Forum Internazionale della Cucina Italiana: sette linee guida dopo il riconoscimento UNESCO
A TuttoFood il primo Forum internazionale della Cucina Italiana dopo il riconoscimento UNESCO: focus su filiera, turismo e sviluppo all'estero
NOTIZIE E DINTORNI - A pochi mesi dal riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, ottenuto il 10 dicembre 2024, Milano ha ospitato nell’ambito di TuttoFood il primo Forum Internazionale della Cucina Italiana. L’iniziativa ha riunito chef, imprenditori, istituzioni, ricercatori e operatori della filiera con l’obiettivo di tradurre il riconoscimento in un programma di azioni concrete per il comparto.
Al Forum hanno partecipato, tra gli altri, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, e Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, Nicola Bertinelli (Presidente Consorzio Parmigiano Reggiano) Alessandro Borghese (Chef, Host 4 Ristoranti), Massimo Bottura (Chef Osteria Francescana), Enrico Buonocore (Founder Langosteria), Antonio Ceglie (AD Fiere di Parma), Francesco Cerea (General Manager Gruppo da Vittorio), Simone Cinotto (Professore ordinario di Storia Contemporanea, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo), Luca D'Alba (General Manager Avolta FB Italy), Michele De Liguoro (Chef Rovello 18) Don Pasta - Daniele De Michele (Regista e ricercatore gastronomico), Maddalena Fossati (Presidente del Comitato Candidatura Cucina Italiana UNESCO), Franco Mosconi (Presidente Fiere di Parma), Tommaso Nastasi (Strategy Value Creation Leader, Deloitte), Francesco Panella (Imprenditore, Host di Little Big Italy), Mattia Pinza (Esperto di mercati italiani in Cina), Lino Stoppani (Presidente FIPE), Romana Tamburini (Presidente, Surgital), Matteo Zoppas (Presidente ICE).
Nel corso dell’incontro, i lavori si sono concentrati sull’analisi dello stato attuale della cucina italiana, sugli scenari futuri e sugli strumenti necessari per agire in modo concreto. Dal confronto è emersa una visione condivisa sintetizzata in sette linee guida strategiche.
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Dalla ricetta alla cultura: un cambio di paradigma
La cucina italiana è stata definita non soltanto come un insieme di piatti, ma come un patrimonio culturale trasmesso attraverso generazioni, dialetti, territori e memoria collettiva. Il riconoscimento UNESCO segna il passaggio da una dimensione prevalentemente folkloristica a una culturale, con l'impegno di tutelare prodotti, tecniche e saperi tramandati nel tempo. -
Fare sistema lungo tutta la filiera
Secondo quanto emerso durante il confronto, il valore della cucina italiana cresce quando produzione agricola, industria alimentare, ristorazione, distribuzione e comunicazione operano in maniera coordinata. Tra i temi affrontati anche l’italian sounding, fenomeno stimato tra gli 80 e i 120 miliardi di euro. -
La cucina come soft power e diplomazia culturale
I partecipanti hanno evidenziato il ruolo dei ristoranti italiani nel mondo come strumenti di promozione culturale. Il riconoscimento UNESCO viene considerato una leva per rafforzare il valore percepito delle esportazioni agroalimentari italiane, oggi pari a 70 miliardi di euro, con l’obiettivo di raggiungere quota 100 miliardi e per posizionare i prodotti italiani nella fascia premium dei mercati internazionali. -
Il turismo enogastronomico come motore di sviluppo diffuso
Il comparto enogastronomico genera attualmente 40 miliardi di euro l’anno e continua a crescere attirando visitatori che spendono il 40% in più della media, si fermano almeno un giorno in più e distribuiscono ricchezza su tutto il territorio nazionale, contribuendo a ridurre il sovraffollamento dei grandi centri. Le stime indicano che il riconoscimento UNESCO genererà un incremento del turismo enogastronomico tra l'8 e il 10%, con circa 18 milioni di turisti aggiuntivi interessati ai luoghi di produzione. -
Tracciare e certificare la filiera nel mondo
Tra le proposte emerse figura la creazione di sistemi di mappatura e certificazione dei ristoranti italiani all’estero che utilizzano prodotti DOP, IGP e a indicazione geografica. Ciò consentirebbe di aumentare il valore intrinseco dei prodotti esportati e di generare un turismo delle radici verso i luoghi di produzione. -
Educazione e formazione come investimento strategico
Il Forum ha sottolineato il ruolo della formazione nella tutela del patrimonio gastronomico italiano, dalle scuole alle mense scolastiche, fino agli istituti alberghieri e agli ITS. La trasmissione delle competenze alle nuove generazioni è stata indicata come elemento essenziale per far sì che il patrimonio riconosciuto dall'UNESCO non resti privo di custodi. -
Coraggio, contemporaneità e innovazione nel rispetto delle radici
Nel corso del confronto è emersa anche la necessità di coniugare tradizione e innovazione. Creatività, ricerca, sostenibilità e riduzione degli sprechi vengono indicate come condizioni necessarie per mantenere la competitività internazionale della cucina italiana, preservandone al tempo stesso l’identità culturale.
Il video integrale del Forum della Cucina è disponibile a questo link.






