Donne del Vino Campania, la ricerca: cresce l’interesse per l’AI, ma il nodo resta nelle competenze e nella struttura
Il report Donne del Vino Campania evidenzia una forte apertura all’AI, ma il limite resta nella mancanza di competenze e strutture organizzative adeguate
INDAGINI E RICERCHE - Nel pieno di una fase in cui il settore vitivinicolo è chiamato a riorganizzare i propri modelli, tra pressione sui mercati, trasformazione dei consumi e nuove traiettorie tecnologiche, il tema dell’innovazione torna al centro con una domanda più precisa: non se innovare, ma come farlo in modo strutturato.
È dentro questo passaggio che si inserisce il report “Donne, Vino e Futuro”, promosso da Le Donne del Vino Campania e realizzato con il coordinamento scientifico di Rural Hack.
Presentata a Vinitaly, l’indagine è stata condotta su 32 imprese vitivinicole guidate dalle associate, attraverso un questionario strutturato. Un lavoro che prova a leggere il comparto regionale non solo attraverso i dati, ma come sistema in evoluzione, tra apertura al cambiamento e limiti ancora evidenti sul piano organizzativo.
Ne emerge un quadro dinamico, attento alle trasformazioni in atto, ma ancora attraversato da fragilità che rischiano di rallentare il percorso di crescita, soprattutto sul piano della trasformazione digitale e dell’integrazione dell’intelligenza artificiale.
Il dato più significativo riguarda proprio l’AI: il 59% delle imprese non la utilizzerebbe ancora, mentre il 91% dichiarerebbe l’intenzione di farlo in futuro. Più che un ritardo tecnologico, il dato restituisce una fase di transizione, in cui la consapevolezza precede l’adozione.

Le aziende pur riconoscendo il valore strategico dell’intelligenza artificiale, non sempre disporrebbero delle competenze e delle strutture necessarie per integrarla nei processi decisionali e produttivi.
Il principale limite sarebbe rappresentato dalla carenza di competenze interne, segnalata dal 53% delle imprese, mentre il 75% individuerebbe nella formazione la priorità per il futuro. A questo si aggiunge un elemento organizzativo non secondario: il 47% delle realtà analizzate non avrebbe una figura dedicata al digitale.
La digitalizzazione invece apparirebbe già diffusa: con la disponibilità di un sito web per il 91% delle aziende, l’utilizzo dei social media da parte dell’84% e l’adozione della fatturazione elettronica da parte del 94%. Si tratterebbe però, nella maggior parte dei casi, di strumenti impiegati per la comunicazione e la gestione amministrativa.
Meno sviluppata risulterebbe invece l’integrazione nei processi strategici e nelle scelte organizzative. In questo senso, la tecnologia continuerebbe a essere percepita come supporto operativo più che come elemento strutturale di governo.
Sul fronte della sostenibilità emergono segnali più consolidati. Il 66% delle imprese registrerebbe una riduzione degli impatti ambientali, il 59% una diminuzione dei costi e il 41% un incremento della produttività. La sostenibilità si confermerebbe così non solo come valore, ma come leva economica già integrata nei modelli aziendali.
Durante la presentazione, il quadro emerso è stato condiviso da più voci del sistema. Alex Giordano, professore associato di Economia e gestione delle imprese e direttore scientifico di Rural Hack, ha richiamato la necessità di leggere l’innovazione come un processo che coinvolge insieme tecnologia, organizzazione e cultura. Maria Carmela Serluca, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, ha sottolineato il ruolo delle istituzioni nell’accompagnare questa transizione, rendendola accessibile anche alle realtà di dimensioni più contenute.
Sul piano associativo e produttivo, Daniela Mastroberardino, presidente nazionale dell’Associazione Le Donne del Vino, ha ribadito come innovazione e identità possano crescere insieme, mentre Gilda Guida Martusciello, delegata regionale Campania dell’Associazione Le Donne del Vino, ha evidenziato il ruolo delle imprese guidate da donne come elemento attivo nella trasformazione del comparto.

Daniela Mastroberardino
Nel corso del dibattito è stata inoltre avanzata la proposta di istituire un Osservatorio Permanente “Donne, Vino e Futuro”, con l’obiettivo di trasformare i risultati della ricerca in un percorso continuativo. Un’iniziativa che punta a rafforzare il dialogo tra imprese, ricerca e istituzioni, accompagnando il settore in una fase in cui la sfida non è soltanto tecnologica, ma riguarda la capacità di costruire visione e struttura.
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