Consorzio Salame Piemonte IGP sceglie Paolo Viotti come presidente
Paolo Viotti è il nuovo presidente del Consorzio Salame Piemonte IGP. Il mandato triennale punta su tutela della denominazione, distribuzione e nuovi mercati.
ENTI E CONSORZI - Paolo Viotti è il nuovo presidente del Consorzio Salame Piemonte IGP. La nomina, deliberata dal Consiglio di Amministrazione, avvia un mandato triennale che punta a rafforzare la tutela della denominazione, ampliare i canali distributivi e sviluppare nuove opportunità commerciali. Il cambio alla guida dell'organismo consortile arriva in una fase di crescita per il prodotto, che nei primi dieci mesi dell'anno ha registrato un aumento del 32% a volume e del 26% a valore.
Viotti succede a Daniele Veglio, che lascia la presidenza dopo due mandati anche a seguito di nuovi incarichi aziendali presso il Salumificio Raspini, con responsabilità su scala nazionale.
Il nuovo presidente porta nel Consorzio l'esperienza maturata come responsabile di produzione di stabilimento di una delle aziende consorziate, insieme a una conoscenza approfondita del Salame Piemonte IGP. Ricopre inoltre gli incarichi di assessore e vicesindaco del Comune di Osasco, vicino a Pinerolo (TO), un ruolo che ne rafforza il rapporto con il territorio e l'attenzione verso l'agroalimentare locale.
Le priorità della nuova presidenza
La nomina si colloca in continuità con il lavoro svolto durante la presidenza Veglio, affiancando alla tutela della denominazione nuovi obiettivi di sviluppo commerciale.
«Ringrazio il Consiglio di amministrazione per la fiducia accordatami e Daniele Veglio per l’impegno dedicato al Consorzio nel corso del suo mandato” – dichiara Paolo Viotti, Presidente del Consorzio Salame Piemonte IGP. “Assumo questo incarico con senso di responsabilità e con l’impegno a lavorare insieme alle imprese consorziate per consolidare la tutela e la valorizzazione del Salame Piemonte IGP. Le sfide che ci attendono richiedono attenzione alla protezione della denominazione, alla riconoscibilità del prodotto e alla comunicazione del suo legame con il territorio. Tra gli obiettivi del nuovo mandato vi sono lo sviluppo di opportunità in nuovi mercati e l’ampliamento dei canali di distribuzione, nel rispetto dell’identità del prodotto e delle garanzie previste dal Disciplinare. Il confronto e la collaborazione tra i consorziati saranno essenziali per tradurre queste priorità in iniziative condivise. Valorizzare il Salame Piemonte IGP significa anche promuovere un territorio fortemente vocato all’agroalimentare di qualità come il Piemonte, di cui il nostro prodotto è un fiero ambasciatore».
Produzione in crescita e nuovi mercati esteri
Nei primi dieci mesi dell'anno, il Salame Piemonte IGP registra una crescita del 32% a volume e del 26% a valore. Particolarmente positivo l'andamento del canale moderno, che segna un incremento del 50%.
Sui mercati esteri si rileva invece una lieve flessione del 5%, accompagnata dall'apertura di nuovi sbocchi commerciali in Nuova Zelanda, Belgio e Romania. Il prodotto affettato rappresenta il 55% della produzione complessiva.
La denominazione mantiene un forte legame con la tradizione salumiera piemontese. Il Disciplinare ne riserva la produzione al territorio regionale e prevede l'impiego di vini rossi piemontesi ottenuti da vitigni del Barbera, Nebbiolo e Dolcetto, elementi che contribuiscono a definirne l'identità gastronomica.
Le iniziative promozionali di novembre
Il Consorzio prosegue anche le attività di promozione in Italia e all'estero. In occasione delle ATP Finals di Torino, il Salame Piemonte IGP sarà presente nelle aree hospitality e protagonista di incontri, presentazioni e degustazioni legati al rapporto con lo sport.
Il 26 novembre è inoltre prevista la partecipazione a un evento a Timisoara, in Romania, nell'ambito della Settimana della cucina italiana nel mondo. L'iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio Italiana per la Romania con il patrocinio dell'Ambasciata d'Italia a Bucarest.
Le attività si inseriscono nel percorso di valorizzazione della denominazione, con ricadute potenziali sulla riconoscibilità del prodotto, sulle imprese consorziate e sull'economia agroalimentare piemontese.






