Italiani e integratori: 8 su 10 li usano, canale online in crescita

Oltre 35 milioni di italiani hanno usato integratori nell'ultimo anno: farmacia primo canale, ma l'online cresce. I dati di AstraRicerche.

18 Marzo 2026 - 12:06
Italiani e integratori: 8 su 10 li usano, canale online in crescita

INDAGINI E RICERCHE - Oltre 35 milioni di italiani hanno fatto ricorso agli integratori alimentari nell'ultimo anno, e uno su tre li assume con cadenza mensile regolare. È quanto emerge dall'indagine "Italiani e Integratori alimentari" realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute, l'associazione di riferimento del comparto aderente a Unione Italiana Food e Confindustria. Lo studio restituisce un quadro in cui l'integrazione alimentare non è più una pratica occasionale, ma un elemento strutturato nella routine quotidiana: quasi quattro italiani su dieci la considerano un supporto complementare a uno stile di vita già attivo, fondato su riposo, sana alimentazione e attività fisica. Quasi otto su dieci, inoltre, dichiarano che gli integratori hanno migliorato il proprio benessere.

Sul fronte dei canali di acquisto, la farmacia si conferma il punto di riferimento per il 61% dei consumatori, scelta per il senso di sicurezza e la professionalità offerta. Il commercio online segue con il 33%, superando la grande distribuzione organizzata, ferma al 21,5%. Un dato che segnala come la consulenza umana mantenga un peso determinante nelle decisioni d'acquisto, pur in presenza di una crescente digitalizzazione dei comportamenti. Il consiglio su quali prodotti assumere proviene per il 65% degli utilizzatori da medici e farmacisti; solo un italiano su tre ricorre all'autoprescrizione, pratica che gli esperti del settore definiscono rischiosa.

Le figure professionali sanitarie dominano anche come fonti di informazione: i medici sono citati dal 41% degli intervistati, i farmacisti dal 40%. I canali digitali guadagnano terreno soprattutto tra Gen Z e Millennials, con Google al 22% e i siti dei produttori al 12,5%; residuale invece il ruolo dei social network (8%) e degli influencer (5%). «Se la farmacia è un punto di riferimento per il consumatore è perché il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità», afferma Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute. «Occorre continuare a investire nella formazione, in quanto la qualità del prodotto deve sempre camminare di pari passo con la qualità del consiglio. Il farmacista deve conoscere la biochimica dell'integratore, essere in grado di spiegare il concetto di biodisponibilità e suggerire il momento migliore della giornata per l'assunzione di un integratore: solo così si combatte la disinformazione, anche del web».

Sul piano della cultura di prodotto, il quadro è contraddistinto da luci e ombre. Gli italiani associano correttamente gli integratori al sostegno della salute generale (42%), all'aumento dell'energia (34%) e al supporto al sistema immunitario (33%). Tuttavia la corretta informazione non è ancora diffusa in modo uniforme: solo quattro italiani su dieci sanno che nessun integratore richiede una prescrizione medica, mentre poco più della metà crede erroneamente che la ricetta sia necessaria almeno per alcuni prodotti. Luoghi comuni e disinformazione restano quindi un ostacolo significativo alla piena comprensione del comparto.

Quanto alle categorie più utilizzate, in testa si trovano gli integratori per le difese immunitarie (39%) e per l'energia fisica (37%), seguiti da quelli specifici per ossa, dieta, bellezza e intestino. Crescono anche i prodotti dedicati al benessere mentale, come quelli per sonno, stress e umore (18%) e per la concentrazione (16%), a conferma che la cura di sé viene sempre più percepita in chiave olistica. «Il mercato degli integratori in Italia ha dimostrato una resilienza straordinaria, evolvendo da settore di nicchia a pilastro fondamentale del mantenimento del benessere», conclude Scarpa. «Gli italiani hanno compreso che l'integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e supportata dal parere di medici e farmacisti, è un investimento sulla longevità attiva».

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