Italian Wine Brands: Top Brands e nuovi mercati guidano la strategia nel 2026

Italian Wine Brands chiude il primo semestre 2026 con ricavi in calo, mentre crescono i Top Brands. Mercati, Horeca e marginalità guidano la strategia.

2 Ottobre 2026 - 12:12
Italian Wine Brands: Top Brands e nuovi mercati guidano la strategia nel 2026

BUSINESS & MERCATO - Ricavi in calo, Top Brands in crescita e mercati che procedono in direzioni diverse. I risultati del primo semestre 2026 di Italian Wine Brands raccontano la complessità della fase che sta attraversando il mondo del vino. 

Nato nel 2015 e primo gruppo vinicolo italiano a quotarsi in Borsa, IWB è oggi una delle maggiori realtà del settore, con oltre 70 marchi in portafoglio e una distribuzione che raggiunge più di 90 Paesi. Una dimensione che rende particolarmente interessante osservare come il gruppo stia reagendo al rallentamento del mercato e dove stia concentrando investimenti e sviluppo.

Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi hanno subito una contrazione del 5,3% scendendo a 175,3 milioni di euro. Nello stesso periodo i Top Brands sono cresciuti dell’8,6% a volume e del 6,6% a valore. Due direzioni opposte che spostano l’attenzione su dove oggi si riesca ancora a costruire crescita e redditività.

Il contesto indicato dalla stessa IWB è segnato da consumi globali deboli, scorte elevate in alcuni mercati, tensioni geopolitiche e incertezza sul commercio internazionale. 

Il margine operativo lordo adjusted, che misura la redditività della gestione ordinaria al netto di alcune componenti non ricorrenti, è passato da 21,9 a 19,1 milioni di euro, con una flessione del 12,8%. Il risultato netto è sceso a 7,9 milioni, mentre è migliorato l’indebitamento finanziario netto, ridotto a 81,8 milioni, 8,7 milioni in meno rispetto a giugno 2025.

Il peso dei Top Brands

All’interno del portafoglio, Grande Alberone, Raphael Dal Bo, per il mercato svizzero, e Voga sono i Top Brands di riferimento. Oltre alla crescita delle vendite, il loro margine diretto è passato dal 49,6 al 50,3%.

Ancora più significativo è il rapporto tra il loro peso sul business e il contributo alla marginalità: i Top Brands rappresentano circa il 19% dei ricavi B2B e generano il 31% dei margini dello stesso segmento, in altri termini, meno di un quinto dei ricavi produce quasi un terzo della marginalità.

La valorizzazione dei marchi proprietari diventa così una delle priorità indicate dal gruppo, insieme alla scelta dei mercati sui quali concentrare lo sviluppo.

Una geografia a più velocità

Sul fronte internazionale le differenze sono marcate. Francia e Ungheria crescono rispettivamente del 21,6% e del 28,7%, mentre avanzano Sud America (+15%), Canada (+9,3%) e Paesi Bassi (+9%). In Francia e nei Paesi Bassi contribuisce in particolare la performance del Prosecco.

Di segno opposto l’andamento di Germania, Stati Uniti e Polonia. La diversificazione geografica consente quindi non solo di ampliare la presenza internazionale, ma anche di distribuire il rischio e adattare l’offerta alle caratteristiche della domanda nei singoli Paesi.

Voga guarda all’Horeca italiano

Per il fuori casa italiano l’attenzione si concentra su Voga. Già presente nell’Horeca di Regno Unito e Stati Uniti, il brand è stato scelto per guidare lo sviluppo di IWB nel canale anche in Italia.

Sul mercato nazionale il gruppo si muove contemporaneamente su altri fronti. È stato completato un listino dedicato alla GDO, con i primi accordi con le catene distributive, mentre nel segmento premium prosegue lo sviluppo di Tenuta Le Forconate, arrivata sul mercato italiano nel 2026 con un posizionamento premium e super premium.

Marchi e proposte differenti vengono quindi destinati a canali, fasce di prezzo e occasioni di consumo diverse.

La semestrale restituisce così una strategia costruita non sull’espansione indistinta delle vendite, ma sulla scelta delle aree nelle quali esistono maggiori possibilità di crescita e marginalità. In una fase nella quale la domanda internazionale procede a velocità differenti, marchi, geografie e canali diventano variabili da gestire con sempre maggiore selettività.

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