Distributori Horeca, arriva il riconoscimento legale con la Legge 34/2026

Svolta normativa per il settore Horeca: definito lo status giuridico e i requisiti degli operatori della distribuzione

24 Marzo 2026 - 10:55
Distributori Horeca, arriva il riconoscimento legale con la Legge 34/2026

NOTIZIE E DINTORNI - Il comparto della distribuzione Horeca ottiene finalmente un inquadramento normativo preciso. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 11 marzo 2026, n.34, l’Articolo 13 introduce una definizione chiara dell’operatore della distribuzione, fissandone requisiti e ambito di attività. La norma individua come tali i soggetti che acquistano, trasportano e distribuiscono prodotti destinati a alberghi, ristoranti, bar e catering.

Elemento centrale è il criterio economico: almeno il 70% dei ricavi negli ultimi tre periodi d’imposta deve derivare da questa attività. Un passaggio che chiude un vuoto normativo durato decenni e assegna piena identità giuridica a una filiera finora priva di riconoscimento formale.

Il peso economico e il lungo percorso

Il risultato arriva dopo un percorso durato oltre trent’anni, sostenuto in particolare da Italgrob. Il settore, del resto, ha numeri rilevanti: oltre 100 miliardi di euro di fatturato, 382.000 punti di consumo coinvolti tra ristorazione e ospitalità, e almeno 1,5 milioni di occupati, con una presenza femminile pari al 55%.

Secondo Dino Di Marino Direttore Generale di Italgrob: “Si tratta di un momento di grande importanza per il nostro settore. Il riconoscimento della nostra categoria è stato il primo obiettivo che mi sono posto e che ho perseguito con determinazione negli ultimi 15 anni in Italgrob. Ho creduto fortemente in questo risultato perché era fondamentale dare piena dignità normativa a un comparto che collega produzione e consumo e che rappresenta uno snodo essenziale della filiera agroalimentare italiana. Parliamo di un settore che vale oltre 100 miliardi di euro di fatturato e che coinvolge 382.000 punti di consumo tra ristoranti, bar, pizzerie e hotel e che garantisce occupazione ad almeno un milione e mezzo di persone, di cui il 55% donne. Oggi raggiungiamo un traguardo importantissimo, di cui siamo profondamente orgogliosi, che rafforza il ruolo della distribuzione horeca nella crescita del Made in Italy e dell’economia del Paese”.

Il riconoscimento politico e le prospettive

Il valore della norma è anche politico, oltre che tecnico. Per il presidente di Italgrob, Antonio Portaccio, si tratta di una svolta attesa da tempo: “L’entrata in vigore del DDL annuale sulle PMI rappresenta un passaggio storico per il nostro settore. L’articolo 13 riconosce finalmente in modo esplicito il ruolo e i compiti dei distributori nel comparto Ho.re.ca., dando valore a una categoria che da decenni contribuisce in maniera determinante alla filiera agroalimentare italiana. Italgrob si è battuta per quasi 35 anni, fin dalla sua nascita nel 1992, affinché venisse riconosciuta la funzione strategica del distributore di prodotti food & beverage nel collegare produzione e consumo fuori casa. Oggi questo impegno trova un importante punto di arrivo: una disciplina normativa che certifica e qualifica il lavoro delle oltre 3.400 imprese della distribuzione presenti sul territorio nazionale. Si tratta di un riconoscimento che valorizza non solo la funzione economica, ma anche quella sociale delle nostre imprese, autentico motore di diffusione del Made in Italy e delle produzioni agroalimentari in un mercato fondamentale per l’economia del Paese. Questo risultato dimostra anche quanto sia stata importante in questi anni l’interlocuzione costante e costruttiva con le istituzioni e con il Governo, che hanno saputo ascoltare le istanze della categoria e accompagnare un percorso di riconoscimento atteso da tempo. Continueremo a lavorare in questa direzione, mantenendo un dialogo aperto e collaborativo per sostenere la crescita e la competitività del settore”.

La nuova disciplina apre ora a una fase diversa: maggiore riconoscibilità istituzionale, regole più definite e una base solida per rafforzare competitività e sviluppo. Per la filiera agroalimentare e il Made in Italy, si tratta di un tassello destinato a incidere anche sulle dinamiche future del mercato.

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