Grado Zero, il podcast di Amaro Liborio racconta l’evoluzione del bere No & Low Alcohol

Amaro Liborio lancia Grado Zero, podcast in sei puntate su No & Low Alcohol, mixology, vino dealcolato e nuove forme di convivialità.

24 Sett 2026 - 16:29
Grado Zero, il podcast di Amaro Liborio racconta l’evoluzione del bere No & Low Alcohol

MEDIA & MARKETING - Il mondo No & Low Alcohol entra sempre più nel lavoro dei bartender, nelle proposte dei locali e nelle nuove abitudini di consumo. A raccontare questo cambiamento è “Grado Zero”, il podcast in sei puntate ideato da Amaro Liborio, primo amaro analcolico siciliano, che mette a confronto professionisti del settore e ospiti provenienti da esperienze differenti.

Al centro delle conversazioni ci sono il bar, l’hospitality e l’evoluzione della cultura del bere insieme, affrontati attraverso il lavoro dietro al bancone, la mixology, il vino dealcolato, l’imprenditoria, la comunicazione e, nell’ultimo episodio, anche la cultura pop.

Il progetto si inserisce in un contesto nel quale sta cambiando anche la percezione delle alternative all’alcol. Se per molto tempo questo segmento è stato raccontato soprattutto attraverso ciò che mancava nel bicchiere, oggi acquistano maggiore spazio il gusto, la qualità dell’esperienza e la possibilità di vivere la socialità con maggiore libertà di scelta. Secondo dati di settore relativi al vino, tra gli italiani tra i 23 e i 34 anni più di 6 su 10 conoscono già i prodotti dealcolati e low alcohol, mentre oltre 4 su 10 dichiarano di essere interessati a consumarli.

A condurre gli incontri è il fondatore Liborio Massimo Colaianni, che nei sei episodi dialoga con bartender, creator, imprenditori e professionisti.

“Il no-alcol non ci interessa come copia sbiadita di qualcosa che esiste già, ma come spazio in cui il gusto e la socialità possono evolvere”, spiega Liborio Massimo Colaianni, CEO e fondatore di Amaro Liborio. “Con Grado Zero abbiamo voluto mettere attorno allo stesso tavolo chi vive questo cambiamento ogni giorno: da chi lavora dietro al bancone a chi studia il vino, da chi comunica a chi sa raccontare le persone senza impartire lezioni e senza contrapporre chi beve a chi non beve”.

Sei puntate tra bartending, vino dealcolato e nuovi consumi

La serie si apre con i bartender Diego Ferrari e Alessandro Belluschi, protagonisti di “Bere insieme senza alcol”, conversazione dedicata al bartending, all’hospitality e all’evoluzione del mercato.

Il punto di vista di chi lavora dietro al bancone torna in “Cronache da dietro al banco”, episodio con Federico Manzi, conosciuto sui social come “Fammelobuono!”. Il confronto riguarda la presenza delle proposte analcoliche nei locali, gli episodi vissuti al bancone e il nuovo ruolo del bartender come content creator.

Con Paolo Repetto, fondatore del vino dealcolato Nomora, “Il futuro delle bevande zero alcol” affronta invece uno dei temi più discussi del settore: la capacità del vino dealcolato di costruire una proposta credibile e di superare l’effetto novità.

In “Amaro: consumo tradizionale vs mixology moderna” cambia la formula. È la giornalista Valentina Dirindin a intervistare Colaianni sul rapporto tra il rituale italiano dell’amaro, le nuove modalità di consumo e la miscelazione contemporanea.

Al futuro del bancone è dedicato anche l’incontro con il bar manager Gigi Barberis, protagonista di “Cocktail analcolici: il futuro del bar è qui”, puntata incentrata su mixology, imprenditoria e opportunità del mercato no-alcol.

La stagione si chiude con il comico Max Cavallari e “La forza di riprendersi la lezione di Bruno”. L’episodio esce volutamente dal perimetro tecnico per intrecciare vita personale, capacità di ricominciare, il ricordo di Bruno Arena e brevi incursioni comiche dedicate a Liborio e ai personaggi storici del comico.

“Abbiamo messo nella stessa stanza chi il no alcol lo produce, chi lo mixa, chi lo versa e chi lo racconta sui giornali, perché finché queste tre categorie non si parlano il mercato italiano resterà quello che è oggi: piccolo e frainteso”, aggiunge Colaianni. “Inoltre, il modo di bere non cambia soltanto nei laboratori o nelle aziende, ma cambia anche nelle domande dei clienti, nei menu, nelle battute dei bartender, sui social e nelle storie che diventano cultura pop. Con “Grado Zero” non vogliamo immaginare un futuro interamente analcolico, ma riconoscere che le persone chiedono più scelta e non vogliono rinunciare né alla qualità né al piacere di stare insieme”.

Le puntate di “Grado Zero” sono distribuite su YouTube e sulle principali piattaforme podcast.

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