Vino, la flessione rallenta: bianchi e spumanti sostengono il recupero

Valoritalia registra un rallentamento del calo degli imbottigliamenti di vino nel 2026: crescono DOC e DOCG, mentre restano elevate le giacenze di prodotto.

12 Ottobre 2026 - 14:21
Vino, la flessione rallenta: bianchi e spumanti sostengono il recupero

INDAGINI E RICERCHE - Il settore vitivinicolo mostra segnali di recupero sul fronte degli imbottigliamenti, dopo la contrazione registrata nella prima parte del 2026. Secondo i dati della Business Intelligence di Valoritalia, nel terzo trimestre i volumi si sono mantenuti sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,3%), mentre settembre ha registrato una crescita del 4,9%. Un miglioramento sostenuto soprattutto dai vini DOC e DOCG, dai bianchi e dagli spumanti, a fronte delle difficoltà che continuano a interessare gli IGT e i rossi.

Il bilancio dei primi nove mesi resta negativo, ma il calo si è progressivamente ridotto. Tra gennaio e settembre 2026 sono stati imbottigliati circa 9,86 milioni di ettolitri, il 3,0% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 4,2% in meno rispetto alla media del triennio 2023-2025.

L'analisi, elaborata al 30 settembre sulla base dei dati relativi alle denominazioni e alle produzioni sottoposte a certificazione, evidenzia un andamento in miglioramento nel corso dell'anno. Dopo il -7,7% del primo trimestre, la flessione si era già ridotta allo 0,6% nel secondo, fino ad arrivare al -0,3% del periodo luglio-settembre.

DOC e DOCG in crescita, gli IGT continuano a perdere terreno

Nel terzo trimestre gli imbottigliamenti dei vini DOC sono aumentati del 5,0% rispetto allo stesso periodo del 2025 e quelli dei DOCG del 4,9%. Di segno opposto l'andamento degli IGT, in calo del 18,9%.

Il recupero ha migliorato anche il bilancio dei primi nove mesi, con una flessione contenuta allo 0,5% per i DOC e allo 0,2% per i DOCG. Più marcata la difficoltà degli IGT, che tra gennaio e settembre hanno perso il 13,0% dei volumi.

Bianchi e spumanti sostengono il recupero, restano in calo i rossi

Le differenze emergono anche tra le tipologie di vino. Nel terzo trimestre i bianchi fermi sono cresciuti del 6,7% e gli spumanti bianchi del 7,6%, mentre i rossi hanno registrato una diminuzione del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nei primi nove mesi dell'anno, i bianchi fermi segnano un incremento dell'1,8% e gli spumanti bianchi dell'1,3%, a fronte di una contrazione dell'8,8% per i rossi. Il recupero appare quindi sostenuto soprattutto dai vini bianchi, mentre la debolezza dei rossi si conferma più persistente.

Imbottigliamenti, le differenze tra le aree italiane

Nei primi nove mesi del 2026 i volumi imbottigliati sono diminuiti del 4,7% nel Centro e del 4,1% nel Nord Est, mentre il Nord Ovest registra una crescita dell'1,4%. Al Sud l'incremento raggiunge il 26,7%, sebbene su volumi molto più contenuti nel perimetro delle denominazioni certificate da Valoritalia.

I risultati vanno letti considerando la distribuzione territoriale delle certificazioni: nelle regioni settentrionali, dove i dati Valoritalia sono particolarmente rappresentativi, i volumi certificati dall'organismo superano il 90% del totale dei vini a Denominazione di Origine.

Giacenze in aumento del 16,8%: resta il problema delle scorte

Nonostante il miglioramento degli imbottigliamenti, le giacenze rimangono elevate. Al 31 luglio 2026 risultavano circa 15,96 milioni di ettolitri, contro i 13,67 milioni dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 16,8%.

Il confronto riguarda l'ultimo mese statisticamente comparabile prima dell'accreditamento della nuova annata. Il livello delle scorte richiede attenzione all'equilibrio tra disponibilità di prodotto e domanda, anche in relazione all'ingresso della nuova vendemmia.

Consumi internazionali e commercio del vino ancora in difficoltà

Sul settore continuano a pesare le tensioni geopolitiche, le politiche commerciali statunitensi e l'incertezza tariffaria, che condizionano le decisioni degli operatori sui mercati internazionali. A questi fattori si aggiungono i cambiamenti nelle abitudini e nelle occasioni di consumo.

Secondo l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, nel 2025 i consumi mondiali sono diminuiti del 2,7% e quelli dell'Unione europea del 3,1%. Le analisi di Nomisma Wine Monitor segnalano inoltre, nei primi sette mesi del 2026, un calo dell'11% del valore delle importazioni di vino nei dodici principali mercati mondiali, con una flessione del 23% negli Stati Uniti.

Valoritalia: «Non possiamo ancora parlare di una inversione strutturale»

Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, invita a leggere i risultati con prudenza, pur riconoscendo il miglioramento rispetto ai primi mesi dell'anno.

“I dati del terzo trimestre rappresentano un segnale incoraggiante dopo le difficoltà registrate nella prima parte dell'anno. Non possiamo ancora parlare di una inversione strutturale della tendenza, ma la sostanziale stabilità degli imbottigliamenti e il ritorno alla crescita di DOC e DOCG indicano una capacità di reazione del settore che merita di essere sottolineata. Questo avviene, peraltro, in un contesto internazionale che rimane complesso, condizionato dalle tensioni geopolitiche, dall'incertezza commerciale e dall'evoluzione dei modelli di consumo”, commenta Liantonio.

“I dati mostrano però anche con grande chiarezza che il mercato non si muove in maniera uniforme. Bianchi e spumanti presentano dinamiche significativamente migliori rispetto ai rossi, così come DOC e DOCG rispetto agli IGT. È proprio la possibilità di cogliere tempestivamente queste differenze uno dei principali valori della Business Intelligence di Valoritalia: trasformare i dati generati dall'attività di certificazione in uno strumento di conoscenza a disposizione delle imprese, dei Consorzi e dell'intera filiera”.

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