PACA riapre a Tenuta Ceri con lo chef Niccolò Palumbo
PACA si trasferisce sulle colline del Montalbano con tutta la brigata, nuovi spazi, cucina a vista, bar e area degustazioni
RISTORANTI - Sulle colline del Montalbano, PACA ha trovato una nuova sede negli spazi di Tenuta Ceri. Il ristorante ha riaperto giovedì 10 settembre, portando nella tenuta il progetto gastronomico dello chef Niccolò Palumbo e l’intera squadra che lo ha accompagnato nel percorso iniziato nel 2018. Il trasferimento ha aperto una nuova fase per il ristorante, che dispone ora di una dimensione più ampia in cui sviluppare il lavoro costruito negli ultimi anni.
Voluto dalla famiglia Ceri, il nuovo ristorante sembra emergere dalla collina, seguendone le pendenze e assecondando il paesaggio, pur distinguendosi per le sue linee sinuose ed eleganti. La parola d’ordine è leggerezza. Le grandi facciate vetrate si specchiano nelle vigne e aprono nuove prospettive sulla proprietà. All’interno, i volumi a doppia altezza e le sale completamente aperte sul paesaggio accolgono l’ospite in un ambiente che sembra quasi en plein air, da un lato la collina con le vigne e la casa colonica destinata all’accoglienza, dall’altro la cantina.

Al piano inferiore trovano spazio la sala interna ed esterna, la cucina e una grande zona barbecue con due forni a legna. Al piano superiore, a sbalzo sulla sala, si sviluppa invece l’area dedicata al bar e alle degustazioni dei vini di Tenuta Ceri.
L’architettura riprende elementi della tradizione locale. La facciata rilegge il tradizionale mandolato toscano attraverso una struttura in acciaio Corten, dettaglio presente anche nella casa colonica. Negli interni dominano invece le tinte e le venature del Bardiglio Nuvolato, considerato da sempre un marmo umile, un intruso nelle cave dei più blasonati marmi bianchi, che Luca Ceri ha fortemente voluto valorizzare nella Tenuta.
Tutto qui ha una matrice culturale e tradizionale, compresa l’istallazione che separa l’ingresso del ristorante dalla sala, ispirata al caratteristico canniccio toscano. La stessa ispirazione ritorna anche nelle camere della casa colonica.
Al centro del piano terra c’è la cucina, rivestita nell’iconico rosso Ferrari e progettata dallo Studio Ceri. Un colore che è un invito all’eccellenza, a lavorare sempre al meglio delle proprie possibilità. Gli spazi, pensati insieme allo chef e alla brigata, sono frutto di anni di esperienza e rappresentano un grande salto di qualità: ogni partita è valorizzata, così come ogni lavorazione.
Nell’isola esterna, due forni dedicati alla panificazione e un grande barbecue aprono nuovi orizzonti nella ricerca gastronomica dello chef Niccolò Palumbo.

A seguire Palumbo nella nuova sede c’è l’intera brigata: il fratello e pastry chef Gabriele Palumbo, con l’aiuto pastry chef Andrea Caciolli; Christine Marigomen all’accoglienza; il maître Matteo Nerucci e il sommelier Edoardo Mordini in sala.
Al piano superiore, a sbalzo sulla sala del ristorante, prende forma una sintesi concreta del dialogo tra mondi che caratterizza PACA Tenuta Ceri. Cucina e vino convivono in uno spazio polifunzionale dedicato alle degustazioni delle etichette di Tenuta Ceri, dove il grande bancone bar cattura la scena.
La carta comprende i grandi classici della miscelazione italiana e una selezione analcolica incentrata su kombucha e fermentati home made.
«Entrare a far parte della famiglia Ceri rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso costruito negli anni. Il trasferimento ci permette di lavorare con spazi, strumenti e possibilità tecniche più ampie, senza modificare l’identità della nostra cucina. Continueremo a privilegiare materie prime locali e un rapporto diretto con i piccoli produttori del territorio, selezionando gli ingredienti in funzione della stagione, della qualità e della loro capacità di valorizzare il territorio. La nuova cucina ci consentirà, allo stesso tempo, di approfondire tecniche, cotture e lavorazioni. Cambia il contesto, si ampliano le possibilità, ma resta invariato il nostro approccio», spiega lo chef Niccolò Palumbo.









