Addio a Dario ''Tigre'' Baracco fondatore di Compagnia dei Caraibi

Addio a Dario “Tigre” Baracco, fondatore di Compagnia dei Caraibi. Il suo percorso dal Roero all'importazione di spirits premium e alla cultura del bere.

29 Ottobre 2026 - 09:27
Addio a Dario ''Tigre'' Baracco fondatore di Compagnia dei Caraibi

PROTAGONISTI - È morto il 27 ottobre Dario “Tigre” Baracco, fondatore di Compagnia dei Caraibi e figura di riferimento per il settore italiano degli spirits e del beverage. Pioniere nell'importazione di distillati premium, ha contribuito allo sviluppo della cultura della miscelazione in Italia, affiancando all'attività imprenditoriale una visione del lavoro legata alla sostenibilità, alla ricerca personale e alla valorizzazione delle tradizioni. La sua storia attraversa oltre un secolo di cultura vitivinicola piemontese, dai commerci di famiglia nel Roero alla costruzione di una realtà attiva sui mercati internazionali.

La notizia della scomparsa è stata comunicata il 28 ottobre da Compagnia dei Caraibi, oggi guidata dal figlio Edelberto “Iguana” Baracco, CEO della società, che ne ricorda soprattutto l'eredità umana e il modo di interpretare il rapporto tra impresa e società.

«Pensando a Tigre, la parola che mi viene in mente è eredità: un tesoro che ha lasciato a chiunque lo abbia conosciuto, attraverso il suo sorriso, la sua bontà e quel tocco speciale con cui sapeva lasciare un seme, spesso anche senza che ce ne rendessimo conto», commenta Edelberto Iguana Baracco. «Come figlio, e forse anche come allievo, sento che la sua eredità sta nel contribuire a portare avanti la sua visione del mondo: la speranza come capacità di guardare oltre, la conoscenza come strumento per leggere la realtà con uno sguardo laterale, curioso e sempre gioioso. In un tempo attraversato dall’angoscia, credo che ci inviterebbe a non fermarci, a passare all’azione, a muovere le mani per dare forma alle idee e costruire, insieme, il futuro».

Dalle radici piemontesi alla nascita di Compagnia dei Caraibi

Il rapporto di Dario Baracco con il mondo del vino nasce nell'ambiente familiare. Quinto erede di una dinastia di produttori e mercanti del Roero, cresce tra cantine, vigneti e attività commerciali avviate all'inizio del Novecento. Le origini dell'impresa risalgono al trisavolo Tumalin Bartolomé Baracco de Baracho, attivo a Castellinaldo, e proseguono a Torino, dove prende forma la storica ricetta del Vermouth Riserva Carlo Alberto.

Un legame con il territorio che lo stesso Baracco aveva raccontato attraverso i ricordi dell'infanzia: «Ho respirato mosto, profumi di vino, cantine e botti centenarie fin dalla nascita. Il mio incanto è stato sedermi sul muretto della piazza alta del paese a guardare per ore il panorama di azzurrissimi cieli, colline fiorite, vigne, frutteti, ruscelli che traspiravano poesia, serenità e infinito».

Prima di dedicarsi all'attività imprenditoriale, Baracco muove i primi passi nel giornalismo, collaborando con la Gazzetta d'Alba e con Condé Nast. Il suo percorso personale prende successivamente una direzione diversa, segnata anche da un viaggio spirituale in India e dall'esperienza della Comunità di Damanhur, situata a poca distanza dalla sede di Compagnia dei Caraibi.

Queste esperienze contribuiscono a definire una concezione dell'impresa nella quale la dimensione economica si intreccia con la ricerca interiore e la responsabilità collettiva. Una visione sviluppata anche nei suoi scritti, tra cui il libro L'orizzonte siamo noi, e fondata sull'idea che la povertà rappresenti una limitazione della libertà e che il lavoro possa contribuire a generare benessere e consapevolezza.

Già nel 1974 Baracco fonda la Compagnia della buona terra, un progetto orientato alla sostenibilità e all'alimentazione naturale, temi che sarebbero entrati stabilmente nel dibattito imprenditoriale soltanto molti anni dopo.

La svolta nel settore degli spirits arriva nel 1993, durante un viaggio a Cuba, dove entra in contatto con la produzione locale di distillati. Due anni più tardi, nel 1995, fonda la Compagnia de Bebidas e Licores, avviando l'importazione in Italia di rum storici come Legendario. Nel 2001 l'attività assume il nome di Compagnia dei Caraibi a Vidracco, ponendo le basi per lo sviluppo di un'offerta dedicata agli spirits premium internazionali e di ricerca.

La cultura del bere e l'evoluzione dell'impresa

L'attività di Baracco non si limita all'importazione e alla distribuzione. Nel tempo, il suo lavoro contribuisce anche al recupero di ricette storiche e alla valorizzazione della tradizione liquoristica italiana.

Tra i prodotti interessati da questo percorso figurano il Vermouth Riserva Carlo Alberto, l'Amaro Mandragola, il liquore Salvia&Limone e Bitter Rouge!, espressioni di una ricerca legata alle lavorazioni artigianali e alla cultura alchimistica del territorio.

Per Baracco, il commercio rappresentava anche uno strumento di diffusione culturale, come emerge da una delle sue riflessioni sul ruolo dell'impresa: «Siamo mercanti di merci e di idee, vogliamo essere portatori di civiltà, di bellezza, di arte. Vogliamo, abbiamo il potere di indirizzare, attraverso prodotti di grande qualità, le genti verso un bere evoluto, quello che dona saggezza, profondità, intensità meditativa, sorrisi limpidi, giuste parole e comportamenti».

Questa concezione del lavoro ha accompagnato la crescita di Compagnia dei Caraibi, che nel tempo ha affiancato alla distribuzione lo sviluppo dei marchi e la promozione della cultura del bere. Un percorso che ha portato l'azienda, oggi guidata da Edelberto “Iguana” Baracco, a diventare una Società Benefit certificata B Corp®, mantenendo un'impostazione imprenditoriale legata ai principi e alla visione del fondatore.

La ricerca personale e l'attenzione alla dimensione umana hanno continuato a occupare un posto centrale nel pensiero di Dario Baracco, anche nelle sue riflessioni sul significato della vita e della consapevolezza. Tra queste, una frase firmata Tigre Ciliegio: «Gli uomini moderni parlano di allungare la vita, come se la vita fosse un elastico. Ma vivere più a lungo non significa vivere di più. L'unico modo per estendere davvero la nostra esistenza è espandere la consapevolezza: capire, sentire, percepire con più profondità. Un minuto di piena coscienza vale più di un secolo di distrazione.»

Nel ricordo del fondatore, tutto il team di Compagnia dei Caraibi ha espresso vicinanza alla famiglia Baracco, sottolineando il valore di un'eredità etica e imprenditoriale che continuerà a orientare il futuro della società.

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