Prezzi alimentari ed energia, cosa sta accadendo ai mercati che interessano l’Horeca

Le analisi di Areté su pomodoro, patate, energia, latte e arachidi: prezzi, produzione e fattori che influenzano i mercati.

21 Sett 2026 - 11:53
Prezzi alimentari ed energia, cosa sta accadendo ai mercati che interessano l’Horeca

BUSINESS & MERCATO - Materie prime agricole, trasformati ed energia si muovono in uno scenario segnato da condizioni meteorologiche avverse, riduzioni dell’offerta e tensioni internazionali. Le più recenti analisi di Areté mostrano andamenti differenti, ma accomunati da una crescente sensibilità dei prezzi agli equilibri produttivi. Per il pomodoro da industria, alle revisioni al ribasso in Francia e Spagna si contrappongono previsioni in aumento per l’Italia, mentre le patate destinate alla trasformazione registrano forti rincari in vista di una possibile contrazione della produzione europea. Sul fronte energetico, gas ed elettricità risentono delle difficoltà legate al GNL e del basso livello degli stoccaggi. Nel comparto lattiero-caseario i prezzi risalgono, con una netta differenza tra grassi e proteine. Per le arachidi, infine, il calo atteso del raccolto statunitense spinge le quotazioni ai massimi da marzo 2025.

Ecco, nel dettaglio, l’andamento dei singoli mercati analizzati da Areté.

Pomodoro da industria

A inizio settembre la campagna europea del pomodoro da industria era in fase avanzata, ma restavano incertezze sui volumi finali. Caldo e temporali localizzati hanno penalizzato rese e grado Brix nell’Europa meridionale e occidentale, determinando revisioni al ribasso per Francia e Spagna e dubbi sulle produzioni degli altri Paesi.

L’Italia procede in controtendenza: il WPTC ha confermato la revisione di agosto, portando la previsione da 6,1 a 6,35 milioni di tonnellate, il 4% in più rispetto alla stima di luglio e il 9% sopra il 2025. Secondo Areté, l’aumento deriva dall’espansione delle superfici, favorita al Nord dai prezzi incentivanti dei trasformati e al Sud, soprattutto in Puglia, dalla maggiore disponibilità idrica. I risultati dipenderanno però dal meteo delle ultime settimane: la qualità è finora buona, ma il grado Brix è sotto la media e preoccupano le produzioni tardive, già colpite dal caldo di luglio.

Patate

Tra luglio e agosto i prezzi medi delle patate destinate alla trasformazione sono fortemente aumentati. Sul listino PotatoNL, la categoria Frites per la grande industria è cresciuta del 180%, quella per le piccole industrie del 146% e il segmento Fast Food del 161%. Le quotazioni delle Fontane francesi sono salite del 325%.

Il rialzo segna un’inversione rispetto ai minimi della scorsa campagna. Areté lo collega alla possibile contrazione dell’offerta nel 2026/27, causata dalla riduzione delle superfici e dal peggioramento delle condizioni meteorologiche. Agreste stima per la Francia una produzione inferiore del 22% rispetto al 2025, mentre caldo e siccità penalizzano gli altri principali produttori europei. Gli effetti potrebbero riguardare volumi, qualità e calibri, riducendo il prodotto idoneo alla trasformazione e rendendo più difficile la conservazione.

Gas ed energia elettrica

Ad agosto il TTF, riferimento europeo del gas, è aumentato del 13,8% rispetto a luglio, mentre il PUN italiano è cresciuto di circa il 14,7%. Nei primi giorni di settembre il TTF ha sfiorato 81 euro/MWh, tornando sui massimi da fine 2022, e il PUN ha superato una media di 200 euro/MWh nella prima settimana, ai livelli più alti da gennaio 2023.

Secondo Areté, pesano la guerra in Medio Oriente e le difficoltà del GNL. Ad agosto sono transitati nello Stretto di Hormuz soltanto tre carichi, contro i 18 di luglio, mentre il JKM asiatico ha raggiunto i massimi da dicembre 2022. Il premio dell’Asia sull’Europa ha così intensificato la competizione per i carichi flessibili.

A fine agosto gli stoccaggi europei erano pieni al 65,4%, il livello più basso per la data dal 2013, con minori margini di sicurezza in vista dell’inverno. In Italia, secondo l’ultimo dato Terna, a luglio le rinnovabili hanno coperto il 41,5% della domanda, contro il 44,5% di luglio 2025: eolico e idroelettrico sono diminuiti rispettivamente del 20,3% e del 14,9%, aumentando il ricorso al termoelettrico.

In Francia, ad agosto, la produzione nucleare è scesa dell’8,4% annuo, a 26,2 TWh, anche per le alte temperature e i vincoli ambientali sulla disponibilità dei reattori. Il calo può aumentare il ricorso al gas e mantenere teso il mercato elettrico europeo. Scorte ridotte, criticità dell’offerta e competizione per il GNL lasciano quindi i mercati energetici sensibili a nuovi shock.

Latte e derivati

Ad agosto le principali trasformazioni del latte nell’Unione Europea hanno registrato aumenti mensili. Sulla piazza di Kempten, il burro è salito del 3,6%, la polvere di latte scremato (SMP) del 5,4%, quella di latte intero (WMP) dell’8,7%, l’Edamer dello 0,8% e la polvere di siero del 2,6%.

Su base annua resta però evidente la differenza tra grassi e proteine. Rispetto ad agosto 2025, burro, WMP ed Edamer costano rispettivamente il 41,8%, il 18,9% e il 24,9% in meno. La SMP e la polvere di siero sono invece più care del 22,5% e del 74,5%, sostenute dalla crescente domanda di proteine.

Dopo la forte crescita iniziata nella seconda metà del 2025, l’offerta europea mostra i primi rallentamenti. Tra gennaio e giugno 2026 le consegne sono aumentate del 3,4% annuo, contro il 5% del primo trimestre; a giugno sono diminuite dell’1,2% in Francia e del 3,2% in Irlanda. Caldo anomalo e rincari degli input frenano la produzione. Nell’ultimo mese, le guerre in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, insieme a fattori endogeni, hanno inoltre spinto sul mercato finanziario europeo il mais dell’11,4% e il gas naturale del 15,6%, ai massimi dal 2023.

Arachidi

A inizio settembre l’arachide statunitense Runner 40/50 è aumentata del 24%, raggiungendo 1.550 dollari per tonnellata, il livello più alto da marzo 2025. Per Areté, il rialzo deriva dall’effetto di spillover dei prezzi argentini e dalle attese di una forte contrazione della produzione statunitense.

La raccolta 2026 negli Stati Uniti è appena iniziata e l’USDA prevede 2,4 milioni di tonnellate: il 27% in meno rispetto al raccolto record del 2025 e il dato più basso dalla campagna 2014/15. La causa principale è la riduzione del 29% delle superfici seminate, dopo che i bassi prezzi nella fase di semina avevano limitato l’interesse degli agricoltori.

Sono attesi aumenti del 14% annuo per i consumi interni e dell’1% per le esportazioni, ma le scorte iniziali record dovrebbero mantenere il mercato adeguatamente rifornito. Resta limitata, tuttavia, la disponibilità di prodotto di qualità dall’Argentina, principale origine concorrente, dove i problemi produttivi potrebbero ridurre l’offerta fino all’arrivo del raccolto 2027.

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