Dentro un eetcafé di Amsterdam: birra, bitterballen e tavoli sul canale
Nicole Cavazzuti ci porta da ’t Gasthuys, nel centro di Amsterdam, per scoprire un format che unisce birra, cucina informale e convivialità.
BAR & WINE - Tra le forme più tipiche dell’ospitalità olandese ci sono gli eetcafé, locali informali sospesi tra bar di quartiere e cucina. Ad Amsterdam ne ho frequentati diversi, ma ’t Gasthuys è quello in cui sono tornata più volte, attirata soprattutto dalla terrazza sulla Grimburgwal, uno dei canali più intimi del centro.
Che cos’è un eetcafé
La traduzione letterale è semplice: “caffè in cui si mangia”. Nella pratica, l’eetcafé è un locale informale che unisce l’atmosfera di un bar di quartiere a una proposta gastronomica più strutturata.

Ci si può entrare per una birra, ordinare uno snack, fermarsi per pranzo oppure proseguire fino a cena. I piatti sono generalmente semplici al palato, le porzioni generose e il servizio pensato per coprire momenti differenti della giornata senza imporre al cliente una scelta rigida tra bere e mangiare.
Nel caso di ’t Gasthuys, attivo dal 1977 e chiamato così in riferimento allo Binnengasthuis (un grande complesso storico nel centro di Amsterdam che è stato trasformato da antico ospedale in una delle sedi principali dell'Università), la formula comprende pranzo, cena e borrel: il momento olandese dedicato alla convivialità, alle bevande e ai piccoli piatti da condividere.
Il locale
Varcare la soglia significa entrare nell’atmosfera di un tradizionale bruin café, letteralmente “caffè marrone”, definizione legata ai legni scuri e agli interni segnati dal tempo.
Il locale si sviluppa su tre piani e la sala affacciata sulla strada è dominata da un bancone lungo e stretto. Alle pareti si alternano carta da parati floreale e damascata, lavagne scritte a mano, vecchie immagini, lampade differenti e decorazioni accumulate nel corso degli anni.

Il risultato è uno spazio vissuto, irregolare e immediatamente riconoscibile, lontano dall’estetica perfettina di molti locali contemporanei.
Il vero plus resta però la terrazza. I tavoli guardano direttamente il Grimburgwal, un piccolo canale nel centro di Amsterdam dove le barche passano a poca distanza dai clienti. Una vista particolarmente suggestiva.
Bitterballen, borrel e piatti da condividere
La parte più identitaria del menu è quella dedicata al borrel e agli snack.
Tra le proposte compaiono le classiche bitterballen, servite in porzioni da sei con senape. Sono piccole crocchette sferiche, caratterizzate da una panatura croccante e da un ripieno morbido di ragù di carne, verdure o formaggio.
Io le ho mangiate da sola, ma sono ideali per la condivisione: poste al centro del tavolo, si accompagnano alla birra e permettono di prolungare la permanenza senza trasformare necessariamente la sosta in una cena.

Il menu comprende anche bastoncini di formaggio fresco o stagionato, chicken bites, assortimenti di fritti e un tagliere con formaggio, salame, sottaceti e senape.
Tra le specialità locali non manca l’Amsterdamse ossenworst, un insaccato di carne bovina dalla consistenza morbida, proposto con senape e sottaceti.
Un menù pensato per tutti i palati
La carta non segue una rigorosa linea gastronomica. Accosta comfort food locale, classici da pub e piatti internazionali con l’obiettivo di soddisfare gruppi eterogenei.
A pranzo si trovano sandwich, toast, zuppe, crocchette, hamburger e piatti veloci. Tra le preparazioni figurano il chicken satay con salsa di arachidi, atjar, crackers di gambero e cipolle fritte, il burger di manzo con formaggio stagionato, bacon e salsa al whisky, il chicken burger e una versione vegetariana con Beyond Meat.
La proposta serale mantiene la stessa impostazione. Ecco quindi bistecca, costine, salmone al forno, satay di pollo, hamburger, insalate e alternative vegetariane. Molti piatti principali vengono serviti con patatine fritte e insalata.
È una cucina priva di particolari ambizioni autoriali, ma coerente con il format.

Birre e cocktail
La sezione beverage riflette una modalità di consumo popolare e informale.
La selezione di birre comprende referenze alla spina, bottiglie e lattine, con marchi molto diffusi accanto a produzioni belghe e olandesi. Sono disponibili diversi formati e anche in pitcher, particolarmente adatta ai gruppi.
La drink list propone cult internazionali come Espresso Martini, Negroni, Paloma, Cuba Libre, Moscow Mule, Spritz e Gin Tonic. Insomma, miscele semplici.
L’aspetto più interessante è però l’impiego di alcuni distillati tradizionali olandesi all’interno di cocktail classici.
L’Amsterdam Mule sostituisce la vodka con il jonge jenever. Il Dutch Spritz utilizza il bessenjenever (un tradizionale liquore olandese a base di ginepro e frutti di bosco, in particolare ribes nero) al posto di Aperol o Campari. Il Mokum Libre rilegge invece il Cuba Libre attraverso il Vieux, un tipico distillato di cereali a base di malto ed erbe, famoso per essere l'alternativa tradizionale dei Paesi Bassi al brandy e al cognac francesi.
Cosa può insegnare il modello eetcafé
Il format di ’t Gasthuys offre alcuni spunti utili anche per il mercato italiano.
Superare la separazione tra bar e cucina
Molti locali italiani dividono rigidamente aperitivo, ristorazione e dopocena. Il modello eetcafé suggerisce invece uno spazio capace di accompagnare il cliente durante momenti differenti, senza costringerlo a decidere fin dall’inizio se vuole soltanto bere o consumare un pasto completo.
Costruire un vero menù di condivisione
Non un unico tagliere standardizzato, ma una sezione articolata di piccoli piatti con quantità, prezzi e abbinamenti chiari: crocchette, polpette, verdure fritte, formaggi, sottaceti e preparazioni regionali in formato snack.
Le bitterballen funzionano perché possiedono un formato codificato, una salsa precisa e un abbinamento immediato con la birra.
Territorializzare i cocktail classici
Il principio utilizzato con jenever, bessenjenever e vieux può essere applicato anche in Italia. Liquori, amari e distillati del territorio possono entrare nei drink riconoscibili come Mule, Spritz, Highball prendendo il posto di ingredienti stranieri per portare il territorio nel bicchiere.
Accogliere gruppi con esigenze diverse
Uno dei principali vantaggi dell’eetcafé è la capacità di rispondere a una esigenza frequente: dove può sedersi un gruppo in cui una persona vuole cenare, un'altra ordinare soltanto uno snack e un’altra bere una birra? Qui!








