Chianti Classico. Castello di Meleto diventa modello di enoturismo integrato

Castello di Meleto registra 14mila presenze nel 2025 tra ospitalità e visite in cantina, con matrimoni triplicati e visitatori internazionali in crescita.

23 Marzo 2026 - 12:42
Chianti Classico. Castello di Meleto diventa modello di enoturismo integrato

OSPITALITÀ E TURISMO - Castello di Meleto ha registrato 14mila presenze nel 2025 tra ospitalità, visite ed esperienze in cantina, in crescita rispetto all'anno precedente. La storica tenuta di Gaiole in Chianti (SI), tra le realtà vitivinicole con la superficie vitata biologica più estesa del Chianti Classico, si afferma come destinazione di riferimento per un enoturismo internazionale orientato a esperienze immersive. A coronare il percorso è arrivato il riconoscimento ai Tuscany Wine Experience Awards 2026, nella categoria "Miglior cantina per l'esperienza enoturistica complessiva".

"Nel 2025 abbiamo registrato 14mila presenze tra ospitalità, visite ed esperienze in cantina, in decisa crescita rispetto all'anno precedente", ha dichiarato Francesco Montalbano, direttore generale di Castello di Meleto. Il dirigente descrive la struttura come un modello di integrazione tra produzione vitivinicola, ospitalità e valorizzazione del patrimonio storico: "Chi ci sceglie — continua Montalbano — qui trova vigneti, cantina, ospitalità diffusa nel borgo storico e ristorazione di alto livello, con un'offerta pensata per un turismo di qualità".

Presenza estera in crescita. Nel 2025 la crescita più significativa è arrivata da Regno Unito e Sud America, con visitatori orientati a itinerari enogastronomici distribuiti tra le principali denominazioni toscane. I soggiorni sono prevalentemente brevi: gli enoturisti tendono a costruire percorsi tematici a tappe tra territori come Montalcino, Bolgheri e il Chianti Classico.

Sul fronte degli eventi privati, il dato più rilevante riguarda i matrimoni, le cui richieste nel 2025 sono triplicate rispetto all'anno precedente, con una domanda che supera attualmente la disponibilità di date. "Se in passato si trattava di un fenomeno quasi esclusivamente internazionale — sottolinea Montalbano — dall'anno scorso abbiamo avuto una crescita rilevante del pubblico italiano, sempre più attratto da location storiche immerse nel paesaggio vitivinicolo. Qui offriamo la possibilità di effettuare anche la celebrazione del rito, oltre che il ricevimento, un elemento che ci sta consentendo di raccogliere moltissimo consenso. La gestione degli eventi rimane comunque volutamente limitata, per garantire la tutela del patrimonio storico e paesaggistico e preservare la qualità dell'esperienza degli ospiti". Tra i mercati di provenienza delle coppie figurano Stati Uniti, Germania, Austria e, in percentuale minore, Belgio, Francia, Armenia e Turchia. Non mancano le richieste insolite: "da un ospite di un matrimonio ci è stata avanzata richiesta della preparazione del Matcha latte al posto del Chianti Classico per un pool party".

Strategia 2026. Per l'esercizio in corso Castello di Meleto punta a consolidare il target internazionale di fascia medio-alta, ampliando le esperienze immersive legate al vino e al territorio, integrando ulteriormente l'offerta gastronomica dell'osteria con il soggiorno e gli eventi, e intercettando flussi di visitatori sempre più orientati a esperienze autentiche e sostenibili.

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