Global mixology: Spritz ipocalorici, riscossa dei bar di provincia, meno alcol negli Usa
Spritz e Hugo per aperitivi low cal; crescono i bar italiani nella Pinnacle Guide; Usa in crisi, alcolici in calo. World news della settimana.
BAR & WINE - Aperol Spritz e Hugo sono i drink più indicati per un aperitivo con poche calorie: la ricerca. Altri cinque bar italiani entrano nella prestigiosa Pinnacle Guide e sono quasi tutti in provincia: ecco quali sono. Calano i consumi di alcol negli Stati Uniti, più che la moderazione pesa la crisi delle famiglie. Le notizie sul mondo di cocktail e distillati dai media internazionali.
Spritz e Hugo per un aperitivo leggero
Aperol Spritz e Hugo si confermano i drink italiani più richiesti nel Regno Unito, grazie (anche) al loro basso contenuto calorico. Come si legge su The Drinks Business, una ricerca del sito di servizi sanitari Zava mostra che un Aperol Spritz contiene mediamente 125 calorie e un Hugo 137, contro le 225 di un Espresso Martini o le 320 di una Piña Colada. Determinante è la presenza di ingredienti quali la soda, priva di calorie, e il prosecco, che ne apporta circa 80 a bicchiere. Un singolo spritz ha così un apporto calorico paragonabile a due uova e persino inferiore a un “healthy” tè matcha, che ha 138 calorie.
Per chi cerca alternative ancora più leggere, i distillati lisci restano l’opzione migliore: la vodka è la più “light” con 100 calorie per 50 ml, seguita da whisky, gin e tequila (circa 110). L’articolo ricorda comunque che l’alcol fornisce calorie “vuote”, che vengono convertite in grasso e prive di valore nutrizionale, a differenza di bevande più caloriche ma ricche di nutrienti, come gli smoothie. In ogni caso, per gli aperitivi estivi, gli spritz rappresentano una scelta relativamente leggera.
Pinnacle Guide, crescono i bar italiani (soprattutto in provincia)
Si allunga la lista di locali consigliati dalla Pinnacle Guide: la nuova edizione della guida dedicata all’ospitalità di alto livello ha aggiunto 46 nuovi bar alla sua lista globale: 30 con un pin, 13 con due pin e 3 che raggiungono il massimo livello, i tre pin. Questi ultimi in particolare – Champagne Bar at The Surf Club a Miami, Kumiko a Chicago e Line Athens ad Atene – entrano in un’élite di soli quattro locali al mondo (l’altro è il Lyaness di Londra, al top dal 2024), per entrare nella quale un bar deve presentare “un’eccellente domanda scritta” e offrire “un'esperienza eccezionale agli ospiti”, verificata attraverso più visite anonime. Lo riporta Drinks International.
Gli Stati Uniti guidano questa tornata, con il Nord America che rappresenta oltre un terzo dei bar premiati. Cresce anche l’Italia, che aggiunge alla lista cinque locali (al pari del Regno Unito) distribuiti in altrettante città, quasi tutte lontane dai “soliti” grandi centri che monopolizzano altre classifiche: Alto a Cervia, Shub di Sorrento, Squisi a Vittorio Veneto e Stravinskij Bar all’Hotel de Russie di Roma con un pin, più CuCù a Bassano del Grappa con due pin. Con le ultime aggiunte, i bar “pinned” diventano attualmente 192 in 14 Paesi.
Usa, alcol in calo. Moderazione? No, crisi economica
Nel 2025 il consumo di bevande alcoliche negli Stati Uniti è calato del 5%, in base ai dati della società specializzata IWSR riportati da The Drinks Business. In flessione quasi tutte le categorie principali: birra e vino cedono entrambi il 6%, gli spirit il 4%. Tengono solo gli RTD (ready-to-drink), in calo dell’1% ma con forti differenze a seconda della tipologia: quelli a base di malto crollano del 5%, mentre quelli a base di distillati crescono del 14%. Anche alcune nicchie mostrano il segno più: birra analcolica +15%, prosecco +3%, “national spirits” (distillati di bandiera di singoli paesi o aree geografiche) +18%, trainati dal coreano soju che rappresenta circa l’80% della categoria. La contrazione riguarda quasi tutto il territorio Usa: sono 49 gli stati in calo, unica eccezione è il Nevada che cresce del 3%.
IWSR osserva che non è il numero di consumatori a diminuire, bensì la frequenza e la quantità del bere. Sulle cause del trend negativo, la tendenza alla moderazione ha un certo ruolo, ma soprattutto pesa la pressione sui budget familiari, che porta a una riduzione dei consumi di generi non strettamente necessari come gli alcolici: pertanto, conclude la società, quando la fiducia dei consumatori migliorerà, alcune categorie oggi in calo potrebbero tornare a crescere.






