Aretè: Uova ai massimi storici, pomodoro in stallo e meteo a rischio per l'olio
I dati Aretè sui mercati delle principali commodity food: uova ai massimi per l'aviaria, pomodoro stabile su livelli elevati e la produzione olearia è a rischio
BUSINESS & MERCATO - I mercati delle commodity alimentari registrano dinamiche contrastanti con prezzi record per le uova che hanno toccato i 2,38 €/Kg (+43% rispetto a febbraio 2024) a causa dell'aviaria, mentre i derivati del pomodoro mantengono quotazioni storicamente elevate senza variazioni significative e la produzione spagnola di olio d'oliva 2025/26 resta caratterizzata da grande incertezza legata alle condizioni meteo avverse.
Uova: aviaria spinge i prezzi ai massimi
Da metà maggio i prezzi delle uova hanno segnato un +4% raggiungendo i record storici già toccati a fine 2025. Il prezzo delle uova da allevamento in gabbia rilevato dalla Commissione Unica Nazionale ha raggiunto i 2,38 €/Kg, con un +13% rispetto a febbraio dello scorso anno e un +43% rispetto a febbraio 2024.
In un contesto di offerta UE rallentata dall'aviaria, la rigidità della domanda impatta negativamente il livello di autosufficienza, fornendo supporto ai prezzi. Areté osserva come nel 2025 nell'Unione Europea siano stati registrati 699 focolai di influenza aviaria negli allevamenti, rispetto ai 259 del 2024 e ai 476 del 2023.
Si segnala una forte accelerazione nell'ultimo trimestre dell'anno, con 435 casi, che ha portato il numero complessivo di focolai a superare la media degli ultimi dieci anni del 23%. Circa il 13% dei focolai ha interessato allevamenti di galline ovaiole.
Il trend si è confermato anche a gennaio 2026, con 91 focolai (più del doppio rispetto ai 44 casi di gennaio 2025), di cui 11 in allevamenti di galline ovaiole. In Italia, a partire dal 29 settembre 2025, il Centro di Referenza Nazionale per l'Influenza Aviaria ha confermato 60 focolai complessivi. Nel solo mese di gennaio 2026 se ne sono contati 9, di cui 3 in allevamenti di galline ovaiole. Sono state attuate le misure di controllo generali e specifiche nelle zone di protezione e sorveglianza, in conformità al Regolamento Delegato (UE) 2020/687.
Pomodoro da industria: quotazioni stabili su livelli elevati
Prosegue la fase di stabilità delle quotazioni dei derivati del pomodoro rilevate presso la Camera di Commercio di Parma, senza variazioni significative rispetto alle settimane precedenti. Il mercato continua a mantenersi su livelli di prezzo storicamente elevati, in linea con quelli raggiunti nella campagna 2022/23, dopo i quali non si sono registrati cali rilevanti.
Areté segnala che il WPTC ha pubblicato le prime previsioni produttive globali per la campagna 2026/27, indicando una produzione tendenzialmente stabile a 40,7 milioni di tonnellate (+1% rispetto alla 2025/26). Il volume stimato resta tuttavia ben al di sotto delle oltre 44 milioni di tonnellate che avevano caratterizzato le tre campagne precedenti la 2025/26.
In Italia al Nord sono iniziate le trattative tra industria e produttori per il prezzo del pomodoro da industria 2026, ma l'accordo appare distante. Al Sud le negoziazioni non sono ancora partite. Le attuali intenzioni dei trasformatori sono di 3 milioni di tonnellate al Nord e 2,7 milioni di tonnellate al Centro-Sud, per un volume totale di 5,7 milioni di tonnellate, inferiore del -2% rispetto al 2025.
Olio d'oliva: incertezza sulla produzione spagnola
Le proiezioni relative alla produzione spagnola 2025/26 di olio di oliva restano caratterizzate da grande incertezza. In questo contesto di mercato, i prezzi stentano a seguire una chiara direzione: l'extravergine comunitario quotato a Milano è in una fase di rimbalzo (+2% nella prima decade di febbraio, su base media mensile, rispetto gennaio) e si è riportato ai livelli dello scorso dicembre.
Allo stesso tempo, le quotazioni dell'olio EVO italiano sono andate a stabilizzarsi, nonostante l'accumulo di stock sul mercato nazionale (+53% a fine gennaio rispetto ad un anno fa), a causa del supporto del prodotto comunitario.
Come evidenziato dalle analisi di Areté, le più recenti previsioni di produzione 2025/26 della Commissione UE hanno rivisto a rialzo il dato per l'Italia (da 300 a 310 Kt), mentre paiono inferiori alle aspettative i dati di Portogallo e Grecia. Restano stabili, ufficialmente, le attese relative alla Spagna (-3% rispetto al 2024/25), ma le piogge dei mesi invernali stanno determinando un grosso rallentamento della raccolta ed un potenziale rischio di perdita di prodotto e di qualità.
A fine gennaio la produzione cumulata da inizio campagna si è attestata per il 17% al di sotto del livello dell'anno precedente. Secondo alcune fonti locali, le condizioni meteo sfavorevoli avrebbero portato ad una perdita di almeno 50 Kt di olio a Jaén, dove si stima che manchi ancora un terzo del raccolto.
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