Tassa di soggiorno verso 1,3 miliardi, le richieste di Confindustria Alberghi
Confindustria Alberghi chiede una riforma della tassa di soggiorno nella Legge di Bilancio: compensi per gli hotel e obblighi di rendicontazione per i Comuni.
OSPITALITÀ E TURISMO - La riforma della tassa di soggiorno dovrebbe trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio, secondo Confindustria Alberghi, che chiede una revisione delle modalità di riscossione e utilizzo del tributo. L'associazione, presieduta da Elisabetta Fabri, propone il riconoscimento di un compenso per l'attività svolta dalle strutture ricettive, si oppone all'ipotesi di collegare l'imposta al prezzo della camera e sollecita maggiori vincoli sulla destinazione delle entrate comunali. Le richieste arrivano mentre il gettito dell'imposta continua a crescere, secondo le stime disponibili.
In base ai dati dell'Osservatorio JFC richiamati dall'associazione, le entrate derivanti dall'imposta di soggiorno dovrebbero superare 1,3 miliardi di euro nel 2026, dopo gli 1,15 miliardi registrati nel 2025. Una crescita che, secondo Confindustria Alberghi, rende necessario aggiornare un sistema normativo risalente a quindici anni fa, intervenendo soprattutto sugli adempimenti richiesti agli operatori del settore.
Confindustria Alberghi chiede un compenso per la riscossione
Uno dei punti centrali della posizione dell'associazione riguarda il ruolo delle strutture ricettive nella gestione dell'imposta. Confindustria Alberghi ritiene che gli obblighi amministrativi e i relativi costi sostenuti dalle imprese non siano adeguatamente riconosciuti dall'attuale sistema.
«Se il turismo è riconosciuto come asset strategico per l'economia nazionale, occorrono scelte coerenti nella legge di bilancio», sottolinea la Presidente di Confindustria Alberghi, Elisabetta Fabri. «Da oltre un decennio, gli albergatori agiscono di fatto come esattori per conto dei Comuni. Sono chiamati a raccogliere, registrare, versare, controllare, rendicontare e conservare una mole crescente di documentazione, assumendosi responsabilità amministrative rilevanti e sostenendo costi operativi sempre maggiori. Per questo chiediamo che la prossima legge di bilancio riconosca finalmente un aggio per l’attività di riscossione svolta dalle strutture ricettive e preveda il rimborso dei costi sostenuti per le commissioni di pagamento che avvengono attraverso i Pos».
L'associazione propone quindi di introdurre un aggio per la riscossione dell'imposta di soggiorno, affiancato al rimborso delle commissioni sostenute dalle strutture per i pagamenti effettuati tramite POS.
Un secondo tema riguarda i criteri di calcolo del tributo. Confindustria Alberghi esprime contrarietà all'ipotesi di rendere l'imposta proporzionale al costo effettivo della camera, ritenendo che questa soluzione possa penalizzare soprattutto gli alberghi a quattro e cinque stelle.
Secondo l'associazione, un'impostazione di questo tipo rischierebbe inoltre di incidere sulla percezione complessiva delle tariffe e sulla competitività dell'offerta turistica italiana rispetto a destinazioni concorrenti come Francia, Spagna e Grecia.
Destinazione delle entrate e trasparenza dei Comuni
L'altro fronte sul quale Confindustria Alberghi chiede un intervento normativo riguarda l'utilizzo delle risorse raccolte attraverso la tassa di soggiorno.
L'associazione sostiene la necessità di vincolare le entrate a interventi direttamente collegati al turismo e alla qualità delle destinazioni, escludendo il loro impiego per finanziare altre voci dei bilanci comunali. Fra le richieste figura anche l'introduzione di un obbligo nazionale di rendicontazione analitica, che consenta di verificare la destinazione dei proventi per ciascun Comune.
«I proventi del turismo non possono trasformarsi in una copertura generalizzata per squilibri di bilancio o per capitoli di spesa estranei al settore, quali le politiche abitative, che richiedono canali di finanziamento propri», conclude Elisabetta Fabri. «I proventi devono restare vincolati in modo rigoroso a decoro urbano, sicurezza, infrastrutture e promozione territoriale, accompagnati da un obbligo nazionale di trasparenza e rendicontazione analitica per ogni singolo Comune. È indispensabile un tavolo immediato tra Governo e ANCI per definire un quadro regolatorio certo, moderno ed equilibrato».
La richiesta conclusiva di Confindustria Alberghi è dunque l'apertura di un confronto tra Governo e ANCI, finalizzato a definire nuove regole per la gestione dell'imposta di soggiorno. L'associazione indica nella Legge di Bilancio la sede per affrontare sia gli oneri amministrativi a carico delle strutture ricettive sia le modalità di utilizzo e rendicontazione delle entrate da parte dei Comuni.






