Formaggi italiani, export oltre 3 miliardi nel primo semestre 2026

Le esportazioni aumentano del 3,4% in quantità e del 2% in valore. Grana Padano e Parmigiano Reggiano crescono, mentre Gorgonzola e Pecorino arretrano.

22 Sett 2026 - 16:03
Formaggi italiani, export oltre 3 miliardi nel primo semestre 2026

INDAGINI E RICERCHE - Le esportazioni di formaggi italiani hanno superato 3 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2026, raggiungendo per la prima volta questa soglia già a metà anno. I volumi sono saliti a 348.756 tonnellate, con un incremento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il valore complessivo ha raggiunto 3,043 miliardi di euro, in crescita del 2%.

I dati, elaborati da CLAL sulla base delle rilevazioni Istat e comunicati da Assolatte, descrivono un settore che continua a espandere la propria presenza internazionale, ma con andamenti differenti tra prodotti e mercati. L'aumento delle quantità vendute, infatti, non si traduce sempre in una crescita proporzionale del valore.

Più formaggi esportati, ma diminuisce il valore medio

Rispetto al primo semestre 2025, quando le esportazioni ammontavano a 337.367 tonnellate per un valore di 2,982 miliardi di euro, l'Italia ha venduto all'estero 11.389 tonnellate di formaggi in più, generando circa 61 milioni di euro aggiuntivi.

A fronte della crescita dei volumi, il valore medio delle esportazioni è sceso dell'1,3%, attestandosi a 8,72 euro al chilogrammo.

Il dato evidenzia una crescita delle quantità più rapida rispetto a quella del valore complessivo. Non significa necessariamente che tutti i formaggi vengano venduti a prezzi inferiori: il valore medio può risentire anche delle variazioni nella composizione dei prodotti esportati e dei mercati di destinazione.

Assolatte richiama l'attenzione sulle difficoltà legate alla concorrenza internazionale e ai costi logistici. Secondo il presidente Paolo Zanetti, diverse imprese hanno dovuto lavorare sui propri margini per difendere le quote di mercato. Si tratta di una valutazione dell'associazione, mentre i dati statistici confermano la riduzione del valore medio esportato.

Grana Padano e Parmigiano Reggiano crescono soprattutto in valore

L'andamento delle singole categorie mostra differenze rilevanti. Il raggruppamento doganale che comprende Grana Padano e Parmigiano Reggiano raggiunge 61.665 tonnellate esportate, con un incremento del 3,5%. Il valore sale invece dell'8,2%, arrivando a oltre 920 milioni di euro. Anche il valore medio per chilogrammo aumenta del 4,5%.

I formaggi freschi rappresentano una componente importante dell'export italiano, con 178.922 tonnellate, in crescita del 5,3%, e un valore superiore a 1,06 miliardi di euro, aumentato dello 0,5%.

All'interno di questa categoria, la mozzarella raggiunge 83.127 tonnellate esportate (+3%), ma registra una contrazione dell'1,2% in valore, fermandosi a circa 504 milioni di euro.

Crescono anche i formaggi grattugiati o in polvere, con 40.223 tonnellate (+2,4%) e un valore di circa 478 milioni di euro (+2,6%). Il Provolone registra un aumento del 5,6% in quantità, raggiungendo 4.753 tonnellate, mentre il valore cresce del 3,1%, attestandosi a circa 38 milioni di euro.

Le percentuali relative a Grana Padano e Parmigiano Reggiano riguardano il raggruppamento statistico complessivo e non consentono di attribuire lo stesso risultato a ciascuna denominazione separatamente.

Gorgonzola e Pecorino in controtendenza

Non tutte le tipologie beneficiano dell'espansione dell'export. Il Gorgonzola registra una flessione del 2,3% nei volumi, scesi a 12.435 tonnellate, mentre il valore diminuisce del 4,2%, attestandosi a 99,4 milioni di euro.

Più marcata la contrazione del raggruppamento che comprende Pecorino e Fiore Sardo: le quantità esportate scendono del 9,1%, a 9.218 tonnellate, e il valore diminuisce del 14,6%, raggiungendo 113,6 milioni di euro.

Questi risultati confermano che la crescita complessiva delle esportazioni non è omogenea. Le diverse categorie presentano dinamiche commerciali che richiedono analisi specifiche, senza poter essere ricondotte a un'unica tendenza di mercato.

L'Unione europea sostiene la crescita delle esportazioni

La distribuzione geografica mostra una concentrazione significativa delle vendite nei Paesi dell'Unione europea.

Nel primo semestre 2026 le esportazioni verso i mercati UE hanno raggiunto 250.095 tonnellate, in aumento del 4,4%, per un valore di 2,072 miliardi di euro (+2,9%).

Le esportazioni extra UE ammontano invece a 98.661 tonnellate, con una crescita dell'1% in quantità e dello 0,2% in valore, fermo a circa 971 milioni di euro.

Assolatte segnala incrementi dei volumi esportati verso Francia (+2,8%), Germania (+4,1%) e Spagna (+4,6%), oltre a crescite a doppia cifra in Belgio, Austria, Paesi Bassi e Polonia.

L'Unione europea assorbe dunque circa il 72% delle quantità esportate e contribuisce in misura prevalente all'incremento registrato nel semestre.

Il superamento dei 3 miliardi di euro rappresenta un nuovo traguardo per l'export caseario italiano, ma il confronto tra volumi, valori e mercati restituisce un quadro articolato: alcune categorie aumentano il valore delle vendite più rapidamente delle quantità, mentre altre registrano contrazioni o una riduzione del valore medio.

I dati del 2026 sono ancora provvisori e potranno essere soggetti a successive rettifiche da parte di Istat.

Le fonti utilizzate per realizzare questo approfondimento:

1. CLAL – Confronto delle esportazioni italiane di formaggi nel primo semestre 2025 e 2026. Elaborazioni su dati Istat.

https://www.clal.it/?mov=E§ion=dwt_clal_news_istat

2. CLAL – Riepilogo delle esportazioni per tipologia di formaggio. Elaborazioni su dati Istat.

https://www.clal.it/?section=riepilogo_istat

3. CLAL – Esportazioni italiane di formaggi e latticini: volumi, valori e mercati UE ed extra UE.

https://www.clal.it/?cod=0406&mov=E§ion=imp_exp_istat

4. Assolatte – Statistiche ufficiali sui volumi esportati, aggiornamento del 18 settembre 2026.

https://www.assolatte.it/it/home/economia/expvol

Compila il mio modulo online.