50 Best Bars, quanto vale entrare in classifica? Dalle guest shift al +20% di incassi
50 Best Bars: da Nicolò Ribuffo a Luca Hu e Caporale, i costi della visibilità e gli incassi cresciuti del 20% a Sips. Ce lo racconta Nicole Cavazzuti.
BAR & WINE - Entrare tra i migliori cocktail bar del mondo può aumentare gli incassi, attirare nuovi clienti e aprire opportunità commerciali. Prima, però, bisogna farsi conoscere. E costruire una reputazione internazionale richiede tempo, viaggi e relazioni, senza garanzie sui risultati.
Durante la settimana dei 50 Best Bars 2026, Milano è diventata il punto d'incontro della mixology mondiale. Bartender, imprenditori e rappresentanti dei brand di spirits si sono ritrovati per la cerimonia e decine di eventi.
Nella prima puntata abbiamo raccontato chi finanzia le guest shift attraverso le esperienze di Luca Hu, Lorenzo Querci e Diego Cabrera. Ora affrontiamo il ritorno degli investimenti: quanto costa costruire una rete internazionale e quanto può rendere una posizione in classifica?
Nicolò Ribuffo: «Il tempo è l'unica cosa che non si può comprare»
Al Ceresio 7 di Milano, durante un brunch organizzato con la partecipazione del brand di birra NOAM, Nicolò Ribuffo, alla guida di Sentaku Izakaya a Bologna, parte da una considerazione: «Purtroppo il tempo è l'unica cosa che non si può comprare».
Il riferimento è alle pubbliche relazioni. Durante eventi come i 50 Best Bars, professionisti normalmente distribuiti nei cinque continenti si ritrovano nella stessa città. Un'opportunità per concentrare in poche ore incontri che richiederebbero mesi di trasferte.
«Avere 100 votanti ci vuole un anno, tu lo puoi fare in una sera», afferma Ribuffo. E propone un confronto economico: «Ti conviene offrire 2-3 mila euro», riferendosi alle consumazioni di un evento, anziché spenderne «50 o 60 mila» per raggiungere e ospitare individualmente gli stessi interlocutori.
Sono stime dell'imprenditore, non costi certificati, ma danno l'idea del valore economico del networking concentrato.
Ribuffo puntualizza poi quali siano i concreti ritorni della visibilità. La premessa è che Sentaku Izakaya, presente nella Top 500 Bars e nella Pinnacle Guide, ha ottenuto le Due Bacchette del Gambero Rosso e il premio per la Miglior proposta di bere miscelato nella Guida Sushi 2026.
«Quando ho preso due bacchette col Gambero Rosso, quello mi ha spostato», racconta, attribuendo al riconoscimento un incremento di circa il 20% nell'attività di ristorazione.
«Più visibilità hai, più gente porti», sintetizza Ribuffo. Ma classifiche, guide gastronomiche e contenuti virali intercettano pubblici diversi. E non producono necessariamente gli stessi risultati.
Tato Giovannoni: quanto vale ospitare i 50 Best Bars?
La visibilità internazionale passa dai viaggi, conferma Tato Giovannoni, fondatore di Florería Atlántico a Buenos Aires, incontrato al Lubna durante la festa dopo la cerimonia.
Il secondo posto conquistato da Moebius Milano, settimo nel 2025, offre uno spunto interessante. Giovannoni riconosce il lavoro sviluppato negli anni dal locale di Lorenzo Querci, ma richiama l'attenzione anche sul vantaggio di avere ospitato i 50 Best Bars proprio a Milano.
«Moltissimi professionisti che ancora non conoscevano il locale hanno avuto l'occasione di scoprirlo personalmente».
La manifestazione ha portato in città operatori che normalmente i cocktail bar milanesi avrebbero dovuto raggiungere attraverso trasferte ed eventi all'estero.
Quanto questa esposizione abbia inciso sulla classifica non è possibile stabilirlo. Ma sul piano commerciale, ospitare un evento internazionale significa moltiplicare le occasioni di incontro con potenziali clienti e partner, senza sostenere necessariamente i costi di una promozione itinerante.

