Etichettatura energetica: cosa cambia nel foodservice con la proposta della Commissione europea

La Commissione UE propone di digitalizzare l'etichetta energetica di vetrine e banchi frigo per l'Horeca, nell'ambito della semplificazione normativa.

10 Lug 2026 - 09:13
Etichettatura energetica: cosa cambia nel foodservice con la proposta della Commissione europea

NOTIZIE E DINTORNI - Il 24 giugno 2026 la Commissione europea ha presentato una proposta per cambiare le regole sull'etichetta energetica (quella che indica quanta energia consuma un apparecchio). La novità principale: per alcuni frigoriferi commerciali — come armadi frigo e vetrine per la vendita diretta usati in bar, ristoranti e gastronomie — l'etichetta di carta potrebbe non essere più obbligatoria. Al suo posto, si potrebbe usare un riferimento digitale, ad esempio un codice QR.

Come nasce la proposta

La Commissione europea ha pubblicato il 24 giugno 2026 una proposta di regolamento che modifica il Regolamento (UE) 2017/1369 sull'etichettatura energetica, introducendo la possibilità di sostituire l'etichetta cartacea con riferimenti digitali per gli apparecchi di refrigerazione commerciale non esposti al pubblico in negozi fisici, come armadi frigoriferi e vetrine per la vendita diretta utilizzati in bar, ristoranti e attività di gastronomia. La proposta si inserisce in un pacchetto più ampio di semplificazione normativa (il cosiddetto "Omnibus"), che interviene anche sull'etichettatura degli pneumatici attraverso la modifica del Regolamento (UE) 2020/740.

Quali prodotti interessa

Per i beni scambiati tra imprese e non esposti al pubblico in negozi fisici — categoria in cui rientrano vetrine e armadi frigoriferi per la vendita diretta ad uso professionale — l'attuale obbligo di etichetta stampata potrebbe essere sostituito da un riferimento digitale: un codice QR riportato sui documenti di vendita o direttamente sull'apparecchio. La logica è quella di distinguere le modalità di comunicazione dell'informazione energetica in base al canale di vendita: nei negozi fisici aperti al consumatore finale i display elettronici a scaffale potranno affiancare o sostituire la carta, mentre per le transazioni B2B la documentazione cartacea lascerà progressivamente spazio ad archivi e riferimenti digitali sicuri.

È importante sottolineare che la Commissione non ha scelto il passaggio immediato al solo digitale: la copia stampata resta un'opzione, proprio per evitare difficoltà ai piccoli rivenditori e agli operatori meno abituati agli strumenti tecnologici. Sono inoltre previste misure di semplificazione per le fasi di transizione tra scale energetiche: durante il rescaling delle classi, i fornitori sarebbero esonerati dall'obbligo di esporre contemporaneamente vecchia e nuova etichetta, e per un anno i punti vendita potrebbero continuare a commercializzare i prodotti già in magazzino con l'etichetta precedente, senza dover procedere a ristampe immediate.

Il ruolo di EPREL e il collegamento con il Digital Product Passport

La proposta rafforza inoltre il ruolo della banca dati europea EPREL, rendendo disponibili in formato digitale dettagli sui prodotti che oggi non sono sempre presenti, con l'obiettivo di facilitare la vigilanza del mercato da parte delle autorità competenti. Nel pacchetto Omnibus più ampio si prevede pure una maggiore integrazione tra EPREL e il Digital Product Passport, lo strumento europeo pensato per tracciare digitalmente le informazioni sui prodotti lungo l'intero ciclo di vita, un'infrastruttura che, sul lungo periodo, potrebbe riguardare anche le apparecchiature di refrigerazione commerciale del comparto Horeca.
Secondo le stime della Commissione, l'insieme delle misure di digitalizzazione previste dalla riforma potrebbe generare un risparmio complessivo fino a 125 milioni di euro l'anno nei prossimi dieci anni per imprese e autorità di vigilanza, calcolato sul complesso delle categorie di prodotto coinvolte dal regolamento e non specificamente sulla sola refrigerazione commerciale.

Il precedente normativo per il food service

Vetrine e banchi frigo per la vendita diretta rientrano già oggi nel perimetro del Regolamento delegato (UE) 2019/2018, in vigore dal 1° marzo 2021, che ha introdotto per questi apparecchi la classificazione energetica sulla scala A-G. Per gli operatori del food service, l'eventuale passaggio al digitale rappresenterebbe quindi un'evoluzione delle modalità di consultazione dei dati energetici già disponibili, non l'introduzione di un obbligo informativo nuovo.

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