Asiago DOP, sentenza favorevole al Consorzio contro l’Italian Sounding

Il Consorzio Asiago DOP vince in appello contro Citterio ed Euro Foods: la sentenza interviene sui richiami ingannevoli all’origine italiana del prodotto.

5 Ottobre 2026 - 10:51
Asiago DOP, sentenza favorevole al Consorzio contro l’Italian Sounding

ENTI E CONSORZI - Il packaging e la comunicazione commerciale del prodotto “Sopressata & Asiago Cheese” a marchio Citterio, venduto negli Stati Uniti, sono stati riconosciuti come ingannevoli dalla Corte d’Appello di Milano in ragione della provenienza non italiana del formaggio. La sentenza del 25 settembre 2026 dà ragione al Consorzio Tutela Formaggio Asiago nella causa contro Giuseppe Citterio Salumificio SpA ed Euro Foods Inc., società statunitense del gruppo che commercializzava e pubblicizzava il prodotto con il coinvolgimento della società italiana.

La decisione riforma integralmente la sentenza del Tribunale di Milano del 15 maggio 2023, che aveva escluso la propria giurisdizione senza pronunciarsi nel merito. La Corte d’Appello ha invece ritenuto di tutelare la DOP Asiago negli Stati Uniti applicando la normativa statunitense sulla pubblicità ingannevole.

L’inibitoria riguarda la produzione, distribuzione, importazione, esportazione, commercializzazione, offerta in vendita e/o pubblicizzazione di “Sopressata & Asiago Cheese” da parte delle due società, in particolare con il relativo packaging e materiale pubblicitario, ove riferiti alla provenienza o fabbricazione italiana del prodotto oppure alla presenza di specifiche qualità organolettiche proprie dell’Asiago DOP. Alla misura si aggiunge la condanna al risarcimento del danno. Il Consorzio è stato assistito dallo studio legale Bird & Bird in entrambe le fasi del giudizio.

“Riteniamo che questa sentenza - dichiara il Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni - possa rappresentare un importante precedente giuridico per chi si impegna ogni giorno a promuovere il Made in Italy e a contrastare l’Italian Sounding. Da parte del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, proseguiremo a rafforzare la riconoscibilità delle caratteristiche distintive del prodotto d’origine, ben diverso dai prodotti denominati “comuni”, vale a dire generici, nel primo mercato d’esportazione del formaggio Asiago e in tutti i Paesi nei quali è apprezzato da milioni di consumatori.”

La tutela sui mercati esteri accompagna la crescita della presenza e della notorietà dell’Asiago, oggi quarto formaggio DOP di latte vaccino italiano per dimensioni produttive e una delle specialità casearie italiane più diffuse nel mondo. La filiera conta mille aziende agricole, dalle quali provengono ogni anno circa due milioni di quintali di latte, trasformati in ventiduemila tonnellate di formaggio vendute in oltre cinquanta nazioni.

Il Consorzio ha adottato una politica di “tolleranza zero”, con particolare attenzione ai mercati internazionali, considerati fondamentali per la crescita del prodotto e per il contrasto all’Italian Sounding. Il fenomeno consiste nell’impiego di nomi, immagini, colori e riferimenti all’Italia per promuovere prodotti che non hanno alcun legame con il Paese.

Secondo le stime dell’elaborazione TEHA GROUP Ambrosetti su dati Istat, 2026, l’Italian Sounding vale 73 miliardi di euro, a fronte di un export di 71 miliardi. La stessa elaborazione indica che, se questo valore si trasformasse in fatturato effettivo, il potenziale delle esportazioni del Sistema Paese raggiungerebbe circa 143 miliardi.

Sulla portata della decisione interviene anche Riccardo Deserti, presidente di Origin, l’alleanza mondiale delle indicazioni geografiche: “Questa sentenza è un risultato positivo non solo per l’Asiago DOP ma lo è per tutte le indicazioni geografiche - dichiara Riccardo Deserti, Presidente di Origin, l’alleanza mondiale delle indicazioni geografiche – e dimostra il ruolo centrale dei Consorzi di Tutela per dare valore ai prodotti di qualità tutelati. Un plauso particolare va rivolto al Consorzio del formaggio Asiago che ha saputo credere e investire nella tutela legale consapevole che questo è il primo strumento per valorizzare e promuovere il lavoro dei caseifici e degli allevatori”.

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