Giovani coppie e consumi fuori casa: la spesa per ristorazione e alloggio supera la media

Nel 2025 le giovani coppie senza figli destinano il 10,4% della spesa a ristorazione e alloggio, contro il 5,9% nazionale. I dati ISTAT.

9 Ottobre 2026 - 14:38
Giovani coppie e consumi fuori casa: la spesa per ristorazione e alloggio supera la media

INDAGINI E RICERCHE - Le giovani coppie senza figli destinano ai servizi di ristorazione e alloggio una quota della spesa familiare nettamente superiore alla media nazionale. Nel 2025, tra le coppie con persona di riferimento di età compresa tra 18 e 34 anni, questa voce ha rappresentato il 10,4% della spesa complessiva, pari a 367 euro mensili, contro il 5,9% registrato nell'insieme delle famiglie italiane.

Il dato emerge dall'indagine ISTAT Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2025, pubblicata l'8 ottobre 2026, e identifica nelle giovani coppie senza figli la tipologia familiare che riserva la quota più elevata dei propri consumi a questi servizi. La categoria statistica comprende sia la ristorazione sia l'alloggio e non permette quindi di distinguere la spesa per bar e ristoranti da quella per i soggiorni.

Le giovani coppie destinano il 13% della spesa agli alimentari

A caratterizzare le giovani coppie senza figli è anche il diverso peso delle principali categorie di consumo. Nel 2025 queste famiglie hanno destinato all'acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche 459 euro mensili, pari al 13% della spesa complessiva. A livello nazionale la stessa categoria rappresenta invece il 19,8% del totale, con una spesa media di 552 euro.

La differenza aiuta a comprendere come cambi la distribuzione dei consumi in relazione alla composizione familiare, anche se le due voci non sono direttamente sovrapponibili. La spesa per prodotti alimentari e bevande analcoliche riguarda infatti l'acquisto di beni, mentre quella per ristorazione e alloggio comprende servizi diversi dal consumo di pasti e bevande fuori casa.

Le giovani coppie senza figli presentano inoltre, tra le tipologie familiari esaminate, le quote più elevate per i trasporti, che assorbono il 12,7% della spesa (448 euro mensili), per mobili, articoli e servizi per la casa (8,1%, pari a 285 euro), per abbigliamento e calzature (5,5%, 195 euro) e per ricreazione, sport e cultura (5,3%, 186 euro).

Ristorazione e ospitalità, le differenze territoriali

Le differenze nei consumi non riguardano soltanto la composizione familiare. Anche la distribuzione geografica mostra una diversa incidenza dei servizi di ristorazione e alloggio sulla spesa complessiva.

Nel 2025 la quota destinata a questa categoria raggiunge il 6,9% nel Nord-ovest e il 6,8% nel Nord-est, superando in entrambi i casi la media italiana del 5,9%.

Tra le regioni si distingue il Trentino-Alto Adige, dove ristorazione e alloggio rappresentano l'8,7% della spesa familiare. Nella stessa regione si registra anche la quota più contenuta destinata all'acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche, pari al 16,1%, mentre in Calabria questa componente raggiunge il 28,9%.

Si tratta di differenze che riflettono una diversa composizione dei consumi sul territorio. I dati geografici si riferiscono però all'insieme delle famiglie residenti e non specificamente alle coppie più giovani.

Il livello di spesa e il titolo di studio delle famiglie

L'incidenza della ristorazione e dell'ospitalità cambia anche in relazione alle caratteristiche socioeconomiche delle famiglie.

Secondo ISTAT, quelle con persona di riferimento laureata o in possesso di un titolo post-laurea destinano a questi servizi l'8,0% della spesa complessiva, equivalente a 296 euro mensili.

La spesa media per consumi di queste famiglie, pari a 3.714 euro al mese, risulta superiore alla media italiana. Anche tra le giovani coppie senza figli con persona di riferimento tra 18 e 34 anni il livello complessivo è relativamente elevato, attestandosi a circa 3.535 euro mensili.

Queste cifre descrivono il livello e la composizione della spesa per consumi, che nella metodologia ISTAT comprende anche componenti non monetarie, come gli affitti figurativi. Non rappresentano quindi una misura diretta del reddito disponibile delle famiglie.

Giovani coppie e consumi, cosa emerge dai dati ISTAT

Per il settore Horeca, i risultati dell'indagine offrono uno spunto interessante: la spesa per ristorazione e ospitalità non ha lo stesso peso nei bilanci di tutte le famiglie. Le differenze diventano particolarmente evidenti quando si considerano l'età e la composizione del nucleo familiare, due elementi che contribuiscono a delineare profili di consumo molto diversi.

Le giovani coppie senza figli, ad esempio, registrano una spesa complessiva superiore alla media italiana, ma è soprattutto la sua distribuzione a distinguerle. Accanto alla maggiore incidenza dei servizi di ristorazione e alloggio, emerge un peso più contenuto degli acquisti alimentari, mentre trasporti, abbigliamento e attività ricreative occupano una parte rilevante delle uscite familiari. Non significa necessariamente che queste coppie preferiscano mangiare fuori anziché a casa, ma che le diverse categorie di consumo trovano un equilibrio differente nella loro spesa complessiva.

È un aspetto da considerare anche nella lettura del mercato della ristorazione e dell'ospitalità. Dietro i valori medi nazionali convivono realtà familiari con livelli di spesa e priorità differenti. Per gli operatori, conoscere queste differenze può aiutare a comprendere meglio la domanda, evitando di considerare i consumatori più giovani come un pubblico omogeneo.

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