Alla scoperta del Ladyboy: storia e ricetta del cocktail codificato nel 2010
Il Ladyboy fu codificato da IBA nel 2010 come omaggio alle vittime di tutte le guerre. Ecco la sua storia unica. Un contributo di Stefano Fossati.
BAR & WINE - Il Ladyboy è un cocktail pressoché sconosciuto, che ha fatto parte della lista ufficiale IBA (International Bartenders Association) solo per un anno, fra il 2010 e il 2011, in una categoria creata apposta e mai proposta né in precedenza né successivamente: “Special Cocktail”, in cui non figuravano altri drink. Per di più, il suo stesso creatore lo ha definito “terribile”. Ma allora perché tutta questa attenzione, sia pure per pochi mesi, da parte della più importante associazione internazionale dei barman? E perché ce ne occupiamo in questo articolo? Perché il Ladyboy è un cocktail particolare, in cui valore simbolico va al di là del suo gusto e dei suoi ingredienti. Un valore che ancora oggi, a 23 anni dalla sua nascita, è drammaticamente attuale.
Scopriamo allora la particolarissima storia e il particolarissimo significato di questo cocktail unico. Anzi, “special”, come lo classificò l’IBA.
La storia
Anche il luogo in cui il Ladyboy è stato creato, nel 2003, è decisamente particolare: il bar dell’Hotel Intercontinental di Amman, capitale della Giordania. E il “padre” del cocktail non fu il locale bartender bensì Phil Coburn, fotoreporter britannico di passaggio ad Amman in attesa di entrare nel vicino Iraq per seguire la seconda guerra del Golfo per il Sunday Mirror. A dirla tutta, peraltro, più che di un cocktail potremmo parlare di… uno scherzo.
Una notte, trovandosi nell’albergo in compagnia di alcuni colleghi, Coburn chiese che gli fosse servito un Ladyboy: di fronte allo smarrimento del bartender di turno, il giornalista gli spiegò che si trattava di un drink di fama internazionale, composto da parti uguali di brandy e crema al whiskey. In realtà, si trattava di una ricetta inventata di sana pianta sul momento, tuttavia il barman, non rendendosi conto dello scherzo, la preparò: il risultato fu qualcosa che lo stesso Coburn avrebbe definito “terribile”.
Da scherzo a simbolo drammatico
Quella notte finì probabilmente fra quattro risate. Ma il destino avrebbe fatto entrare in qualche modo nella storia quel cocktail inventato, e non sarebbe stato affatto uno scherzo. Nel gennaio 2010, Phil Coburn e il reporter che lo accompagnava, Rupert Hamer, subirono un grave attentato mentre viaggiavano al seguito dei marines americani nella provincia di Helmand, in Afghanistan: Harmer perse la vita mentre Coburn, ricoverato in ospedale in gravi condizioni, subì l’amputazione dei piedi. Fu a seguito di questo episodio che, in quello stesso anno, l’IBA decise di inserire nella sua lista ufficiale di cocktail di allora, la quarta (2004-2011), la categoria “Special Cocktail” dedicata proprio al fantasioso cocktail di Coburn, come omaggio a lui e al collega morto nonché alle vittime di tutte le guerre.
L’anno successivo la lista IBA fu profondamente rinnovata (fu in quest’occasione che furono create le tre categorie “Unforgettables”, “Contemporary Classics” e “New Era Drinks” che ancora oggi caratterizzano l’attuale codifica dell’associazione internazionale) e il Ladyboy finì nel dimenticatoio. Anche perché, in effetti, ben pochi si sognerebbero di chiedere una miscela di brandy e crema al whiskey. Eppure, come dicevamo, il messaggio simbolico lanciato dall’IBA 16 anni fa, inserendo questa ricetta nella sua lista ufficiale, è oggi più attuale che mai. Purtroppo.
Il nome
Chiamare il (presunto) cocktail Ladyboy era chiaramente parte della goliardata di Coburn: diffusasi inizialmente in Thailandia, questa parola è usata per indicare giovani crossdresser o transgender. Forse un riferimento allo “strano” accostamento dei due ingredienti che compongono la ricetta, di certo un elemento che avrebbe potuto far intuire al bartender dell’Hotel Intercontinental di Amman la natura scherzosa della richiesta del fotoreporter britannico…
Attenzione, però: pur essendo un cocktail “immaginario”, anche il Ladyboy può vantare una leggenda alternativa sulle proprie origini. Alcuni ritengono che il vero inventore del Ladyboy, o quantomeno del suo nome, sia l’attore inglese Steve Coogan. Che, in un episodio della prima stagione della sitcom “I'm Alan Partridge”, in onda sulla BBC in due serie nel 1997 e nel 2002, esclamò “ooooh ladyboys” in un pub, dopo avere bevuto in sequenza un sorso di birra lager, uno di Bailey’s e uno di Gin Tonic. La serie ebbe un grande successo nel Regno Unito, quindi è possibile che Coburn, quando concepì lo scherzo nell’hotel di Amman, si sia ispirato proprio allo sketch di Coogan.
La ricetta IBA (2010) del Ladyboy
Se volete comunque assaggiarlo, ecco la ricetta del Ladyboy pubblicata da IBA nel 2010, magari per realizzare un brindisi alla fine delle guerre nel mondo. Difficilmente sarà sufficiente per raggiungere lo scopo, ma i simboli sono simboli…
Tecnica: Build
Bicchiere: tumbler basso
Ingredienti:
3,5 cl Baileys Irish Cream
3,5 cl brandy
Garnish: bastoncino di cannella e noce moscata grattugiata
Preparazione: versare i due ingredienti nel bicchiere con ghiaccio e mescolare delicatamente.
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