Coppa di Parma Igp, nel 2025 cresce il preaffettato: export oltre il 30% delle vendite

Il Consorzio della Coppa di Parma Igp chiude il 2025 con 78 milioni di fatturato. Crescono preaffettato ed export, trainato dalla Francia

19 Maggio 2026 - 14:23
Coppa di Parma Igp, nel 2025 cresce il preaffettato: export oltre il 30% delle vendite

BUSINESS & MERCATO - Nel 2025 la Coppa di Parma Igp chiude con un fatturato al consumo di 78 milioni di euro, in crescita rispetto ai 74 milioni dell’anno precedente, trainata soprattutto dall’andamento del preaffettato e dall’espansione sui mercati esteri. A fotografare il bilancio è il Consorzio della Coppa di Parma Igp, che riunisce 21 aziende associate e un comparto che coinvolge oltre 500 occupati tra addetti diretti e indotto.

Sul fronte produttivo, i volumi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2024: nell’ultimo anno sono stati lavorati 3,5 milioni di chilogrammi di carne, di cui 1,8 milioni destinati al prodotto certificato, in calo del 6%, per un valore alla produzione di circa 29 milioni di euro. Nessun aumento, invece, per il costo della materia prima – la porzione muscolare del collo del suino – che dopo tre anni consecutivi resta stabile, pur mantenendosi su livelli ancora superiori alla media pre-Covid.

Il dato più significativo riguarda però il segmento del preaffettato, che nell’arco di dodici mesi ha registrato una crescita del 26%. I quantitativi destinati alle vaschette sono passati dai 415mila chilogrammi del 2024 ai 525mila del 2025, portando il valore al consumo del comparto a 30 milioni di euro contro i precedenti 25 milioni. Il preaffettato rappresenta ora il 38% del fatturato complessivo del Consorzio.

A sostenere la crescita è stato soprattutto l’export, che ha superato il 30% delle vendite totali, con oltre 700mila chili esportati. L’Europa si conferma l’area principale di destinazione, con la Francia primo mercato di riferimento, mentre il Canada resta il paese guida tra quelli extra Ue.

In Italia, invece, il principale canale di commercializzazione continua a essere la grande distribuzione organizzata, che assorbe il 70% del mercato. Il restante 30% fa capo al canale horeca, considerato strategico dal Consorzio sia per la reputazione sia per la valorizzazione del prodotto.

«Siamo estremamente soddisfatti dell’ottimo riscontro avuto dal preaffettato, all’interno di una rinnovata fiducia da parte dei consorziati nello spingere in questa direzione», osserva Fabrizio Aschieri, presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp. «D’altronde la vaschetta ha diversi pregi per il cliente finale, soprattutto in termini di comodità e di qualità nel mantenere inalterati gli aromi e i profumi tipici di questo prodotto d’eccellenza. Inoltre accogliamo con piacere i dati positivi sull’export su cui dovremo investire maggiormente per far conoscere la Coppa di Parma IGP sempre di più sui mercati internazionali».

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