Diplomático ad Amsterdam: il Buen Vivir tra cocktail, vinili e ospitalità

Nicole Cavazzuti racconta un format da rivisitare, costruito attorno a cocktail, vinili e convivialità.

23 Lug 2026 - 15:07
Diplomático ad Amsterdam: il Buen Vivir tra cocktail, vinili e ospitalità

BAR & WINE - Durante la settimana di Europe’s 50 Best Bars, Amsterdam ha accolto guest shift, degustazioni, incontri e appuntamenti dedicati alla bar industry internazionale. In questo contesto, Diplomático ha presentato The Diplomat’s House, iniziativa ispirata al Buen Vivir, espressione venezuelana legata alla convivialità, alla cura dell’accoglienza e al piacere del tempo condiviso.

Più che una presentazione istituzionale, l’evento è stato un incontro informale rivolto a bartender, operatori dell’ospitalità e professionisti del settore. A fare da filo conduttore, quattro cocktail, due referenze del marchio e un dj set interamente in vinile.

Un salotto nel Bungehuis

Eravamo alla Soho House Amsterdam, all’interno del Bungehuis, edificio Art Déco degli anni Trenta affacciato sul canale Singel.

Utilizzato in passato dall’Università di Amsterdam e successivamente riconvertito, il palazzo conserva una forte identità architettonica. Librerie, divani retrò, tappeti, lampade e composizioni floreali contribuivano a creare l’atmosfera raccolta di un interno domestico.

Le bottiglie si inserivano con discrezione tra gli elementi d’arredo, in modo naturale. Anche il menu riprendeva questa impostazione con la frase: “Slow down, sip well, and enjoy the company”: rallentare, bere con attenzione e godersi la compagnia.

Un invito coerente con il mood dell’incontro, pensato per favorire la conversazione oltre che la degustazione.

Tre bartender, tre prospettive olandesi

La drink list è stata affidata a tre professionisti provenienti da realtà differenti della scena di Amsterdam e Rotterdam.

Daryl Lieuw-On, cofondatore di The Rumah a Rotterdam, era il rappresentante di un cocktail bar che ha costruito la propria identità attorno al rum.

Jeanne Mathieu, senior bartender di Advocatuur al Rosewood Amsterdam, portava l’esperienza di un hotel bar contemporaneo inserito nell’ex Palazzo di Giustizia, dove c'è pure la produzione di un jenever della casa.

Halil Yozgyur, alla guida di LuminAir al DoubleTree by Hilton Amsterdam Centraal Station, arrivava invece da un percorso internazionale sviluppato tra Turchia, Australia e Paesi Bassi, con particolare esperienza nell’organizzazione di uno sky bar ad alta frequentazione.

Tre profili differenti, dunque: la specializzazione verticale sul rum, la cultura dell’hotel bar e la gestione di un locale dentro un hotel ma con terrazza panoramica e dal servizio complesso.

Quattro cocktail, due espressioni di Diplomático

La carta comprendeva tre signature preparati con Diplomático Reserva Exclusiva e un Daiquiri realizzato con Diplomático Planas.

Oolong Highball

L’Oolong Highball di Daryl Lieuw-On univa Diplomático Reserva Exclusiva e soda al tè oolong.

La ricetta seguiva la struttura essenziale dell’Highball, costruita sul rapporto tra distillato e componente carbonata. Il tè introduceva tannini leggeri, note floreali e sfumature tostate, mentre la carbonazione alleggeriva la struttura del rum.

Il risultato era un drink leggero, nel quale Reserva Exclusiva manteneva la propria riconoscibilità, con una gradazione alcolica decisamente bassa.

Scrat’s Dream

Lo Scrat’s Dream di Jeanne Mathieu era un mix di Diplomático Reserva Exclusiva, sherry, Frangelico e frutta secca.

Servito in coppetta, era un drink importante da degustazione lenta. Anche il nome, ispirato a Scrat, il personaggio animato ossessionato dalla ghianda, richiamava ironicamente il registro nutty della ricetta.

Bird’s Eye

Il Bird’s Eye di Halil Yozgyur era una rilettura del Jungle Bird.

La ricetta conservava gli elementi principali del classico — rum, ananas, Campari e lime — aggiungendo tè lapsang e fava tonka.

Il lapsang portava una componente affumicata, l’ananas manteneva il carattere tropicale, mentre Campari e lime costruivano rispettivamente la parte amaricante e quella acida in linea con la ricetta IBA. La tonka completava il profilo con note speziate e vanigliate.

Il Daiquiri con Diplomático Planas

A completare la drink list era il Daiquiri della casa, preparato con Diplomático Planas, un rum bianco invecchiato e successivamente filtrato a carbone, dal colore trasparente.

La presenza di una ricetta classica e riconoscibile da tutti è un valore aggiunto che spesso viene trascurato a favore delle creazioni originali.

Il vinile come parte dell’esperienza

La degustazione era accompagnata da un dj set interamente in vinile.

Una scelta non solo decorativa. La dimensione materiale del disco — la copertina, la sequenza dei brani, il lato da girare, il passaggio da un LP al successivo — contribuiva a costruire un rapporto più diretto con la musica e un'atmosfera più intima.

Ad alcuni ospiti è stato inoltre donato un LP. Un omaggio coerente con il programma della giornata, capace di prolungare il ricordo dell’incontro.

Un format costruito sulla coerenza

La riuscita di The Diplomat’s House è legata alla coerenza tra i diversi elementi.

La location favoriva la permanenza e la conversazione. I tre bartender proponevano interpretazioni autonome di Reserva Exclusiva. Il Daiquiri introduceva Planas attraverso un classico essenziale. Il vinile completava l’atmosfera senza vivere separato dal resto dell’esperienza.

Un evento da copiare in senso ampio del termine.

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