Hai curato ogni dettaglio del tuo locale: perché sottovalutare il caffè?

Più aromi, meno sprechi e una carta dei caffè dedicata: la proposta Bonacchi eleva l’esperienza nel locale

20 Maggio 2026 - 10:26
Hai curato ogni dettaglio del tuo locale: perché sottovalutare il caffè?

CAFFÈ - Oggi chi entra in un locale cerca attenzione, personalità e un’esperienza che si percepisca in ogni dettaglio. Il lavoro della ristorazione di qualità è proprio questo: fare ricerca in tutti gli aspetti del proprio menù, nella preparazione e nel servizio, per far vivere al proprio cliente qualcosa di indimenticabile. Il caffè può diventare molto più di un fine pasto distratto: può essere un elemento distintivo di un qualsiasi locale (ristorante, enoteca, pasticceria, piccolo bistrot, gastronomia con somministrazione e chi più ne ha più ne metta) e soprattutto una nuova opportunità di marginalità.

 
Per Bonacchi il caffè non è un dettaglio finale ma parte integrante dell’esperienza gastronomica, che può così diventare completa e memorabile. Per questo l’azienda lavora su terroir e flavori capaci di trasformare il fine pasto in qualcosa di magnifico, offrendo una gamma di oltre 14 referenze tra cui scegliere, perché quando il caffè è buono e servito in un certo modo, il cliente non lo dimentica. 

Ma oltre al prodotto straordinario, il punto di forza è il nuovo modo di raccontarlo, con la costruzione di una carta dei caffè dedicata, uno strumento semplice ma capace di far aumentare immediatamente il valore percepito dell’esperienza nel tuo locale e, quindi, far vendere più caffè e con un margine più alto. Il caffè non è più solo un fine pasto ma si trasforma immediatamente in una firma del tuo locale.

La proposta è ancora più interessante perché si avvale di un sistema chiuso, pratico e sostenibile: una cialda in carta da 10 grammi, facilissima da utilizzare, senza l’impiego di attrezzature ingombranti o dal grande dispendio energetico, senza sprechi e senza richiedere competenze tecniche avanzate all’operatore che può quindi concentrarsi sul racconto in sala e sulla vendita. 

Il sistema è chiuso – ma ovviamente le attrezzature vengono fornite dall’azienda con varie formule, dal noleggio alla vendita – e sovverte il paradigma del caffè tradizionale perché porta la qualità in tazza con la praticità di un monoporzionato.
Grazie alla dose maggiore di caffe (10 grammi) la cialda fa sì che le differenze aromatiche in tazza siano chiarissime, percepibili da tutti, abbracciando anche aromi di frutta, fiori, dolcezza, piacevole acidità, cose finora impensabili in una cialda ESE da 7 grammi o in altre monoporzioni in plastica, pratiche sì ma spesso caratterizzate solo da note di amaro, con profili piatti e indistinguibili. Impossibili da vendere come “una portata”.
La cialda da 10 grammi permette invece di estrarre un espresso ricco e aromatico che fa percepire davvero le differenze tra un terroir e l’altro: più sfumature, più identità, più carattere in tazza. Chiunque lo assaggia rimane estasiato e capisce cos’è davvero un caffè “speciale” ed è pronto a spaziare nell’ampia gamma (le referenze sono già 14, con diverse origini da vari paesi del mondo) che accoglie profili aromatici molto diversi tra loro che accontentano proprio tutti.

Il sistema consente di selezionare diverse referenze e costruire una carta dei caffè dedicata, trasformando il momento del fine pasto in un’estensione dell’esperienza gastronomica del locale. Un approccio che punta a valorizzare la qualità in tazza e ad ampliare l’offerta rivolta al cliente.

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