Insalate e verdure, il clima cambia le regole dello scaffale
Caldo e siccità riducono la disponibilità di insalate e verdure e rendono più difficile garantire continuità e assortimento sugli scaffali
BUSINESS & MERCATO - Materie prime con disponibilità ridotte fino al 30-40%, rese inferiori del 10-20% nei raccolti più colpiti e alcune referenze temporaneamente assenti dai supermercati. L’allarme lanciato dal Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food racconta un problema che va oltre le difficoltà di una singola estate: il cambiamento delle condizioni climatiche sta rendendo più difficile garantire la continuità dell’offerta di prodotti freschi alla quale consumatori e distribuzione si sono abituati.
Da luglio le criticità hanno interessato soprattutto cicorie, indivie, lattughe e spinaci, ma segnali di sofferenza riguardano anche valeriana, lattughini, rucola e cavoli. Alla base ci sono temperature elevate, siccità prolungata, disponibilità irregolare di acqua e fenomeni atmosferici sempre meno prevedibili. Il punto, quindi, non è soltanto quanto viene raccolto, ma quanto diventa difficile mantenere stabile nel tempo l’assortimento del fresco.
Un’estate che conferma il cambio di scenario
Il contesto del 2026 aiuta a capire perché il problema non possa essere letto come una normale oscillazione stagionale. Secondo l’Istituto per la bioeconomia del CNR, l’estate appena trascorsa è stata la più calda registrata in Italia dal 1950, con una temperatura media nazionale di 24,3 °C.
La situazione non riguarda soltanto l’Italia. L’European Drought Observatory ha segnalato condizioni di siccità diffuse in numerose aree europee, mentre il Joint Research Centre della Commissione europea ha rilevato come caldo persistente e deficit idrico abbiano peggiorato le condizioni delle colture in diverse zone del continente. Questo aspetto è importante perché una filiera riesce a compensare più facilmente una difficoltà locale cercando materia prima in un’altra area produttiva. La gestione diventa più complessa quando le stesse anomalie interessano contemporaneamente più territori.
Più selezione prima che il prodotto arrivi sullo scaffale
La minore disponibilità segnalata da Unione Italiana Food è soltanto una parte del problema. Nei raccolti più danneggiati, il Gruppo rileva anche una perdita di resa del 10-20% dovuta alla maggiore selezione e agli scarti. È un passaggio che il consumatore normalmente non vede. Per il fresco esistono requisiti commerciali europei e specifici standard di qualità. Quando una quota maggiore del raccolto non possiede le caratteristiche richieste, una parte della materia prima viene esclusa prima della vendita o prima di poter essere utilizzata nelle lavorazioni.
La ricerca scientifica conferma quanto le condizioni pre-raccolta possano incidere sulla materia prima. Una review pubblicata nel 2026 su Frontiers in Plant Science, dedicata a lattuga, spinacio e rucola, evidenzia come temperatura, luce e umidità influenzino struttura dei tessuti, composizione delle foglie e comportamento dopo la raccolta. Temperature eccessive possono accelerare senescenza e deterioramento. Questo non significa che sugli scaffali arriveranno necessariamente prodotti peggiori. Significa, piuttosto, che per mantenere gli standard può diventare necessario selezionare di più, riducendo la quantità effettivamente utilizzabile.

Lo scaffale può diventare meno prevedibile
Per molti consumatori la stagionalità è diventata progressivamente meno visibile. Calendari produttivi differenti, aree di approvvigionamento diverse e una filiera molto organizzata consentono oggi di trovare numerosi prodotti freschi per periodi dell’anno molto più lunghi rispetto al passato. Ma questo sistema funziona meglio quando le produzioni sono sufficientemente prevedibili.
L’Agenzia europea dell’ambiente indica caldo, siccità e scarsità idrica fra i principali rischi per l’agricoltura europea, con il Sud Europa particolarmente esposto. Le conseguenze riguardano non soltanto le rese, ma anche la stabilità delle produzioni e la disponibilità d’acqua.
Non significa che gli scaffali del futuro saranno sistematicamente vuoti. Il cambiamento più realistico è un altro: la continuità dell’assortimento potrebbe diventare più difficile da garantire, soprattutto per i prodotti freschi maggiormente legati alle condizioni del campo.
Il caso della IV Gamma rende questo meccanismo particolarmente evidente. Il settore vale circa 1,2 miliardi di euro e, secondo le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati NielsenIQ, ha raggiunto una penetrazione dell’85%. Dietro ogni confezione pronta al consumo resta però una materia prima agricola soggetta a caldo, siccità, disponibilità d’acqua e fenomeni estremi.
«Il cambiamento delle condizioni climatiche sta rendendo la disponibilità delle materie prime sempre più discontinua e difficile da programmare, creando mancanze di prodotto a scaffale», osserva Simone Zerbinati, presidente del Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food.
Più che immaginare un futuro senza insalate, quindi, il punto è un altro: lo scaffale del fresco potrebbe diventare meno uniforme e più legato alla reale disponibilità agricola. Un cambiamento poco appariscente, ma destinato a rendere più visibile anche al consumatore quanto il clima incida sull’intera filiera del fresco.

Fonti utilizzate per realizzare questo approfondimento:
Consiglio Nazionale delle Ricerche – Estate 2026, la più calda dal 1950
https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-14606
European Commission – Joint Research Centre, European Drought Observatory
https://joint-research-centre.ec.europa.eu/european-and-global-drought-observatories/current-drought-situation-europe_en
European Commission – Joint Research Centre, Exceptionally dry and hot weather threatens summer crops
https://joint-research-centre.ec.europa.eu/jrc-news-and-updates/exceptionally-dry-and-hot-weather-threatens-summer-crops-2026-08-24_en
European Commission – Marketing standards for fruit and vegetables
https://agriculture.ec.europa.eu/farming/crops/fruit-and-vegetables_en
European Environment Agency – European Climate Risk Assessment
https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/european-climate-risk-assessment
Frontiers in Plant Science – studio su lattuga, spinacio e rucola
https://www.frontiersin.org/journals/plant-science/articles/10.3389/fpls.2026.1806482/full








