Turismo e ristorazione trainano la domanda di lavoro a ottobre 2026

Turismo e ristorazione guidano la domanda di lavoro a ottobre 2026 con 94.500 ingressi previsti. I dati del nuovo bollettino Excelsior.

20 Ottobre 2026 - 11:30
Turismo e ristorazione trainano la domanda di lavoro a ottobre 2026

NOTIZIE HORECA - Turismo, alloggio e ristorazione si confermano tra i principali motori della domanda di lavoro in Italia. Per ottobre 2026 le imprese del comparto hanno programmato 94.510 ingressi di personale, un dato che colloca queste attività tra quelle con il maggior numero di opportunità occupazionali e con le dinamiche di crescita più sostenute.

È quanto emerge dal nuovo bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che fotografa un mercato del lavoro in ripresa dopo la lieve flessione registrata a settembre.

La ristorazione è in testa alle professioni più richieste

Il ruolo della ristorazione emerge anche dall'analisi delle singole figure professionali. Con 77.750 entrate programmate, gli esercenti e gli addetti alle attività di ristorazione rappresentano la categoria professionale più richiesta dalle imprese italiane nel mese di ottobre.

Il dato precede quello degli addetti alle vendite, per i quali sono previste 48.320 entrate, e del personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna delle merci, con 34.570 ingressi. Queste tre categorie concentrano complessivamente circa il 30% della domanda di lavoro del mese.

Gli addetti alla ristorazione figurano inoltre tra le professioni commerciali e dei servizi che registrano gli incrementi più significativi della domanda, insieme agli addetti all'accoglienza e all'informazione della clientela e al personale addetto alle vendite.

Oltre 539mila ingressi previsti nel mercato del lavoro

Nel complesso, le imprese italiane prevedono oltre 539mila entrate nel mese di ottobre 2026, con un aumento del 3,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Le previsioni per l'intero trimestre ottobre-dicembre raggiungono invece 1,35 milioni di ingressi, contro gli 1,31 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente.

Il settore dei servizi concentra la quota più consistente della domanda di lavoro, pari al 65,3% del totale, con 352.180 entrate programmate. Seguono l'industria, comprese le costruzioni, con 140.490 ingressi e una quota del 26,1%, e il settore primario, che rappresenta l'8,6% delle previsioni.

Oltre alle attività turistiche e della ristorazione, segnali di crescita arrivano dai servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone e dall'agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca. Tra le attività manifatturiere aumentano anche le opportunità nelle industrie alimentari, oltre che in quelle meccaniche ed elettroniche.

Il reperimento del personale resta una difficoltà

Nonostante il miglioramento registrato dal monitoraggio, la difficoltà di reperimento riguarda ancora il 43,6% delle entrate programmate dalle imprese italiane.

La principale causa segnalata è la mancanza di candidati, che interessa il 25,6% delle posizioni previste. Nel 13,6% dei casi, invece, le difficoltà sono legate a una preparazione professionale ritenuta non adeguata rispetto alle esigenze aziendali.

Si tratta di percentuali riferite all'insieme dei settori economici monitorati da Excelsior e non specificamente alle imprese della ristorazione o del turismo.

Esperienza richiesta e tipologie contrattuali

Un altro elemento che emerge dall'indagine riguarda le caratteristiche dei lavoratori ricercati. Nel 64,3% delle entrate programmate è richiesta un'esperienza professionale specifica oppure maturata nello stesso settore.

Per il 30% delle entrate programmate le imprese esprimono una preferenza per candidati con meno di 30 anni, mentre il 23,6% delle opportunità riguarda personale straniero.. La quota di ingressi per i quali è previsto un titolo di formazione terziaria, una laurea o un diploma ITS Academy è pari al 13,8%.

Sul versante contrattuale, il 21,8% delle entrate programmate prevede un rapporto a tempo indeterminato o di apprendistato. Il restante 78,2% riguarda contratti a tempo determinato, somministrazione, collaborazioni e altre formule contrattuali.

Anche queste percentuali descrivono il quadro complessivo della domanda di lavoro delle imprese italiane, senza una distinzione specifica per le attività di alloggio, ristorazione e turismo.

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