questo riconoscimento così importante – ha sottolineato Chiara Lungarotti, amministratore delegato dell’azienda di famiglia – che premia il lavoro costante di tutta la squadra nel raccontare le eccellenze dell’Umbria. Noi lo facciamo attraverso i vini, ma anche attraverso la nostra attività culturale, con l’obiettivo di trasmettere il messaggio che dentro ogni calice c’è la storia di un territorio, dei suoi vitigni, delle sue tradizioni, ma anche del modo di vivere la convivialità. L’Umbria – terra di mestieri antichi, paesaggi incontaminati e ritmi lenti – è da sempre al centro della nostra narrazione: non solo come luogo fisico, ma come stile di vita da trasmettere al mondo”.

Il rapporto con il territorio continua dunque a caratterizzare l'attività dell'azienda, che affianca alla produzione vitivinicola iniziative dedicate alla conservazione e alla diffusione del patrimonio culturale umbro. Un'identità richiamata anche dal logo aziendale, nel quale compare la scritta “Radici in Umbria”.

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