Olio EVO italiano a -47%, mentre zucchero e lenticchie recuperano

Zucchero europeo in rialzo del 20% dai minimi, lenticchie in ripresa e olio EVO italiano a -47% in un anno: i dati di mercato analizzati da Areté.

9 Ottobre 2026 - 14:22
Olio EVO italiano a -47%, mentre zucchero e lenticchie recuperano

BUSINESS E MERCATO - I mercati delle materie prime alimentari mostrano andamenti differenti, con lo zucchero e le lenticchie che registrano una ripresa delle quotazioni, mentre l'olio extravergine di oliva continua a risentire del recupero dell'offerta. È quanto emerge dalle ultime analisi di Areté, che evidenziano un aumento del 20% dei prezzi dello zucchero europeo rispetto ai minimi di febbraio, rialzi fino al 20% per alcune varietà di lenticchie canadesi e una flessione del 47% per l'olio EVO italiano nell'ultimo anno. Dietro queste variazioni ci sono soprattutto le prospettive dei raccolti, l'andamento delle scorte e le aspettative sulla domanda, fattori che continueranno a influenzare i prezzi nei prossimi mesi.

Zucchero, prezzi in aumento e produzione europea verso i minimi pluriennali

Lo zucchero torna a rincarare sul mercato europeo, dopo aver raggiunto nei mesi precedenti livelli di prezzo particolarmente bassi. A settembre le quotazioni dello zucchero Spot Europa e di quello consegnato nel Centro-Nord Italia hanno toccato i valori più elevati da ottobre 2025, segnando aumenti rispettivamente del 20% e del 19% rispetto ai minimi pluriennali registrati a febbraio.

Secondo Areté, a sostenere la risalita è soprattutto la prospettiva di una riduzione della produzione europea nella campagna 2026/27. In Francia, Agreste stima un calo del 29% della produzione di barbabietola da zucchero. In Germania, invece, i dati Destatis indicano una contrazione del 14% delle superfici coltivate, più marcata rispetto al 12% precedentemente stimato dalla Commissione europea.

A complicare ulteriormente il quadro sono le condizioni climatiche. Nell'ultimo MARS Bulletin, la Commissione europea ha rivisto al ribasso del 7% rispetto a luglio le previsioni sulle rese della barbabietola, a causa della siccità e delle temperature elevate. Le rese sono ora attese inferiori del 17% rispetto al 2025 e dell'11% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Questi dati aumentano il rischio di una nuova revisione al ribasso della produzione europea di zucchero, già prevista sui minimi pluriennali. A contenere almeno in parte gli effetti della minore produzione sulla disponibilità di prodotto contribuiscono le scorte, che a fine luglio risultavano ai livelli più elevati da oltre otto campagne.

Rimane comunque confermata la prospettiva che, nel 2026/27, l'Unione europea torni a essere importatrice netta di zucchero per la prima volta dalla campagna 2022/23. In altre parole, le importazioni potrebbero superare le esportazioni, in un contesto di minore produzione interna.

Lenticchie, quotazioni in ripresa dopo i ribassi della scorsa campagna

Anche il mercato delle lenticchie comincia a mostrare segnali di recupero, dopo una campagna caratterizzata da una forte discesa dei prezzi. I primi rialzi arrivano dal Canada, dove negli ultimi due mesi le quotazioni delle lenticchie verdi grandi sono aumentate del 9%, quelle delle verdi piccole del 20% e quelle delle lenticchie rosse del 5%.

La crescita delle quotazioni delle lenticchie verdi grandi ha inoltre riportato i prezzi di questa varietà al di sopra di quelli delle lenticchie rosse, ristabilendo una differenza di valore che tradizionalmente caratterizza il mercato e che, durante la precedente fase ribassista, si era invertita.

Areté individua due fattori principali alla base della ripresa. Il primo riguarda le prospettive produttive del Nord America, dove dopo i raccolti record del 2025 si prevede una minore disponibilità di prodotto. Il secondo è rappresentato dall'aumento della domanda indiana, che sta contribuendo a sostenere le quotazioni.

Proprio l'India potrebbe assumere un ruolo ancora più importante nell'evoluzione del mercato. Il governo sta infatti discutendo la possibilità di eliminare i dazi sulle importazioni di lenticchie. Se la misura venisse adottata, potrebbe favorire ulteriormente gli acquisti dall'estero e sostenere la domanda internazionale.

Olio extravergine di oliva, prezzi italiani in calo del 47% in un anno

Per l'olio extravergine di oliva lo scenario è diverso. Dopo le forti tensioni degli ultimi anni, il mercato si avvicina alla campagna 2026/27 con una maggiore disponibilità di prodotto e prezzi sensibilmente ridimensionati.

Secondo le analisi di Areté, nel corso del 2026 le quotazioni dell'olio EVO comunitario sono tornate sui livelli più bassi dal 2022, mentre l'extravergine italiano ha perso il 47% del proprio valore nell'ultimo anno.

Si è ridotta in misura significativa anche la differenza di prezzo tra olio italiano e comunitario. Il premio riconosciuto al prodotto nazionale, che nel giugno 2024 superava i 5.300 euro per tonnellata, a settembre 2026 si è attestato a poco più di 900 euro per tonnellata. Si tratta della differenza tra le rispettive quotazioni di mercato, non del prezzo di vendita dell'olio italiano.

Alla base del ribasso c'è soprattutto la ricostituzione delle scorte, dopo due campagne segnate da forti deficit produttivi. Le prospettive di disponibilità sono ulteriormente migliorate con le prime stime ufficiali relative alla produzione spagnola per il 2026/27, prevista a 1,6 milioni di tonnellate, il 29% in più rispetto alla campagna precedente.

Se queste previsioni saranno confermate, la Spagna inizierà la nuova campagna con una disponibilità complessiva di olio sui livelli più elevati dal 2021/22, contribuendo a rafforzare l'offerta sul mercato.

Il quadro presenta tuttavia ancora alcune incognite. Le condizioni meteorologiche delle prossime settimane saranno determinanti per le rese in olio in Spagna, mentre per Italia e Tunisia le prospettive indicano una contrazione della produzione.

Un altro elemento da osservare è la domanda. Il forte aumento dei prezzi registrato negli anni della crisi aveva provocato una significativa riduzione dei consumi, che ora potrebbero beneficiare delle quotazioni più contenute.

Il mercato dell'extravergine si trova quindi in una fase di progressiva normalizzazione, ma ciò non significa che i prezzi siano destinati a rimanere stabili. Oltre alle condizioni climatiche e alla ripresa della domanda, Areté segnala la possibile resistenza alla vendita dei produttori spagnoli, che si trovano a operare con quotazioni ormai vicine ai costi di produzione. Un fattore che potrebbe contribuire a nuove oscillazioni dei prezzi anche in presenza di una maggiore disponibilità di prodotto.

Compila il mio modulo online.