Corleone, il Catarratto ad alta quota e l’altra Sicilia del vino

Sui Monti Sicani, a quasi 900 metri di altitudine, la famiglia Pollara coltiva il Catarratto in un piccolo cru di due ettari

6 Nov 2026 - 11:43
Corleone, il Catarratto ad alta quota e l’altra Sicilia del vino

VINI E SPUMANTI - La Sicilia del vino sta cambiando anche attraverso le scelte delle nuove generazioni, sempre più coinvolte nella gestione delle aziende familiari e nella definizione dei loro indirizzi produttivi. La sostenibilità e l’adattamento al cambiamento climatico occupano una parte importante di questa evoluzione, insieme alla ricerca di stili enologici differenti, alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e a una maggiore attenzione alle caratteristiche delle singole provenienze. Una trasformazione che interessa anche realtà storiche e strutturate, dove il ricambio generazionale introduce nuove sensibilità e priorità.

Fra queste c’è Principe di Corleone, azienda della famiglia Pollara nell’entroterra palermitano, che ha dedicato al Catarratto coltivato in contrada Ciccotta un progetto di produzione limitata. Siamo sui Monti Sicani, a quasi 900 metri di altitudine, in una parte della Sicilia lontana dai paesaggi vitivinicoli più conosciuti dell’isola. 

Grandi distese di seminativi e pascoli seguono il profilo delle colline, interrotte da rilievi rocciosi e montagne. La vite compare soltanto a tratti, in un territorio dove la coltivazione dell’uva convive da generazioni con altre attività agricole. Per raggiungere Ciccotta bisogna attraversare questa campagna, distante dai percorsi più frequentati dell’enoturismo.

La storia della famiglia Pollara risale al 1892, quando Giuseppe Pollara avviò un’attività legata alla produzione vinicola. Nel 1979 nacque IVICOR, Industria Vitivinicola Corleonese, dedicata anche alla trasformazione delle uve conferite dai viticoltori locali. Il marchio Principe di Corleone arrivò nel 2004, accompagnando lo sviluppo della produzione imbottigliata.

Oggi Vincenzo e Lea Pollara conducono l’azienda insieme ai figli Pietro e Leoluca, impegnati rispettivamente nella gestione agronomica e nello sviluppo commerciale. La cantina produce circa un milione di bottiglie all’anno. La conversione al biologico, avviata nel 2020, e l’adesione al programma SOStain nel 2021 segnano alcune delle scelte compiute negli ultimi anni.

Da sinistra: Leoluca e Vincenzo Pollara

Il vigneto di Ciccotta occupa circa due ettari e si distingue dalle altre superfici aziendali, situate prevalentemente fra i 300 e i 550 metri. La scelta di lavorare a una quota superiore risponde anche alla necessità di confrontarsi con estati sempre più calde e una disponibilità idrica irregolare. Nelle vigne di media collina si possono raggiungere temperature prossime ai 44 gradi, con occasionali interventi di irrigazione di soccorso. A Ciccotta il Catarratto viene invece coltivato senza irrigazione e la vendemmia può protrarsi fino a ottobre.

Per un’azienda di queste dimensioni, destinare un’etichetta a un appezzamento così circoscritto rappresenta una scelta produttiva precisa. Sophia, di cui si producono 5.000 bottiglie, nasce dalla volontà di lavorare separatamente le uve di Ciccotta, privilegiando la riconoscibilità della provenienza rispetto alla continuità di una produzione su scala più ampia.

La scelta del Catarratto richiama anche la storia vitivinicola della Sicilia occidentale. Vitigno fondamentale per la produzione del Marsala e per il commercio del vino sfuso, è stato a lungo associato soprattutto alla capacità produttiva. Negli ultimi decenni, le vinificazioni in purezza e una maggiore attenzione ai singoli vigneti hanno contribuito a modificarne la percezione, ampliando il repertorio degli stili e delle interpretazioni.

Il Corleonese, compreso nell’areale della DOC Monreale, conserva una tradizione vitivinicola meno visibile rispetto a quella dei territori siciliani più affermati. La produzione di Sophia si colloca in questa geografia agricola, dove l’interesse per le specificità di un vigneto si affianca a una storia imprenditoriale costruita anche sulla lavorazione delle uve del territorio.

Pietro Pollara

Sophia è un Catarratto in purezza ottenuto da uve biologiche, raccolte manualmente e vinificate a temperatura controllata, senza svolgimento della fermentazione malolattica. Il profilo aromatico si sviluppa fra note floreali e agrumate, frutta a polpa bianca e mandorla fresca. Al palato la freschezza accompagna una struttura sostenuta da una componente sapida e da una buona persistenza. Il sorso conserva pienezza e definizione, con un equilibrio fra acidità e materia che restituisce un’interpretazione articolata del Catarratto.

Compila il mio modulo online.