Márcio Silva: per farsi conoscere bisogna viaggiare
Per chi non beneficia dell'arrivo dei professionisti internazionali nella propria città, è essenziale creare un sistema.
Lo afferma Márcio Silva, alla guida di Exímia Bar a San Paolo, passato dal 61° posto del 2025 al 20° nel 2026.
Lo incontro al Dry di via Solferino. «Quando viaggio rappresento il mio locale, lo promuovo», spiega Silva, che considera la partecipazione agli appuntamenti internazionali parte integrante del proprio ruolo imprenditoriale.
Voli, soggiorni e tempo dedicato agli incontri professionali diventano quindi un investimento nella reputazione del cocktail bar.
Luca Hu: le guest shift come investimento sul futuro
Il ragionamento di Ribuffo trova un'applicazione concreta nell'attività di Luca Hu. Durante la settimana dei 50 Best Bars, BOB e BOB The Other Side, nel quartiere Isola di Milano, hanno ospitato bartender arrivati da Kyoto, Kuala Lumpur e Lima, grazie al sostegno economico dei brand partner.
Per i locali, l'operazione rappresenta soprattutto un investimento in relazioni e visibilità internazionale, i cui benefici potrebbero arrivare nel tempo. Incontrare professionisti stranieri significa far conoscere il proprio progetto e creare occasioni per future visite.
Del resto, il regolamento dei 50 Best Bars esclude le guest shift dalle esperienze valide per il voto: i membri dell'Academy devono aver frequentato i locali durante il normale servizio.
Il valore di queste iniziative, quindi, non si misura necessariamente nell'immediato. Anche perché, al momento degli eventi milanesi, le votazioni per il 2026 erano già concluse.
La guest shift può essere il primo contatto, ma è l'esperienza successiva nel locale a fare la differenza. È un investimento sulla reputazione futura, non una garanzia di ingresso in classifica.
Simone Caporale: il primo posto e il 20% di incassi in più
Che cosa succede, invece, quando si diventa il numero uno? Interessante l’esperienza di Sips, il cocktail bar di Barcellona fondato da Simone Caporale e Marc Álvarez, primo nella classifica mondiale del 2023.
Dopo la vittoria, racconta Caporale, gli incassi sono aumentati del 20%. Un incremento che dimostra come il primato possa trasformarsi in una leva commerciale.
Le dimensioni economiche di Sips emergono anche dalle dichiarazioni di Marc Álvarez, che in un'intervista pubblicata nel gennaio 2026 da Crónica Global ha indicato un fatturato annuo compreso tra 1,6 e 1,8 milioni di euro, con incassi medi di circa 6 mila euro al giorno.
Numeri significativi per un locale con appena 37 posti a sedere, capace di servire tra 160 e 200 clienti quotidianamente.
Quanto vale davvero entrare nei 50 Best Bars?
Le testimonianze mostrano che il valore della notorietà internazionale assume forme diverse.
Le guest shift, spesso sostenute dai brand, permettono di sviluppare relazioni e visibilità. Le trasferte richiedono investimenti di tempo e risorse. Ospitare un evento mondiale offre un vantaggio promozionale difficilmente replicabile. E una posizione di vertice, come dimostra Sips, può tradursi in un aumento degli incassi.
Ma i tempi del ritorno economico sono differenti. Le relazioni costruite oggi possono generare opportunità negli anni successivi, mentre un riconoscimento prestigioso può produrre effetti commerciali molto più rapidi.
A questi benefici si aggiungono le opportunità di consulenza, le collaborazioni con le aziende e gli eventi internazionali. Senza conoscere costi, margini e ricavi aggiuntivi, tuttavia, non è possibile calcolare il ritorno effettivo degli investimenti.
Entrare tra i migliori cocktail bar del mondo può cambiare il business di un locale. Ma il vero guadagno non è il posto in classifica: è quello che si riesce a costruire grazie a quel riconoscimento.
Le foto utilizzate per questo articolo sono state modificate con l'ausilio dell'IA.






