Deposito bagagli, da servizio gratuito a nuova fonte di ricavo per gli hotel?
Il deposito bagagli può diventare un ricavo per gli hotel? Casi italiani, modelli di gestione, costi e condizioni che rendono il servizio sostenibile.
OSPITALITÀ E TURISMO - Per un hotel il deposito bagagli è uno di quei servizi che spesso vengono dati per scontati. L’ospite arriva prima che la camera sia pronta, oppure lascia la stanza al mattino ma riparte molte ore dopo: la valigia resta in reception o in un locale dedicato, generalmente senza costi aggiuntivi. In alcune strutture, però, questo passaggio sta assumendo una funzione diversa. Locker self-service e piattaforme specializzate permettono infatti di trasformare il deposito in un servizio a pagamento e, soprattutto, di aprirlo anche a viaggiatori che non soggiornano nell’hotel. È qui che un’attività nata come cortesia può diventare una piccola voce di ricavo.
Da servizio di cortesia a nuova opportunità di ricavo
Uno dei casi italiani più interessanti è quello di Ostello Bello. Secondo il case study pubblicato da Vpod, fornitore della tecnologia utilizzata, nella prima struttura pilota sono stati installati 84 smart locker che nelle prime otto settimane hanno registrato oltre 1.700 transazioni e generato 18.000 euro di ricavi. Il tempo medio di ritiro è stato inferiore a 30 secondi.
I numeri vanno letti con cautela: sono riferiti a un singolo progetto e comunicati dal fornitore, quindi non possono essere considerati un benchmark valido per qualsiasi struttura. Il modello, però, non è rimasto confinato alla sperimentazione. Ostello Bello offre oggi locker self-service 24 ore su 24 in nove sedi italiane, tra Milano, Como, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, utilizzabili anche senza soggiornare nell’ostello.
Il modello si allarga: hotel e piattaforme per i clienti esterni
Non c’è solo la strada dei locker proprietari. Una seconda possibilità passa dai marketplace del deposito bagagli, che mettono in contatto i viaggiatori con hotel, negozi e altre attività disponibili a custodire le valigie.
A Roma, per esempio, Bounce segnala un hotel in via della Stazione di San Pietro attivo sulla piattaforma dal maggio 2023, aperto 24 ore su 24 e con una capacità dichiarata fino a 100 bagagli al giorno. A Firenze, nell’area di Santa Maria Novella, Stasher propone diversi punti ospitati all’interno di hotel, compresa una struttura disponibile 24/7.
In questo modello l’albergo non deve necessariamente installare armadietti automatici: mette a disposizione spazio e presidio, mentre la piattaforma gestisce la ricerca del punto, la prenotazione e il pagamento.
Per l’albergatore, quindi, le strade sono almeno due. Con la gestione diretta la struttura controlla prezzi, modalità di accesso e organizzazione del servizio, ma deve sostenere l’investimento iniziale, la manutenzione e l’eventuale integrazione tecnologica. Con una piattaforma l’ingresso può essere più semplice, ma una parte del valore generato viene condivisa con l’intermediario.
Quando il deposito bagagli può diventare davvero conveniente
Il vero conto economico non può fermarsi al prezzo pagato per ogni valigia. Bisogna confrontare i ricavi con il costo dello spazio occupato, il tempo richiesto al personale, le commissioni, gli eventuali sistemi di sicurezza e le spese di gestione. Anche il dato di Ostello Bello, per quanto interessante, non può quindi essere trasferito automaticamente a un hotel con volumi, posizione e clientela differenti.
Il potenziale appare maggiore soprattutto nelle strutture urbane, vicine a stazioni, porti, aeroporti, centri storici e grandi attrazioni, dove il flusso di viaggiatori non coincide con quello degli ospiti pernottanti. Un hotel aperto molte ore, con una reception presidiata e uno spazio sottoutilizzato può intercettare persone che hanno lasciato un appartamento, aspettano un treno o vogliono visitare la città senza trascinare le valigie.
In questo caso il vantaggio non è soltanto economico: automatizzare una parte del deposito può anche ridurre i passaggi manuali a carico della reception. Al contrario, in una struttura isolata o con domanda sporadica, lo spazio destinato ai bagagli e il lavoro necessario potrebbero non giustificare il ricavo.
Esiste inoltre un possibile effetto indiretto: il cliente esterno entra fisicamente nell’hotel e può entrare in contatto con bar, caffetteria o altri servizi, anche se al momento mancano dati solidi per quantificare questa eventuale conversione.
Sicurezza e responsabilità restano centrali
Resta infine il tema della custodia e della responsabilità. Gli articoli 1783 e seguenti del Codice civile disciplinano la responsabilità dell’albergatore per le cose portate in albergo; l’apertura del deposito anche a persone che non soggiornano nella struttura richiede però una valutazione specifica delle condizioni del servizio.
Accessi, assicurazione, modalità di custodia e rapporti contrattuali devono quindi entrare nel conto insieme ai ricavi potenziali. La domanda, in definitiva, non è semplicemente se far pagare un servizio che prima era gratuito. Per molti hotel il punto è capire se uno spazio e un’organizzazione già esistenti possano essere utilizzati meglio, mantenendo il deposito come servizio per l’ospite e trasformando la capacità inutilizzata in un’attività aggiuntiva rivolta anche alla città.
Le fonti utilizzate per realizzare questo approfondimento:
Vpod – Ostello Bello Smart Locker Case Study
https://vpod.com/ostello-bello-smart-locker-case-study/
Ostello Bello – Deposito bagagli / smart locker
https://ostellobello.com/it/deposito-bagagli/
Bounce – Deposito bagagli Via della Stazione di San Pietro, Roma
https://bounce.com/it/stores/rome/2gvuCr
Stasher – Deposito bagagli Firenze
https://stasher.com/it/deposito-bagagli/italy/florence
Normattiva – Codice civile
https://www.normattiva.it/








