Il messaggio di Slow Food per la Giornata della Terra

Slow Food per la Giornata della Terra 2026: cibo, agroecologia e scelte quotidiane al centro della transizione ecologica.

22 Apr 2026 - 11:37
Il messaggio di Slow Food per la Giornata della Terra

NOTIZIE E DINTORNI - La 56ª edizione della Giornata della Terra, celebrata il 22 aprile sotto il tema "Our Power, Our Planet", torna a porre al centro del dibattito il ruolo del cibo e dei modelli agricoli nella crisi ambientale globale. Secondo Slow Food, le scelte alimentari quotidiane sono un atto politico ed economico concreto: ogni acquisto sostiene un determinato modello di produzione e distribuzione, con ricadute dirette su biodiversità, salute dei suoli e tenuta delle comunità rurali. Ma le scelte individuali, per quanto necessarie, non bastano: serve un intervento strutturato da parte della politica e dell'economia.

Il sistema alimentare industriale è tra i principali imputati del deterioramento del pianeta. Sprechi, chimica di sintesi, filiere globali che spostano merci per migliaia di chilometri, sovrasfruttamento dei terreni: sono alcune delle pratiche che mettono sotto pressione risorse considerate erroneamente inesauribili come acqua, terra e aria. «Il cibo assume un ruolo centrale e decisivo – spiega Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia –. È attraverso modelli distorti di produzione alimentare che si sono consumate alcune delle ferite più profonde inflitte al pianeta. Le monocolture, l'agricoltura industrializzata, la logica dell'efficienza a ogni costo hanno spezzato equilibri antichi, cancellando un sapere fondamentale: il cibo non è solo nutrimento. È il punto di incontro tra l'uomo e la natura, il luogo in cui ambiente e società si intrecciano, la chiave per leggere il nostro modo di abitare il mondo».

È in questo contesto che Slow Food riafferma il valore dell'agroecologia, non soltanto come disciplina scientifica ma come visione culturale radicata nei territori e nelle comunità. «È da qui che affiora con forza il valore dell'agroecologia – continua Sottile –. Non solo come disciplina scientifica, ma come visione culturale che nasce dal basso, dall'esperienza e dall'ascolto dei territori. L'agroecologia ci insegna a osservare i sistemi agricoli come ecosistemi complessi, fatti di relazioni, di equilibri sottili, di funzioni che si sostengono a vicenda. Non si tratta semplicemente di produrre cibo, ma di farlo senza spezzare i cicli naturali, custodendo la fertilità dei suoli, rafforzando le interconnessioni tra le forme di vita, riconoscendo il valore della biodiversità, delle comunità rurali e dei paesaggi costruiti da secoli di convivenza tra uomo e natura».

La ricorrenza del 22 aprile — con i segnali sempre più evidenti di deserti in espansione, incendi, alluvioni e migrazioni climatiche — diventa per Slow Food un invito a riconoscere la responsabilità collettiva. «Come se fosse possibile – prosegue Francesco Sottile – comportarsi contro l'ambiente senza subirne le conseguenze. Come se proteggere la nostra casa comune non significasse, in fondo, prendersi cura di chi la abita. La Terra non è un'opinione: è la condizione stessa della nostra esistenza. Forse è proprio questo il significato più profondo della Giornata della Terra. Non sentirci, per un giorno soltanto, più "ambientalisti", ma tornare a essere abitanti consapevoli. Comprendere che terra significa ambiente, biodiversità, relazioni. Che difenderla non è una scelta ideologica, ma una responsabilità inevitabile».

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